Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

In un tranquillo pomeriggio di Pasqua


Giornata tiepida, ariosa, primaverile. Un’occasione d’oro per portare a spasso i cani – uso il maschile ma son due femmine –, con mia moglie – uso il femminile ma è lei a portare i pantaloni. Ho la fortuna di abitare a pochi passi dal parco fluviale dello Stura e quindi possiamo scendere a piedi, senza troppi incomodi.

Si tratta di un percorso immerso nel verde, che costeggia il fiume e che dovrebbe consentire un’immersione nella Natura incontaminata. Per fortuna però non è così. Perché in tal caso il trasporto estatico nel ritrovarsi in un ambiente quasi vergine causerebbe un rifiuto a ritornare nel mondo contaminato tipico della nostra società consumistica. Invece degli ignoti benefattori provvedono a ricordare quanto l’Eden appartenga a un passato remoto, e nel passeggiare tra alberi e arbusti non si corra il rischio d’incappare in un serpente tentatore.

Lo fanno con dovizia, disseminando qua e là oggetti che rimandano alle nostre sane abitudini di persone civili.

I copertoni sono un pezzo forte: forse che l’uomo odierno potrebbe farne a meno per spostarsi, per inquinare, per sfoggiare vetture inversamente proporzionali ai propri attributi, secondo un’interpretazione freudiana?

I fazzolettini di carta: simbolo di igiene personale, e altresì del rigoglioso sbocciare della primavera, che manda in fibrillazione gli ormoni, ragion per cui segue una doverosa nettatura allorché riescono a trovare un fisiologico sfogo agli istinti impellenti, oppure a coronare una passionale, struggente, romantica relazione amorosa tra gli anfratti dell’alveo fluviale.

Le immancabili bottiglie di plastica e le consimili lattine: attestazione di quanto l’uomo abbisogni di refrigerio, passeggiando tra le selve. Qui addirittura si è riusciti a combinare insieme una par condicio invidiabile: due multinazionali concorrenti si son ritrovate l’una a fianco dell’altra, per un’imperitura giacenza tra le fresche frasche.

L’intraprendenza umana non ha limiti: c’è chi ha allestito un orto clandestino nel parco fluviale, e con un acume degno del miglior basista l’ha mascherato con un allestimento per nulla individuabile. Davvero meriterebbe un premio soltanto per l’ingegno.

Poi, giusto per marcare il territorio e per non gettare nel panico i passanti che altrimenti potrebbero sentirsi smarriti come Pollicino nella foresta, qualcuno ha sistemato dei fogli stampati con frasi di tenore filosofico, spirituale, morale, dato che non ne leggiamo abbastanza postate sui social, e si sente l’imprescindibile necessità di affiggerle pure in mezzo ai boschi. Evidentemente la natura non eleva a sufficienza, e sentiamo l’urgenza di un monito per godere appieno del contesto.

Tra la vegetazione pure gli animali si son dati da fare: qualcuno ha scavato delle buche, altri hanno costruito dei nidi. Tanto per infierire e metterci del loro. Ma come sempre non sono riusciti ad emularci.

L’uomo non ha eguali: è proprio un essere superiore!

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La fotografia in apertura è di Sabina Masante
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4 Commenti

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    bah…. il bello è che ci mettiamo d’impegno a volte….
    ma come si fa???? io non so…. e se poi la natura si ribella ha ragione!
    come si son permessi gli animalucci di vivere scavando e costruendo nidi?????
    😀
    posso chiederti l’amicizia su fb??? i miei amici di blog gianduiotti garantiscono x me! 😀

    • Luca

      Amici blasonati, peraltro. Un salvacondotto inappuntabile. Certo che sì, non esitare, è un piacere

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    BRUNO MAESTRELLI 28 Marzo 2016 at 1:00

    Certamente verrebbe voglia di commentare, in modo scontato, che il mondo è pieno di maiali,che sicuramente questi incivili a casa loro non farebbero così (??..),etc..etc…Ma vorrei aggiungere che forse è ora di cominciare seriamente,con un lavoro lungo e paziente,ad educare i “piccolini ” ad un maggior rispetto delle regole e dell’ambiente.Per noi “grandi”,invece,passerei alla fase 2,quella espiatoria:se colti sul fatto,qualche domenica a pulire ciò che è stato sporcato.Forse rafforza il concetto.

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