Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Licei brevi quanto la classe politica


I licei brevi che entreranno in vigore di qui a poco porteranno a quattro anni il vecchio quinquennio. Si tratta di un processo sperimentale, ma auspichiamoci che prenda piede.

Con lo sbandierato allungamento della vita si andrà in pensione un anno prima senza averne sprecato uno in più sui banchi di scuola: si potrà preparare la festa d’addio al lavoro – e quella per il compleanno centenario – con più tranquillità.

Inoltre in un colpo solo diventa possibile dare l’esame per la patente e quello per la maturità. Una manna per i genitori: la macchina sarà un regalo unico, come premio per il superamento di entrambe le prove.

Si perderà l’annuale gita scolastica da maggiorenni, che era una ragione esistenziale di non poco conto, ma nel contempo si accederà alla feste universitarie in anticipo, ché non son certo da disdegnare.

Gran economia pure sui libri: un anno risparmiato equivale a un abbonamento in palestra, un aperitivo a Portofino e alcuni biglietti per i concerti del cuore. Scusate se è poco!

Tra l’altro, sebbene questi licei siano riservati agli enfans prodiges, e non ai somari che sperano così di abbreviare il cursus studiorum, quand’anche si restasse bocciati non subentrerebbero rimorsi: alla peggio lo si intende come un liceo ordinario.

Il Ministero sa di sicuro quel che fa: la competenza di chi lo guida, in merito, è notoria. Nessuno meglio dell’attuale ministra conosce i vantaggi di un’istruzione abbreviata. L’ho vista  al telegiornale – su RAI1 – firmare un atto ufficiale… e ha perfino vergato l’autografo per disteso, anziché buttar giù una croce.

Quando si dice “strafare”!

Dopo i licei brevi, tutto non potrà che andare per il meglio

L’iniziativa legata ai licei brevi funge da apripista.

C’è da auspicarsi che nei prossimi governi al Lavoro vada un disoccupato, almeno verranno ridotte a una decina le ore settimanali previste nei contratti; alla Sanità un santone, così saranno eliminate le code per le visite ospedaliere; ai Trasporti un amante del trekking, che ripristinerà mulattiere e strade sterrate come vie di comunicazione principali, evitando il dispendio di asfalto e il crollo di ponti in cemento. E così dicendo.

Ci si stupisce che le scelte politiche siano al ribasso, ma come potrebbe essere altrimenti?

Sarebbe come pretendere che ciascuno di noi s’improvvisi medico soltanto per aver letto il bugiardino delle medicine; economista perché da piccolo giocava a monopoli; intellettuale perché passa il tempo a leggere commenti su facebook.

Succede?

Ah… davvero? allora ecco un motivo in più per chinare la testa e tacere.

Teniamoci la classe politica che ci meritiamo e restiamo fiduciosi: se ci va bene… il prossimo presidente del Consiglio sdoganerà gli improperi come nuova lingua nazionale.

In cuor mio anelo a un ministro dell’Interno che nella vita sia uno scrittore di romanzi di fantascienza. Pregusto fin d’ora le sue future dichiarazioni, a indirizzo di questa società in cui i veri valori, il benessere, la conoscenza e lo spirito di fratellanza… trionferanno come mai è accaduto.

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