Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

In un soffio


Anni fa morì il nonno di mia moglie, e all’epoca nostra figlia era ancora piccina: fu il primo episodio luttuoso a cui prese parte. Ricordo che per spiegarle la fine di una vita presi una candela, l’accesi, e lasciai che la osservasse mentre ardeva. Le spiegai che si consuma piano piano, fino a quando la fiammella ha di che alimentarsi. Talvolta può succedere che un colpo d’aria la spenga prima che sia finita del tutto, ma come una candela è fatta per illuminare finché vi resta della cera, così la vita pulsa in noi, almeno che una malattia, un incidente, un evento imprevisto non la spengano. Può accadere, purtroppo.

Però di solito alla sua fine ci si prepara, quando il moccolo è quasi consunto. È nell’ordine naturale della precarietà.

Non così quando la candela, d’improvviso, ci lascia al buio perché un soffio di vento ne ha dissolto la fiamma.

Ci coglie impreparati.

Cala addosso un’oscurità inaspettata: l’assenza di quella luce che ci era familiare, amica,  utile, cancella le sicurezze… e tu arranchi, smarrito.

E più ardente, luminoso, raggiante era il cero, maggiormente fitta risulta poi la tenebra.

 

Attendo un raggio di sole… a riportarmi i tuoi contorni al momento svaniti.

A ridarmi, inalterati, i ricordi e il piacere della tua sorprendente, vitale, energica personalità.

Unica e inimitabile.

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