Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

L’arresto di un seguace dell’Isis nella mia città: benedetti i social


Il gruppo antiterrorismo di Roma gli stava dietro da tempo sui social network.

Tendiamo a sostenere che Facebook, Instagram, Twitter siano dannosi per la società e invece si rivelano strumenti preziosi, al pari delle telecamere sistemate un po’ ovunque: hanno consentito di individuare il potenziale attentatore, che pare postasse come se non ci fosse un domani  idee, progetti, discorsi e messaggi inneggianti alla fine dell’Occidente.

Provo a immaginarmi se i social fossero esistiti da molto prima: il mai abbastanza compianto sovrano Umberto I di felice memoria sarebbe di certo scampato all’attentato. Figuriamoci se il reicida non l’avrebbe scritto prima su Facebook! Magari annunciandolo in qualche gruppo di anarchici, galvanizzati all’idea di conoscere in anticipo i piani e le strategie dell’attentato a Brescia.

Umberto I avrebbe poi brindato con l’arciduca Francesco Ferdinando, pure lui salvato dalla pubblicità diramata sui social dal profilo di Gavrilo Princip, smanioso di ricevere un pacco di like per il selfie scattato alla vista della carrozza imperiale, prima di infierire su Sua Maestà.

Ci saremmo risparmiati anche la Prima Guerra Mondiale.

social

Certo non è tutto oro ciò che luccica

Il partigiano, durante la Resistenza, che alla domanda di Facebook «a cosa stai pensando?» posta sui social l’immagine del covo dove lui e altri si sono rifugiati, siglando con “avvenimento importante!” il loro imminente attacco ai nazifascisti nel paese lì sotto avrebbe fatto la fine di questo diciannovenne.

social

Beccato! Ma è ovvio che se si hanno intenzioni d’attacco e si milita in un’organizzazione che mira a distruggere il nemico, la cosa che più conta è farlo sapere in giro.

Su un social network!

L’hanno preso in tempo. Forse attendeva di raggiungere un adeguato numero di pollici alzati e poi si sarebbe attivato per la strage.

Chissà, visto l’acume, avrebbe mirato a qualche evento di grande risonanza dalle mie parti.

Se soltanto non fosse stata smentita la notizia che il festival internazionale degli Artisti di strada si trasferiva in un paesello poco lontano dalla mia città, avremmo potuto scampare un funesto attentato, altrimenti destinato a distruggerci.

Sarebbe stato un gioco da ragazzi architettare una strage mascherato da giocoliere, funambolo, mangiafuoco o gonfiatore di palloncini.

I fondi necessari li aveva: tempo fa rapinò il bar dell’oratorio e si portò via merendine, patatine, bibite, caramelle. Un colpo geniale che gli avrà fruttato il necessario per ordire chissà che immane tragedia.

Quest’anno a maggio faremo un quadretto votivo alla Vergine della Provvidenza del vicino santuario mariano: raffigurerà il gruppo antiterrorismo al pc e la Madre celeste che con i suoi raggi illumina la connessione salvifica.

Non entro nel merito della vicenda, che ha scosso tutti noi, anche perché l’ingente quantitativo di esplosivo trovatogli in casa; le mappe e le cartine appese alla parete con le bandierine collocate agli incroci viari; la cintura da attentatore suicida sul comò vicino al letto bastano e avanzano per toglierci il sonno.

– Perché questo hanno trovato, nevvero?

Non c’è scritto da nessuna parte.

– Ah.

 

Dunque?

Dunque speriamo che vengano debellati tutti questi terroristi dell’Isis, così il giorno che avranno finito con gli stati su fb di questi affiliati dell’Isis cominceranno con i mafiosi, gli stupratori, gli assassini di povere donne.

– Loro no.

– Perché no?

– Perché ti pare che chi compie delitti efferati sia così fesso da scriverlo sui social? È gente che sa il fatto suo: “fatti, non parole!”.

– E allora?

– E allora si comincerà con quelli vestiti in mimetica senza essere militari, che inneggiano al Fascismo, che paventano rivolte e sovvertimenti del Parlamento, che sparerebbero a chiunque non la pensi come loro – a parole – senza fermarsi neppure dinnanzi alle più alte cariche dello Stato.

– Perché… adesso… non lo fanno? Ci sono leggi che lo vietano.

– Priorità. “Le parole sono importanti”.

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: