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Ironia: vaccino senza controindicazioni

Le “intenzioni” del rosario di Salvini


Salvini ha mostrato in pubblico una corona del rosario, e il gesto ha indignato parecchi.

L’hanno scambiato per un esibizionista. Malpensanti.

Per me non c’è nessun problema se non mi obbligano per legge a sciorinare i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi ogni santo giorno.

D’altronde Salvini può farsi i selfie anche con le tavole del decalogo, o ballare sull’arca dell’alleanza: contento lui!

Anzi, è un edificante esempio di pietà mariana.

Promuove una pratica di meditazione occidentale: la recita di centocinquanta Ave Maria con la classica cantilena, litanie incluse, sbaraglia quelle orientali tanto di moda oggidì. E il rosario non ti costa un occhio della testa per apprenderle.

Mi avrebbe semmai indisposto se avesse mostrato – chessò? – il Trattato sulla tolleranza di Voltaire; invece l’unico testo che ha esibito è il Vangelo.

Quattro libri in uno risultano impegnativi da leggersi, e le belle illustrazioni sono nelle edizioni antiche, per giunta in bianco e nero perché di incisioni si tratta.

Poi non vale la pena iniziare la fatica: già si sa come andrà a finire!

Il rosario sta all’identità come la polenta alla pianura padana

Il rosario invece ha tutto un altro riscontro: è l’emblema delle persone semplici; delle anziane che lo recitano prima della messa serale; di momenti struggenti come le veglie a un defunto.

Insomma, uno strumento alla portata di tutti, che rappresenta – più che la fede – la devozione popolare.

Tra l’altro il rosario è appannaggio dei papisti ovvero dei veri italiani, i quali, come è noto, amano tanto la mamma. Quella naturale qui, quella celeste lassù.

Nell’Italia che vorrei, Salvini si presenta come il devoto della tradizione, che lascia agli alleati pentastellati le processioni dei santi e il bacio delle reliquie.

I leghisti preferiscono la rappresentazione del quotidiano, della vita del popolo operoso che mette soldi da parte, ligio alle abitudini d’un tempo. Più schivo, meno spettacolare: a loro basta Pontida, una volta all’anno come a noialtri è sufficiente il Carnevale.

Pontida 2018

Mani giunte a Pontida, 2018, foto di Giulia Fini,

alias @zolliaeffe

che ringrazio per la gentil concessione

 

Le intenzioni di Salvini ?

Recitare il rosario ha più valore se si aggiungono delle intenzioni.

Dopotutto, mentre s’invoca ben centocinquanta volte la Santa Vergine, tanto vale chiederle qualcosa. Anche per valorizzarne il ruolo di mediatrice con chi conta.

Spero che Salvini – e la moltitudine di leghisti che lo emuleranno nelle preghiere – inserisca nelle intenzioni la sparizione di tutti gli extracomunitari dall’Italia. Tutti, nessuno escluso.

A cominciare da chi conosco, e a cui sono pure affezionato.

Mi auguro che chiedano alla bela Madunina di rendere il nostro Paese completamente privo di etnie forestiere.

Mi piacerebbe non vedere più muratori, manovali che asfaltano autostrade, lavapiatti, raccoglitori della frutta, caricatori ai mercati, badanti, facchini, distributori di pubblicità casa per casa, spazzini, vignaioli, addetti alle stalle, giornalieri… con un incarnito che non sia l’abbronzatura per le umane fatiche.

Vorrei, soprattutto, ascoltare il sospiro rincuorato di tutti quegli impresari, ristoratori, imprenditori agricoli, familiari di anziani e di malati, che tra un’Ave Maria e il sostegno alla Lega imprecano giornalmente contro la presenza di chi ci sottrae l’aria che respiriamo, altro che pagarci le pensioni come dice quell’eretico di Boeri!

Esulterei per la miriade di lavori liberatisi dalla cupidigia degli extracomunitari: ci sarà soltanto l’imbarazzo della scelta… in attesa del reddito di cittadinanza.

E sarei davvero felice per i moltissimi sui social ai quali tornerà il buon umore e passerà il sangue cattivo, a causa degli extracomunitari che ci rovinano l’esistenza, magari perché hanno l’ardire di sedersi sulle panchine per discorrere tra loro.

Pregate, Salvini e leghisti, voi che avete la fede che a me manca da tempo: fatelo con il cuore, ché grazie al rosario la Santa Vergine non resterà insensibile alle vostre suppliche.

Nunc et in hora mortis nostrae…

Salvini

 

 

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