Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

In un castello meglio cortigiana. Etera in biblioteca


L’archivio storico di cui indegnamente mi occupo condivide gli spazi con una biblioteca, all’interno di un castello medievale.

Ebbene, di recente una mano misteriosa ha lasciato segno della propria intraprendenza su una lastra in pietra che funge da ripiano all’ingresso della scalinata, nel loggiato interno.

Di solito nei paraggi vi stazionano i fumatori; gli studenti che si concedono una boccata d’aria; i lettori che si scambiano quattro chiacchere tra loro; i dipendenti in pausa caffè; una cricca di perdigiorno che si connettono con il wi-fi o ascoltano musica.

Osservando la scritta ho provato a immaginarmi le intenzioni ispiratrici.

Prendersi la briga di vergare in una posizione scomoda e con il rischio di essere scoperti non è un gesto istintivo. Richiede una dose di consapevolezza. Pure di elasticità.

Il genere esula dall’arte graffitara: non è nemmeno realizzata con lo spray su un muro.

L’amore per la conoscenza

I saloni sopra sono stipati di libri; addirittura, nei ripiani superiori, oltre ventimila volumi antichi arricchiscono la biblioteca con edizioni dei classici: molte le Cinquecentine.

L’anonimo scrivano, il novello Vate, potrebbe aver voluto omaggiare Omero, ispirandosi all’Iliade, citando l’epica Troia.

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Gesto nobile: chi considera più il sapere umanistico?

Adesso, prima di accedere alla biblioteca, a qualcuno potrebbe venir la fregola di prendere in prestito un’opera letteraria, bramoso di assaporare i rimandi alla mitologia o gli insegnamenti dei filosofi.

L’amore per gli animali: quanta tenerezza fa una troia

Consapevole dell’interpretazione troppo aulica, ho valutato l’ipotesi di una dedica ai numerosi allevamenti di maiali del territorio: la scrofa, in dialetto, è denominata anche troia (troja, con variazioni locali: tröva, pronunciata truva).

troia

In tal caso però mi sfugge la scelta del posto. Perché non uno dei vari istituti bancari dove i proventi della suinicoltura riposano in pace, in attesa che i nipoti degli imprenditori agricoli possano godere dei risparmi parentali, accumulati in tutta una vita dai “barba” celibi e, soprattutto, alquanto parsimoniosi?

Perché – poi – scrivere su una pietra, in un castello, con un pennarello indelebile?

L’amore per la concisione

Un’ipotesi alternativa potrebbe essere il gesto di denuncia contro i pannelli didascalici che descrivono la storia del castello, appesi al muro nel loggiato.

Testi prolissi, che divagano troppo.

Il misterioso autore della scritta avrebbe pensato bene di ricordare a chi li ha redatti che su un muro, come una sola parola – troia – annovera un insieme di concetti, altrettanto si possa fare su altri argomenti evitando tediose tiritere.

L’amore malato

Una dedicatoria a una musa, forse.

L’afflato poetico, risentito per una mancata corrispondenza amorosa o perché rivolta ad altri, ha spinto il cuore sofferente a indirizzarle un epiteto.

Va detto che – troia – appare un’ingiuria piuttosto provinciale, datata e ben poco originale. Coerente però con la scelta dello strumento.

Tutta un’altra faccenda se fosse stata scolpita con mazza e scalpello!

Un amore malato, che oggi si sfoga imbrattando ma che domani magari sferzerà una manata, aggiungendo verbalmente a – troia – un attributo, un aggettivo, una maggiorazione secondo il triste e collaudato repertorio machista.

Il gesto vandalico è biasimevole ma ancor più lo è il tenore.

Palesa il disprezzo per una ragazza etichettandola con il più dispregiativo degli insulti: troia! ossia prezzolata, disponibile ad andare con tutti, senza morale.

Capisco che scrivere “Trieste libera” sarebbe stato anacronistico, ma in un luogo dispensatore di cultura questa insolenza amareggia per la sua ottusità, oltre che per la volgarità.

L’autore intendeva ferire una coetanea, ma così è riuscito a colpire tutti, perché la sconcezza oltraggia chiunque abbia un minimo di sensibilità. Chiunque.

E se proprio si volesse dirla tutta… a un cultore della calligrafia fa ancora più male!