Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Le streghe odierne

Le streghe di oggi s’infiammano da sole


Le streghe non si sono mai estinte, solo… sono cambiate.

È l’8 marzo e non a caso mi sono venute in mente.

Detesto le facili generalizzazioni: non tutte le donne sono delle streghe.

Ce ne sono che non hanno nulla a che fare con loro.

Diverse ne prendono pure le distanze.

Le streghe nel passato

Le streghe, per come le si identificò nel medioevo – sebbene esistessero già ben prima – erano donne fuori dai canoni ordinari. Più o meno tutti sappiamo quanto bastasse adottare certi stili di vita per farsi riconoscere dalle persone assennate. Qualora la questione ci fosse ignota basta sorbirsi Il nome della rosa ogni lunedì sera per scoprirne l’arcano.

Immagino però che, tra le tante stramberie messe in campo dalle streghe, ci fosse la deplorevole pratica di guardare diritto negli occhi gli uomini.

Prassi poco consona a una creatura femminile, dalla quale ci si attende – da quando mondo è mondo -: sottomissione, devozione, rispetto totale.

Rispondevano pure a tono: un’intraprendenza che male si accordava con il principio gerarchico dell’epoca, allorché perfino il proprio cane da caccia godeva di uno status superiore a colei che, quando andava bene, sfornava bastevoli braccia da fatica o utili, un domani, alle armi o all’altare.

Le si bruciava, quindi, ché il fuoco – si sa – purifica l’aere.

Di legna ce n’era in abbondanza, e se i rami nodosi non davano risultati efficaci con vigorose bastonate sulla schiena, tanto valeva impegnarli meglio, ammassati in una pira.

I moralisti – progenie di cui non si è mai satolli – credettero d’aver estirpato le streghe con i roghi, ma fu una pia illusione.

Le streghe nei tempi recenti

Più avanti nei secoli parve sconsiderato distogliere legna da fornaci, opifici e focolari domestici per ardere le streghe ricomparse alla chetichella.

All’occorrenza… c’erano i manicomi. Lodevole invenzione della morigerata borghesia moderna. Quale migliore soluzione per purificare – ancora una volta – l’ambiente compìto e regolato della società?

Le streghe non tardarono a essere smascherate. Dopotutto era piuttosto facile. In un contesto dove l’ordine regna sovrano, tutto ciò che stride con l’abitudinaria consuetudine di chinar la testa, e di procedere giorno dopo giorno con metodo e rigore, salta subito all’occhio.

Non era il caso di appellarsi a sabba infernali, a baci deferenti sotto la coda di gatti neri, a intrugli bolliti al chiaro di luna. Bastava qualche risposta sopra le righe, o disattendere a desideri maritali – “ogni desiderio è un ordine”, recitava un vecchio adagio – e alle streghe dei recenti secoli veniva offerto un soggiorno a vita in un manicomio.

Con l’approvazione dei soliti probi e la commiserazione dei paternalisti.

A costoro si accodavano signore compiacenti – ché ieri come oggi non rischiano di sicuro l’estinzione – nel deprecare le megere.

Però le pie donne avrebbero pregato per l’anima di queste streghe: coscienza pulita con le orazioni; reputazione salvaguardata con il biasimo.

C’è chi m’ha raccontato di casi simili: a Racconigi, in decenni ormai lontanissimi, più d’una finì nel celebre ospedale psichiatrico soltanto perché considerata diversa dalle coetanee inquadrate e ligie ai doveri sia di spose sia di madri da ingravidare e da tenere a testa china.

Delle streghe, niente più niente meno.

Le streghe odierne

Ce ne sono, eccome. Ne conosco pure di persona.

Le si individua con una certa facilità anche se non le si frequenta d’ordinario.

Oggi, come allora, ovviamente non manca chi le addita e fa il possibile per condannarle.

Il mondo non si dimostra mai avaro di siffatta specie di benefattori.

Le streghe di mia conoscenza sono ben differenti, però, dalle loro consorelle medievali.

Che fanno di così diverso?

Beh, non c’è modo migliore per descriverlo, a parer mio, di quest’immagine:

Le streghe odierne

Per concessione dell’Autore, diritti riservati al solo uso dell’articolo

A loro, a queste splendide, tormentate, agguerrite streghe auguri per un 8 Marzo che non appassisca come una mimosa.

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