Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

La domanda era bizzarra. E la risposta?


Un po’ a tutti credo che sia accaduto di raccontare o di ascoltare una considerazione piuttosto stravagante. Voglio dire: spesso ci riesce di essere simpatici quando si sta in compagnia, oppure seri se il discorso o il contesto lo richiedono, ma può capitare che a un certo punto qualcuno se ne esca con una domanda che neppure c’entra con quanto si sta dicendo.

Di solito – in questo – aiuta molto un crocchio di amici piuttosto affiatati, e pure la voglia di tastare le altrui reazioni.

Una sera di queste un’amica ha esordito con una domanda:

«Ma voi non avete mai pensato cosa fareste se d’improvviso vi ritrovaste del tutto soli al mondo? Senza nessun altro. Proprio soli soli».

Reazione

Il primo gesto istintivo è stato buttare l’occhio sul boccale che teneva in mano, per trovare una risposta immediata al quesito appena postoci. Non era neppure vuoto.

Siccome le nostre espressioni devono esserle parse piuttosto eloquenti anche senza aprir bocca, si è sentita in dovere di spiegarci il perché del travagliato dilemma.

Nel pomeriggio aveva fatto una passeggiata in città ma, visto il tempo inclemente, nessuna anima viva le era apparsa dinnanzi sul suo cammino.

Proprio la momentanea percezione di deserto, di solitudine umana, di vuoto sociale, avevano solleticato l’immaginazione.

domanda

«E se per un’inspiegabile destino un mattino mi svegliassi del tutto sola, cosa farei?».

La premessa, per quanto bizzarra, la sollevava dal sospetto di essere ebbra. Al più confermava l’inclinazione all’eccentricità mentale che, peraltro, non ha mai dissimulato.

E così abbiamo cominciato a discuterne.

In effetti, tutto subito, il più o meno comune senso di libertà che l’ipotetica situazione avrebbe creato accomunava i presenti.

Niente occhi indiscreti, nessun vincolo o tabù da celare, piena opportunità di esprimerci come e quanto ci avrebbe garbato.

Poi, man mano ci si addentrava con più dovizia nei particolari, ci si rendeva conto che passare il proprio tempo a leggere; ad acconciarsi secondo i propri gusti; a viaggiare in lungo in largo indisturbati… e via dicendo non valevano così la pena.

Da soli a cosa sarebbe servita una conoscenza enciclopedica, o un guardaroba fornitissimo, oppure la perlustrazione del globo terracqueo?

All’inizio magari avrebbero appagato i desideri più sentiti, ma nel giro di poco che ce ne saremmo fatti? Nulla o quasi.

Perfino le esigenze più personali, individuali, soggettive… se non vengono condivise o espresse con qualcuno perdono di fascino. In definitiva sono gli altri a dare un senso anche alle scelte intime o non svelate della nostra quotidianità.

Gli altri, dunque…

Viviamo con gli altri, spesso per gli altri, e grazie agli altri. Che ci piaccia o meno, anzi, agli altri dovremmo essere riconoscenti non fosse perché danno un senso pure a ciò di cui non hanno sentore.

Siamo così intrinsecamente legati che addirittura nel segreto più inaccessibile le nostre scelte ci accomunano con chi ci sta intorno, spesso senza rendercene conto.

Perlomeno non io, ecco.

In fondo in fondo di rado agiamo esclusivamente per noi, come se fossimo soli al mondo.

Perfino quando ci illudiamo che sia così.

Bisognerebbe tenerlo a mente… anche quando si appunterà una crocetta sulla scheda elettorale.

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