Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Io fermo, zitto, buono non ci sto: Codice giallo


Codice giallo e cosa viene subito in mente? L’urgenza stabilita in Pronto soccorso: non si è proprio in punto di morte, c’è ancora tempo per l’olio santo, ma la condizione in cui si versa è preoccupante.

Giallo: la scelta di vedere la realtà usando le lenti differenti rispetto agli occhiali adoperati finora; in che modo è narrato in Codice giallo – una quarantina di pagine – appena uscito.

È un lavoro di Claudio Bezzi, l’autore della frase con la quale intesto l’articolo, tratta da questo recente video:

 

Ma cosa possiamo fare? Che ci resta? Tu come ti muovi ora?

Sono soltanto una selezione di considerazioni di quando, con amici o conoscenti, si parla della situazione attuale. Discorsi che intraprendiamo in caso d’euforia, utili per abbassare gli entusiasmi e riportarci alla dura realtà, come un bagno in acqua gelida cheta la febbre.

Il fatto che da un po’ il meteo tenga, almeno qui, ci solleva dall’iniziare con «piove, governo ladro!».

  • Peraltro il patteggiamento della Lega ha sostituito i temporali con le rate da pagarsi in ottant’anni.
  • Come se non bastasse suoi sodali al governo hanno bandito il termine “honestà”, dato che perfino l’indecenza ha un limite.
  • Questo mentre dall’altro versante non bastano i fazzoletti per piangere sul latte versato.

Dunque?

Siamo ancora in molti – vivaddio – a interrogarci su dove si sta andando. Il fatto che ben pochi lo esternino sui social non significa che non ci interessi capire – ed agire – sui destini prossimi e futuri.

Soprattutto se si ha prole: ci piacerebbe chiudere gli occhi un domani con la speranza di non sapere che i propri figli e nipoti vivranno con un rene solo perché manco più l’elemosina garantirà loro un tozzo di pane.

In fin dei conti su questa nave chiamata Italia ci stiamo sopra tutti, e conoscere dove ci porterà la rotta intrapresa da chi sta al timone è una necessità, visto che le scialuppe, come è noto, son sempre troppo poche in caso di naufragio.

«Io fermo, zitto e buono non ci sto» più che un invito all’ammutinamento è la scelta di far sentire la propria voce quando, tra le onde, intravedi scogli pericolosissimi mentre il cielo minaccia tempesta ma la nave veleggia ostinata.

Codice giallo

Codice giallo: cos’è?

Un manifesto – a suo modo anche un grido accorato –, per uscire dal Novecento, nel quale continuiamo a boccheggiare come i pesci rossi nella boccia d’acqua mai cambiata, soltanto rabboccata di tanto in tanto.

Per battere Salvini. Ovvero per trovare una via d’uscita.

E la offre, Codice giallo, una possibilità alternativa, eccome! In questo sta il suo vantaggio: non si limita alla consueta critica di ciò che è accaduto.

Per carità, una disamina c’è – d’altronde necessaria –, e la prende pure larga: senza partire da Adamo ed Eva, racconta il perché noi italiani non siamo secondi a nessuno nella pratica dell’autolesionismo.

Però poi – in questo c’è il merito che rende queste pagine un manuale di sopravvivenza – suggerisce una via d’uscita.

Ciascuno può essere parte della politica quotidiana, concreta, costruttiva, laddove sceglie di essere “diverso”. Personalmente avrei scelto “se stesso”, ma nel contesto in cui si cala il ragionamento ben si presta l’invito alla diversità come reazione all’omologazione.

Diverso sperimentando un atteggiamento razionale, laico, inclusivo, meritocratico ed europeista. Viene spiegato a fondo, con un senso della realtà e di quanto ci sta succedendo in grado di assicurare chi legge di non avere davanti il classico intellettuale chiuso nella sua “nicchia ecologica” che pontifica e discetta lontano anni luce dal mondo quotidiano.

Può colpire l’assenza di mezze misure, come fosse il taglio senza tentennamenti del bisturi di un chirurgo oppure il passo indefesso dello scalatore di montagna, allorché demonizza un possibile dialogo con coloro che hanno eletto l’ignoranza a condizione di vita: gli «eversori eterodiretti».

Ma chiunque ne abbia fatto esperienza ben sa che “non esiste peggior sordo di chi non vuol sentire”.

Così come concordo nel biasimare gli intellettuali che pretendono di educare il popolo, però resto convinto dell’opportunità di mantenere un dialogo anche con chi la pensa diversamente, pur se l’altrui cocciutaggine o l’indolenza nel ragionare siano all’apparenza irremovibili.

Non fosse che per saggiare, di volta in volta, la bontà delle proprie vedute o la deriva in cui si rischia di finire se si resta circoscritti alla sola nostra dimensione mentale e culturale.

Dove lo trovo Codice giallo?

Lo si può ordinare QUI: in versione e-book oppure in edizione cartacea. Il prezzo è irrisorio e non c’è nessun guadagno per gli autori.

Inoltre si può seguire la pagina di Codice giallo su facebook, cliccando sull’immagine

NB: mettendo il like con l’opzione “mostra per primi” (> pagina seguita) si resterà sempre aggiornati.

Tre motivi per acquistare e leggere Codice giallo

  1. È un’opportunità inedita per la formazione di un’identità politica personale e soggettiva, senza condizionamenti di partiti o di movimenti.
  2. Stimola il confronto d’idee anche per chi non ne dovesse condividere il contenuto.
  3. Funge – ma è un parere del tutto mio – come ottimo test a bassissimo costo per valutare la propria distanza dall’analfabetismo funzionale.

 

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