Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Il calcetto non fa per te? Ecco delle alternative utili per trovare lavoro


Il calcetto come opportunità per trovare lavoro è un distillato di saggezza.

Il calcetto come soluzione lavorativa per PolettiQuanto suggerito dal ministro Poletti entrerà nella letteratura degli aforismi: farà compagnia alle citazioni di Lapalisse e alle massime di frate Indovino.

Stasera ho portato il cane a far due passi, e devo ammettere che non riuscivo a togliermi di testa la sua geniale soluzione per risolvere l’annoso dilemma di farsi assumere. Ne scrivo qui per incanalare l’entusiasmo, e anche con la remota illusione che chi se la fosse persa possa adesso trovarne giovamento. Lo dico senza presunzione, ma a volte i destini della vita offrono soluzioni insperate: potrebbe pur essere che un aspirante suicida, senza lavoro da lungo tempo, decida di soprassedere all’incauto gesto dopo aver appreso che una partitella a calcetto gli aprirà prospettive professionali prima frustrate.

Ho apprezzato l’impronta proletaria, da vero politico del popolo: altri avrebbero suggerito il golf o l’equitazione, lui invece ha proposto il campetto quale teatro di inattese opportunità.

Non ho la velleità di surclassare i paterni consigli di un ministro, ma vorrei aggiungere altre vie, forse meno appetibili ma comunque, a mio modestissimo parere, altrettanto foriere di lucrose carriere, pur partendo dal nulla.

Timidi consigli ai disoccupati, in alternativa al calcetto

Non sei portato per lo sport? Il pallone ti dà l’ansia? Lo spirito di squadra ti fa venire l’orticaria? Capita. E capisco cosa significhi non aver un lavoro. Ebbene, inizia a frequentare la parrocchia, l’oratorio, un’associazione cattolica.

Con costanza, con puntualità e con la testa leggermente inclinata di lato.

Per far del bene basta qualunque chiesa, anche una pieve di campagna, ma se ambisci a un lavoro scegli con cura quella più prestigiosa. Sii ambizioso: punta alla cattedrale. Darsi al calcetto può procurare svenimenti, perché senza lavoro neppure mangi come si deve: in parrocchia, soprattutto se c’è un servizio mensa per i poverelli, parti già avvantaggiato.

Un segreto per il successo: conquistati la fiducia della perpetua – la familiare del clero – ed è fatta; il principio è il medesimo del piacere alla mamma della ragazza del cuore… poi la strada sarà assai più agevole.

Una buona parola di un monsignore che avrà apprezzato la tua dedizione alla causa quando meno te l’aspetti… ed ecco che la tua vita cambierà per sempre.

Sei allergico agli ambienti curiali? Succede. Ma l’alternativa per trovare un lavoro esiste comunque, senza dover indossare delle scomode scarpe da calcetto e correre come un forsennato dietro a una sfera piena d’aria.

Alla vigilia della prima campagna elettorale presenzia alle riunioni di un qualsivoglia partito o un movimento. Non importa che orientamento dichiarino di seguire, tanto oggidì sono quasi tutti uno uguale all’altro, e spesso neppure i militanti sanno di cosa si stia parlando.

Dimostra fervore.

Una generosa bevuta di vino sincero prima delle riunioni – magari una fumatina, ché non guasta – ti daranno la forza per affrontare i primi incontri perché ci vuole fegato – va detto – ma la posta in gioco vale la pena.

Ti toccherà attaccare qualche manifesto; distribuire dei santini; recitare un po’ di frasi fatte e condividere scemenze sui social… ma sarà una passeggiata rispetto a prendersi una palla in faccia; dei calci negli stinchi; gli insulti da bordo campo. Se chi gioca a calcetto è disposto a bandire la dignità correndo in mutande o poco più, tu puoi anche mettere la tua faccina in una lista. L’importante è che il colore di quella s’intoni con gli abiti del tuo guardaroba.

Vivi lontano dai campanili e dai municipi e aborri il calcetto? Eh, ragazzo mio, ovvio che diventi ostico trovare un lavoro.

Ma non disperare. Dato che il ministro ha implicitamente asserito che i centri per l’impiego, gli uffici del lavoro e i curricula non servono a nulla… e siccome le raccomandazioni come il Ciel comanda son riservate soltanto ai figli di papà… un posto per trovare un’occupazione lo puoi rinvenire comunque, senza umiliarti con il calcetto.

Tocca aguzzare un minimo l’iniziativa, ma verrai ben ripagato degli sforzi iniziali.

Informati dove si danno convegno le mogli dei ministri, dei parlamentari, dei politici. Ci sono dei circoli apposta per loro; frequentano tutte le medesime estetiste e parrucchiere, in virtù dei passaparola e della necessità di essere alla pari. Ebbene, fatti trovare nei paraggi, presentati, offri loro un aperitivo, un gesto cortese, delle piccole premure. Insomma, fai in modo di entrare nelle loro cerchie. Poi, una volta che sarai riuscito a farti notare, a conquistare la loro stima… si avvieranno relazioni interpersonali inaspettate e le tue capacità ti consentiranno di toglierti la soddisfazione di contraccambiare lo zelo e l’attaccamento che lor signori dimostrano nei tuoi confronti, perché nella vita non esiste solo il calcio, come molti vogliono farci credere.

 

 

 

2 Commenti

  • A costo di andare controcorrente, ammetto di non essere del tutto in disaccordo con il ministro.

    Certo, si è espresso male (e non è certo la prima volta): ma al netto del nepotismo nei Palazzi, è pur vero che un terzo degli Italiani si trova un lavoro grazie ad amici e familiari…

    Puntare sulla preparazione? Sempre.

    Se poi, anche con l’aiuto dei social media, riusciamo a crearci una rete di contatti “onesti” nel settore in cui vogliamo entrare, ancora meglio: negli ultimi tempi ho trovato più opportunità su LinkedIn che inviando cv…

    • Ignorante con stile

      Attendere che le opportunità di lavoro ci bussino alla porta solo perché si ha un curriculum esemplare è peccare o di presunzione o d’ingenuità. Invitare a coltivarle partendo dal calcetto o è pressapochismo o alienazione dal mondo reale. È tema delicato, perché vissuto sulla pelle di tanti che toccano con mano le difficoltà di inserirsi professionalmente: la sensibilità nel toccare certi tasti dovrebbe essere d’obbligo, quand’anche mossi dalle migliori intenzioni. Grazie Andrea per le consuete tue riflessioni: controbilanciano talune mie irruenze narrative. Le apprezzo sempre con piacere.

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