Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

La fertilità dell’analfabetismo funzionale


Sono rimasto di sale allorché una settimana fa si è ritornati a parlare di analfabetismo funzionale in un articolo interessante, nei limiti in cui mi sia davvero riuscita l’impresa di comprenderlo, perché già leggere il lungo elenco di cognomi e nome dell’autrice è stato arduo.

Da quel che mi pare d’avere inteso soltanto un terzo della popolazione italiana in età da lavoro è in grado di leggere un testo –  e di capirlo –, oltre a far di calcolo e interpretare un grafico. Un terzo! Consoliamoci  però perché la Spagna ci accomuna nel primato.

Beh, ci si può rallegrare che siamo i due paesi europei con una smaccata egemonia sugli altri nel saper pregare e andar a messa. Dai: un po’ di orgoglioso patriottismo non guasta.

Ora, se così stanno le cose, il prossimo referendum del 17 Aprile non dovrebbe superare il quorum, perché non è per nulla facile leggerne in giro, e men che meno discernere la giusta opzione se non si è il biblico re Salomone.

Eppure a me piace pensare che ci sarà un’affluenza inaspettata.

L’esito ridurrebbe la forbice tra chi sa ragionare e chi resta nel deserto della mente lasciando vagare i propri neuroni come un cespuglio secco sospinto dal vento, oppure se ne starà a casa come ci ha graziosamente invitato a fare Matteo Renzi, in uno slancio educativo e rispettoso dei diritti democratici che commuove, trattandoci – peraltro – da idioti: staremo a vedere.

Certo il dilagare dell’analfabetismo funzionale non va sottotaciuto.

Finita la scuola può succedere che si smetta di leggere – ammesso si sia fatto prima* – e così accade come alle piantine prese al banchetto in piazza per solidarietà: le porti a casa in folgorante fioritura, e nei giorni a seguire ti limiti ad annaffiarle. Di lì a poco avvizziscono e si riducono a qualche rametto con esigue, scarne, debilitate foglioline. In vivaio venivano concimate, mentre adesso, sprovviste del giusto sostentamento, regrediscono.

La mente non è diversa: senza un allenamento costante e nutriente si atrofizza.

C’è poco da fare: non si tratta di puntare il dito contro gli anemici mentali, accompagnandolo con uno sguardo di fiera superiorità; piuttosto ci sarebbe da agire prima che il danno diventi irreversibile.

Perché l’analfabetismo di ritorno fa comodo a chi governa: una slide ieri, un tweet oggi, uno slogan domani… e i cittadini sono rabboniti. Se poi sale la tensione, ecco che compare la notizia eclatante per sviare l’interesse altrove, con tanto di grancassa mediatica. Le bufale fatte girare ad arte sui social fungono da companatico. Ben pochi ricorderanno quanto stesse succedendo in precedenza. La quotidiana somministrazione di fregature è servita senza dispendio di vasellina.

Ma è vero pure che un popolo d’ignoranti, presto o tardi, potrebbe trasformarsi in una massa difficilmente contenibile, proprio perché non li si potrà invitare a ragionare: manca loro la dimestichezza e gli strumenti per farlo.

E non penso che al momento attuale per chetare l’animo sia sufficiente l’assenza di un personaggio carismatico in grado di trascinare le folle.

Sarebbe come credere che all’arrivo di un novello Attila basterà un papa alle porte di Roma… per fermarlo.

 


 

 

 

*Ricorretto. Nella versione antecedente era erroneamente scritto “che lo si abbia fatto prima”. Grazie per la segnalazione.

2 Commenti

  • Luca Bedino

    Egregio “Ma stai scherzando”, certo che non argomento in questo articolo le mie motivazioni in relazione al voto, ma per il semplice motivo che lascio al lettore la scelta. Non ne faccio nessun cenno volutamente. Di contro, vivaddio, credo di avere il sacrosanto diritto di biasimare un Presidente del Consiglio che invita a disertare uno strumento cardine del sistema democratico qual è il referendum, trattando di conseguenza i suoi connazionali alla stregua di analfabeti funzionali, incapaci di comprendere le motivazioni di scelta, qualunque poi esse siano, affidandosi invece ciecamente al suo monito.
    Lei, con la sua veemenza, può avere le idee che meglio crede su chi sia un analfabeta funzionale; dal canto mio ricevere la patente di cellula procariota sulla mia visione politica e ambientale (?) in base alle considerazioni che fa partendo da questo specifico articolo, non può che farmi arrivare alla conclusione: “Tullio De Mauro docet”. Giusto per rimanere in tema su quanto ho effettivamente scritto in questo articoletto.

  • Ma stai scherzando 6 aprile 2016 at 23:52

    Molto bene, quindi secondo l’eminente autore di questo articoletto, che non argomenta in nessun modo le sue motivazioni al sì, chiunque voti (non voti) diversamente da lui è un analfabeta funzionale.
    Io sono convinto che invece il vero analfabeta sia quello che:

    “UGH. PETROLIO. MALE.
    MARE. BELLO UHH”

    Perchè essenzialmente è con questo che abbiamo a che fare, gente che voterà perchè l’ambientalismo cieco e ad ogni costo fa molto hippie e alternativo, persona colta e illuminata.

    Bloccheremo le trivellazioni oltre le 12 miglia? no, perchè non è materia del referendum.
    Se il referendum passasse bloccheremo nuove trivellazioni entro le 12 miglia? no, non sono già possibili per legge.
    Bloccheremo le trivellazioni sulla terra ferma? No, non sono materia di referendum.
    Bloccheremo l’estrazione di petrolio?
    Non molto, visto che la maggior parte delle estrazioni sono di gas naturale. Su 25 concessioni, solo 4 estraggono petrolio.
    Qui la fonte http://unmig.mise.gov.it/unmig/strutturemarine/limite.asp?on=true
    Sosterrò le energie rinnovabili?
    Incentivare le energie rinnovabili incentiva le energie rinnovabili. Non votare questo referendum. (So che è un passaggio molto delicato da comprendere).
    Se passasse il referendum ridurremo la nostra capacità di produrre soprattutto gas su impianti già esistenti e su giacimenti già esplorati.
    Perderemo posti di lavoro?
    Sicuramente.

    Quindi mi raccomando, non informatevi su nulla, andate giù di sarcasmo a gogò su chi non la pensa come voi, il 17 aprile fiondatevi ai seggi e votate sì, votate sì!
    Così per qualche oretta potrete crogiolarvi nell’illusione di aver fatto qualcosa di concreto per l’ambiente, la natura, i delfini e le gabbianelle coperte di petrolio, qualcosa di concreto contro le cattivissime multinazionali che sono cattive a prescindere perchè lo dice la morale dei film disney!!!!

    Io vi dico una cosa: l’autore di questi articoli dimostra la visione politica e ambientale di una cellula procariota!! Informatevi e statevene a casa!

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