Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

la Liberazione a Fossano

Liberazione: assaggi a chilometro zero


La festa della Liberazione è quasi alle porte e mi piace l’idea di scriverne come già feci in passato, perché onorare il XXV Aprile fa molto “impegnato”.

Siccome da un certo tempo a questa parte mi sono piuttosto defilato da marce, cortei, scioperi, chiamate alla piazza… almeno adesso ho l’occasione di mostrare quanto sia un bravo cittadino, democratico e civile. Tanto più che il mio profilo social è privo del logo “sono un antifascista” e neppure mi sono iscritto all’anagrafe nazionale antifascista, quindi o esalto il XXV Aprile o rischio di passare per un menefreghista.

L’ultima cosa che vorrei è essere additato per questo: tutte le persone dabbene che conosco gremiscono il monumento ai caduti e si commuovono agli annuali discorsi pregni di sentito pathos sugli eroici partigiani: son forse figlio di un dio minore, io?

sulla Liberazione
cit. qui

Ogni Liberazione va solennizzata

Un intero popolo commemora la propria Liberazione da migliaia di anni: non c’è Pasqua infatti che gli ebrei non celebrino con tanto di rituali. Dovremmo prendere esempio da loro. Vero è che a liberarli ci pensò Domineddio in persona, però in Italia abbiamo avuto gli americani, che da sempre si credono dei padrieterni, quindi per analogia dovremmo emulare il popolo eletto con la stessa gravitas.

Forse il fatto che la Resistenza l’abbiano condotta pure i partigiani rende tutto più terra terra, siccome erano comuni mortali come noialtri. Beh, come noialtri si far per dire. Con i partigiani avrei ben poco da spartire, ad esser sincero: quella era gente pronta a lasciare le proprie comodità per salire in montagna, al freddo e al gelo, e a combattere con il fucile in mano. E c’erano ragazze disposte a rischiare la vita come staffette in bicicletta.

L’unico atto di resistenza che potrei fare con le poche e ridotte mie capacità sarebbe scrivere di questi tristi tempi, e degli indegni comportamenti che ciascuno sotto i propri occhi non può non vedere: invece leggo e rileggo quanto lascio su queste righe perché sia “politicamente corretto” e non comporti sanzioni, querele e giudizi in tribunale.

Possiedo il coraggio di un coniglio… altro che la tempra del partigiano!

La festa di Liberazione oggi

Per fortuna però che le giovani leve hanno lo spirito giusto per reincarnare in chiave moderna il XXV Aprile: un bell’articolo in merito l’ha scritto Stefano Galieni su Left, Partigiani in fiore (n° 16, pp.6-9).

Quest’anno diversi ragazzi pure nella mia città hanno deciso di dare una svolta alla commemorazione e d’intendere il termine “festa” nel senso letterale. Insomma, un aggiornamento senza nulla togliere alle liturgie consuete che le autorità celebreranno al mattino.

Un grande pranzo all’aperto, quindi, con musica, allegria e bella gente.

Ovviamente per distinguere questa da una qualunque festa della porchetta o di addio a un celibato hanno pensato bene di conferire uno spirito “impegnato” all’evento.

La nostra è una terra di conventi e di monasteri: sulla scia dell’edificante pratica di leggere sermoni in refettorio durante il pasto, loro hanno deciso di inserire degli interventi parlati mentre si mangerà. Ci sarà anche tanta musica ma si eviterà l’organo per non copiare proprio tutto dalle chiese.

Molti oratori ragguardevoli racconteranno come si faccia resistenza in codesti malaugurati frangenti, partendo da gesti pratici, concreti e reali.

Consapevoli che anche a tavola sia giusto alleggerire un minimo la portata delle testimonianze con un contributo più leggero – un’insalata, per capirci, come contorno a un arrosto – i ragazzi hanno chiesto perfino a chi scrive di compartecipare.

Ho accettato. Intratterrò i presenti con una tediosissima disquisizione teorica dal titolo:

«È questo il fiore del partigiano: l’ironia nella scrittura come resistenza alle narrazioni omologate».

Con un accordo sottobanco con l’oste garantirò un consumo supplementare di vino ai presenti, unica alternativa per lenire la noiosissima trattazione.

Quindi chi legge e sarà nei paraggi non potrà accusarmi di non avervi avvisato.

Il pomeriggio si concluderà con la visione compresa nel prezzo – dunque gratuita – del film “Nero rosso sangue”.

Sul posto ci si scambierà gli auguri dal vivo, per coloro che abitano dalle mie parti.

Per tutti: buona festa della Liberazione!

la Liberazione a Fossano

Info sull’evento QUI

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