Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Inattese opportunità lavorative


immagine (3)

La nostra società, così variegata ed eclettica, ha il gran vantaggio di proporre figure professionali nuove sul mercato del lavoro, inedite e all’avanguardia. Oppure di riciclare attività che in epoche lontane erano svolte nel tempo libero, non sempre retribuite, ma che oggi hanno insite e imprevedibili opportunità di guadagno. Per non parlare del successo, che spesso gratifica perfino più di una busta paga generosa, se si lascia l’umiltà ai fraticelli francescani.

Certo, per recuperarle dall’oblio dei secoli sono necessarie sia determinazione sia un po’ di gavetta non pagata agli esordi, ma una volta avviata l’impresa, le opportunità di svolta saranno garantite.

Quella in particolare di cui alludo sta calcando la scena nazionale con sorprendente rapidità: mi stupisco che non abbiano ancora inaugurato uno specifico corso di laurea, in un’università rigorosamente privata, con rette da capogiro, sulla falsariga di un cursus studiorum tra i molti considerati indispensabili al progresso dell’umanità.

La professione prossima a scalare le classifiche dei lavori più ambiti è quella dell’untore.

L’untore, come ci ricordava il buon Manzoni, andava in giro a propagare la peste. Lisciava batacchi di usci, dava pacche sulle spalle, beveva ai pozzi pubblici…insomma, con solerte determinazione usava tutti gli strumenti messigli a disposizione dalla provvidenza nei bei tempi andati. La civiltà e la cultura hanno rischiato di far scomparire per sempre un tale patrimonio di usi e costumi, oltretutto incontrastati dopo che il Padreterno si era tirato fuori dal fare stragi di mortali. Dovette essersela presa per i mancati ringraziamenti dell’ingrata umanità, nonostante avesse incenerito in un colpo solo una moltitudine di sodomiti, che a loro modo erano una peste perniciosa.

Da allora, purtroppo, per debellare con mezzi naturali comunità consistenti dovettero pensarci i ratti e gli untori, questi distinguibili da quelli per l’assenza della coda pelosa.

Ebbene, l’untore moderno ha davanti occasioni fino a pochi decenni fa inimmaginabili, e i più motivati hanno subito colto la sfida, grazie agli strumenti all’avanguardia messi a disposizione dalla tecnologia.

Arrivano barconi di neri sporchi, sudici, imbruttiti dal viaggio? Perché non sfruttare una situazione tanto ghiotta? E allora via a dire che i rifiutati pure da Nettuno diffondono l’epidemia d’ebola, o quella di vaiolo, e poco importa che sia stato debellato e si trattasse di varicella. D’altra parte si credevano debellate pure la bigotteria e le superstizioni, con l’Illuminismo, e invece rifioriscono come un herpes sulle labbra di un’adolescente.

Dunque, giovani e attempati, fatevi avanti, rimboccatevi le braccia e scaldate le tastiere dei vostri pc: ci sono blog, siti, comunità virtuali, gruppi su fb dove attingere a piene mani; vere e proprie dispense di bacilli virali. Diffondete l’epidemia ovunque. Sparatele grosse, infarcitele d’odio, di disprezzo, di potenziali fobie collettive.

Untori dei nostri tempi, agite! Più sarà eclatante e terrificante il morbo e maggiore il risultato ottenuto: condivisioni di link, commenti e post fungeranno da bubboni e il contagio si allargherà a macchia d’olio. L’importante è generare paura, e la paura garantisce potere: è assodato dai tempi di Adamo ed Eva. Guai metterla in discussione… chiedete a loro, ne sanno qualcosa.

Un disinteressato consiglio: non mettete in piazza la verità, cioè che c’è davvero una pandemia… d’ignoranza. Sarebbe tempo sprecato: non troverete mai nessuno disposto a credere di esserne infetto.

Per il resto: buon lavoro

 

L’immagine è un’incisione satirica di James Gillray, “The Cow-Pock”, 1802.

Ti è piaciuto l'articolo? Puoi condividerlo:
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: