Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

La cicogna, il topino dei denti, Babbo Natale: le bufale dell’infanzia


Le bufale le abbiamo assimilate fin da piccoli e forse sarà per questo se tollero chi fa girare le odierne sui social, una prima volta.

La seconda, in effetti, mette a dura prova i nervi; quelle a seguire fanno sbarrellare.

Sta di fatto che la cicogna che porta i neonati è una fake news di tutto rispetto, al pari del topino dei dentini o di Babbo Natale: bufale “senza se e senza ma”.

Le si spaccia come se si fosse dei pusher incalliti perché in modo sbrigativo si veicola un messaggio falso ma che risolve un bel po’ di questioni.

Meglio far credere che i bambini arrivino per volo anziché palesare che siano frutto di un’attività copulatoria in un letto, sulla lavatrice, dentro una macchina… voluta o indesiderata… regolare o fedifraga.

Così come è più semplice illudere che l’arrivo di un topolino generoso e altruista porterà soldi per compensare il dentino strappato dalla sua sede naturale, anziché spiegare la necessità di patire un attimo per poi – più avanti – poter sfoggiare un radioso sorriso.

Babbo Natale è la madre delle bufale; talmente ovvia che non merita dilungarsi.

Le bufale d’infanzia e quelle odierne: cosa le accomuna

Le bufale classiche e quelle digitali hanno parecchio di simile:

  1. Sono ammalianti rispetto alla verità: vuoi mettere il fascino nell’apprendere che il fratellino arriverà via cielo, nel becco di una maestosa cicogna, anziché realizzare con il proprio immaginario cosa siano i gemiti e i sospiri prima, i travagli e le urla dopo, e che il bebè uscirà dal ventre materno intriso di sangue e di placenta?
  2. Fanno leva sull’immaturità di chi le recepisce: è arduo che un bambino si scervelli sul perché un ratto, nel cuore della notte, decida di barattare con monete sonanti l’altrui dentino, anziché rubarsi il consueto pezzo di formaggio come da tradizione.
  3. Si fondano sulla fiducia: quale pargolo metterebbe in dubbio l’autorevolezza di colui il quale, con fare serioso, gli spiega che un vecchio panzuto, dalla lunga barba, la notte di Natale farà il giro del globo a portare doni su una slitta trainata da renne a tutti i bimbi del mondo?

Del momento in cui si smascherano le bufale

Accade raggiunta la maturità intellettiva: nello scoprire le bufale c’è chi resta un attimo traumatizzato: «Come? Davvero le cicogne non planano sui tetti con un tovagliolo a quadri nel becco e un pupo frignante dentro? Ma sul serio? ».

Altri lo capiscono usando il buon senso: «che mercato potranno mai avere dei dentini per la comunità dei sorci? Mica li barattano, e neppure li possono ipotecare in banca!».

Certuni ritengono la rivelazione un rito di passaggio: finalmente sono adulti! Tanto che aprire gli altrui occhi assurge a questione d’onore.

È emblematica, in questo senso, la campagna di coloro che sbugiardarono la notizia sui numeri arabi. Attaccarsi alla canna del gas sarebbe stato il passo successivo!

La riconoscibilità o meno delle bufale

Ce ne sono di tali varietà che non sempre è agevole distinguerle.

Alcune dovrebbero comprendersi perché il genere a cui appartengono è ormai di dominio pubblico. Dovrebbero, perché quella madre sempre incinta continua a sfornare creature alle quali è necessario dar loro il tempo per crescere. Incrociando le dita, ovvio!

Le bufale scontate

Tra queste sono tipiche quelle legate alla marca di produzione “Boldrini”. L’ultima che mi è apparsa in bacheca è questa:bufale

Inverosimile che giri ancora, eppure…

Chi la condivide attesta di essere ancora nella fase poppante: necessita del cambio di pannolino e non pronuncia che “popò” et similia.

Le bufale inverosimili

Altre sono talmente surreali che dovrebbero indurre almeno a diffidarne. Manco in questo caso c’è però speranza. Attecchiscono come la gramigna. Tra la più recente spadroneggia questa:

bufale

sulla quale un’ottima considerazione ai propri studenti di Diritto la fa il professor Saraceni qui, segno che addirittura nelle aule universitarie riesce ad attecchire! Mala tempora!

Le bufale incredibili

Incredibili perché a prova di mentecatto.

Quella che segue l’ha concepita lo scrivente, ma non ho avuto bastevole coraggio per farla girare sui social.

La sola idea che qualcuno potesse mai condividerla mi avrebbe gettato nello sconforto più nero verso l’umanità.

Non voglio neppure tentare l’esperimento: ne patirei troppo!

bufale

Le false bufale

Girano invece sul web delle condivisioni che all’apparenza hanno tutto il sentore di essere delle bufale, perché il messaggio pare troppo irreale per esser vero.

Invece sono false bufale, perché i post sono prodotti da una fonte piu che certa e riconoscibile.

Due esempi per par condicio:

bufale

Non sono bufale, l’han detto sul serio!

Come comportarsi con le vere bufale

In primo luogo segnalandolo a chi le ha condivise.

Magari senza fare “i saputi”, perché spesso coloro che le hanno postate pensavano in buona fede che fossero autentiche, come la notizia della condanna a morte sia di Samar Badawi sia di Esra al-Ghamgam; basta dunque un messaggio privato.

Nessuno è infallibile, tolto il papa quando parla ex cathedra [bufala?]

Poi, verificando le fonti; cercando su google. Sovente basta leggere tra i commenti sul post originale.

Per restare aggiornati sulla lotta alle bufale recenti è sufficiente inserire il like e spuntare su “mostra per primi” nella funzione “pagina seguita”,

come già fate per quella di questo blog (lo fate, nevvero?), sulle pagine facebook di questi siti:

http://www.bufaleedintorni.it/

http://www.butac.it/

http://www.bufale.net/home/

Chiudo con una citazione di Eraclito, frammento XIII:

I porci godono della melma più che dell’acqua pura.

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