Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

La scossa galvanizza, se non ti fulmina.


Scossa

Esperimento n° 1:

a) prendere un bambino o una bambina oppure entrambi, o – se piace strafare – pure un intero asilo infantile; accompagnarli a un luna park; comprare loro dei palloncini colorati; far passare un po’ di tempo e poi… scoppiarli sotto gli occhi: seguiranno boati, pianti e urla, con un effetto sorprendentemente eclatante se verrà coinvolta tutta la scuola materna. Lo si scrive a titolo esemplificativo, dissuadendo ovviamente a farlo sul serio: sarebbe riprovevole;

b) prendere un bambino o una bambina ecc. ecc. lasciare loro i palloncini per trastullo. Dopo una notte questi si sgonfieranno, scenderanno poco a poco a terra, infine si ridurranno a un nulla, senza che i pargoli abbiano alcunché da ridire. Insomma… nell’indifferenza generale.

Esperimento n° 2:

a) seguire la carriera sfavillante di un “potente”, non necessariamente di calibro internazionale. Va bene a livello nostrano. Tanto, più o meno, con le debite proporzioni, è lo stesso. Attendere che un fallimento aziendale, un’indagine giudiziaria, lo scioglimento inatteso del consiglio d’amministrazione o uno scandalo politico di partito ne tronchino il radioso corso. Ne seguirà un affranto stupore generale, il rammarico per il promettente futuro disatteso, il dispiacere per l’uscita di scena prematura, con un effetto amplificato dal pianto dirotto in ragione di quanti beneficavano dei favori, delle raccomandazioni e delle prebende legate al personaggio;

b) seguire la carriera sfavillante di un “potente”… blablabla… fino a quando, per raggiunti limiti d’età o per naturale logorio del sistema, se ne esce di scena. Ritorna ad essere un “signor qualunque” perché non conterà più nulla. Non se lo fila nessuno e tutto scorre… nell’indifferenza generale.

 

Esperimento n° 3 (ultimo):

a) assistere alla scellerata distruzione del patrimonio culturale a Mosul da parte dell’Isis. Ne segue orrore, disapprovazione, indignazione. Perfino da parte degli impresari e dei costruttori edili: tanto laggiù non si poteva speculare. Tutti deprecano, giustamente scandalizzati. È una gara umanitaria a stracciarsi le vesti e a strapparsi i capelli, intensificata da chi si dà un tono per supplire all’endemica ignoranza su cosa fosse Ninive e sul fatto che, come profetizzava Sofonia, prima o poi avrebbe dovuto aspettarsi una sorte simile;

b) assistere alla scellerata distruzione del patrimonio storico, artistico, architettonico e paesaggistico per incuria, abbandono, trascuratezza, mancanza di fondi e di personale. Lentamente, quotidianamente, inesorabilmente. Il processo di erosione, di scomparsa e di chiusura di siti archeologici, pinacoteche, musei, biblioteche, archivi storici, teatri, riserve, parchi non scalfisce di una virgola il nostro vissuto quotidiano e tutto prosegue… nell’indifferenza generale.

Ergo?

Viviamo in una società che non si accorge più del dramma ordinario che le accade intorno, e reagisce soltanto con stimoli eclatanti. In poche parole siamo talmente indifferenti che necessitiamo di scariche d’elettroshock per ritornare temporaneamente attivi.

Eppure dovremmo già averlo imparato da tempo che non si tratta di una terapia risolutiva, men che meno salutare, soprattutto a lungo termine.

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