Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Infierire sugli elettori cinque stelle è ingiusto


L’esito del risultato sulla piattaforma Rousseau sentenzia la fine della coerenza paventata dai cinque stelle: sbandierata, gridata e usata come vessillo o come grimaldello contro “gli altri”. L’onestà, gli accordi solo con chi può vantare un trascorso politico cristallino, la lotta contro l’immunità parlamentare… cancellate in un colpo solo.

Pare di sentirlo, proprio il buon Rousseau, allorché scriveva ne Il contratto sociale:

“quando lo stato, vicino alla sua rovina, non sussiste altro che come forma illusoria e vana, quando il vincolo sociale è rotto in tutti i cuori, quando il più vile interesse si adorna sfrontatamente del sacro nome di bene pubblico, allora la volontà popolare diventa muta; tutti, guidati da motivi secreti, non ragionano più quali cittadini,  come se lo stato non fosse mai esistito, e si fanno passare falsamente, sotto il nome di leggi, decreti iniqui, i quali non hanno altro scopo che l’interesse particolare.”

cinque stelle SOS

Perché sparare sulla Croce Rossa non è bello

Non ho mai nutrito simpatie per i cinque stelle, è notorio. A marzo, dopo l’esito elettorale, strabuzzai gli occhi, incredulo, nel vedere delle persone di mia conoscenza e degli amici – militanti di sinistra, compagni impegnati, comunisti della vecchia guardia – sbracciarsi a caldeggiare alleanze con loro.

Ovviamente tutti costoro adesso se ne guardano bene di rispolverare i facili entusiasmi con cui vagheggiavano intese con i cinque stelle: all’epoca scorgevano in chi incarnava il boia del proprio carnefice il principio “il nemico del mio nemico è mio amico”. Ora, come spesso capita, sono i loro detrattori più incalliti.

Comunque alla sentenza virtuale ha votato ben poca ggente, ed ha vinto un numero altrettanto risibile: 30.948 (59,05%). Altro che volontà popolare: qui siamo alle consultazioni di un paese di provincia!





Gli altri? I moltissimi che promossero a marzo i cinque stelle?

È nei loro confronti che va la mia solidarietà, per il poco o nulla che può contare, questo è ovvio. Pure in barba alle interminabili discussioni e alle snervanti chiacchierate dove non si riusciva a chiudere un discorso sensato, come solo accade quando l’interlocutore fa incetta di complottismi, frasi fatte, slogan mandati a memoria.

Perché? Perché mi metto negli altrui panni.

Senza grandi difficoltà; per un solo, semplice, concreto motivo: ci son passato, in questa cocente amara e svilente delusione.

Pie illusioni o infelici abbagli

A suo tempo rinnovai la fiducia verso chi ritenevo portatore sano di valori, d’ideali, di principi che, a più riprese, invece furono misconosciuti.

La supponenza e l’arroganza renziana palesò quanto distanti potessero essere le aspettative di noi mortali che speravamo in un rinnovamento politico senza sconfessare i diritti civili e le libertà individuali, relegate invece – quando è andata bene – a soluzioni di compromesso; la solidarietà verso le fasce più deboli e le tutele di chi ci appare diverso (decreti Minniti); la laicità senza sé e senza ma (eutanasia? questa sconosciuta!); la difesa della pace – che è altra faccenda dalle missioni di pace e dalle spese per gli armamenti – e dell’ambiente (il referendum sulle trivelle: gran bella impresa, quella!).

Gli sfottò ricevuti, e l’impossibilità di opporre una risposta seppur blanda a sostegno di coloro che appoggiai fin quando fu umanamente possibile, son stati umilianti.

Noi in hac lacrimarum valle, loro nell’iperuranio lontano millenni dalla realtà quotidiana.

Ecco perché adesso osservare quanto s’infierisce sui tanti che hanno riversato speranze – o magari pure rabbia e astio – nel movimento dei cinque stelle mi spiace: coloro che non usano la piattaforma populista bensì la democratica urna.

Li capisco: ci si sente smarriti e, soprattutto, traditi.

Tutti sbagliamo

Soltanto uno come Napoleone poteva suggerire di non interrompere mai il proprio nemico quando fa un errore.

Personalmente mi limito a non crocifiggere chi ha sbagliato: a me è successo e so come si sta.

Errare è umano, perseverare è diabolico!

la tentazione dei cinque stelle

Alla peggio, se non si sa come rimediare, e si teme di incorrere in un altro sbaglio, ci si può iscrivere al corso “esorcismo e preghiera liberale” pubblicato dal M.I.U.R.

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