Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

La fiamma nel buio


È doveroso mantenere viva una luce della memoria nell’oscurità del tempo, per ricordare un eccidio mostruoso.

Personalmente mi serve per non scordare che degli uomini si ritennero così superiori ad altri uomini da sentirsi giustificati nell’annientarli.

Per me ha un senso vederla così, senza addentrarmi in distinzioni di connotazione religiosa, di orientamento sessuale, di etnia, di fisicità diverse.

Non perché non abbiano una loro specifica dignità.

Men che meno per sminuire la portata numerica esorbitante di un gruppo perseguitato rispetto ad altri.

Bensì perché soltanto in questo modo, a parer mio, quell’evento, pur partendo da un preciso momento storico, si aggiorna e assume una valenza attuale.

È sotto gli occhi di ognuno di noi che parte dell’umanità – purtroppo – ancora si considera migliore di coloro che in maniera differente credono, amano, pensano, vivono. E questo senso di superiorità autorizza a denigrare; a escludere; a esautorare; ad annichilire uomini, donne, bambini e anziani. Cambiano gli strumenti e i metodi, ma le intenzioni sottintese restano le medesime: vantare dei diritti che ad altri andrebbero misconosciuti o negati.

Il pensiero a un passato lontano diventa troppo spesso un alibi, un monito ridondante, una cerimonia retorica se non lo si radica nel presente, con una testimonianza concreta: di occasioni ne abbiamo tutti quotidianamente e non solo il 27 gennaio, come singoli e come popoli, per marcare la differenza tra i discorsi altisonanti e la verità dei fatti.

Per questo è importante non dimenticare!

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