Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

L’intramontabile fascino dell’eleganza


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Sabato mattina, dopo l’abbondante nevicata del giorno addietro, sfidando i pericoli di valanghe, slavine, lupi discesi dai monti e tormente di gelo, sono uscito di casa con il pretesto di comprare il pane, il giornale e il tabacco, fermamente risoluto – in verità – a fiondarmi nel bar del centro storico per il caffè di rito. Strada facendo m’imbatto in una signorina sui trent’anni. Carina, elegante, con un certo stile. Mai vista prima: bionda, capigliatura riccia mediamente lunga, tratti fini del viso. Si accompagnava a un cagnolino, uno di quei pinscher a pelo rado che in questa stagione indossano cappottini imbottiti per evitare l’assideramento. Una bestiola minuta ma elegante al pari della sua padrona. Si vedeva che il pastrano era di classe.

Io sopraggiungevo a margine della strada, mentre i due stavano sul marciapiede innevato. Ci separava una trincea di neve piuttosto consistente, accatastata al bordo della via dai mezzi che avevano lavorato tutta la notte per ripulire il manto d’asfalto. La mamma m’insegnò da piccolo a non prestare confidenza agli sconosciuti, quindi ho proseguito senza alcun cenno di saluto. Ma come i poveri sono attratti dai ricchi; gli animi semplici dalle omelie; le collegiali dai malviventi, così gli individui rozzi al pari mio subiscono il fascino dell’eleganza. Ha il potere magnetico di attirare l’attenzione come il miele le api. Dunque mi son voltato ancora, seppur fugacemente, dopo averli incrociati. La cagnetta, sovvertendo qualunque regola del buon senso per cui da un essere tanto minuto – per amor di proporzioni – ci si attenderebbe un altrettanto minuto prodotto corporeo, stava invero deponendo prodigiosamente a terra ciò che la Natura le aveva in antecedenza somministrato in ben altra sostanza come nutrimento. Il monumentale risultato di un laboriosissimo impegno delle interiora spiccava superbo sul candore della neve.

Mademoiselle, coerente con l’immagine di raffinatezza che riusciva a trasmettere grazie all’acconciatura curata, ai vestiti di gusto e al glamour della sua persona, non s’è scomposta. Presuppongo che qualsivoglia gesto avrebbe minato l’essenza del suo fascino. Da parte mia avevo rallentato il passo: lei mi dava le spalle ed io non avevo la minima intenzione di perdermi un insegnamento di stile gratuito e per giunta cotanto alla portata del mio sguardo. Ah, sublime! Con che savoir-faire… con che artifizio di classe… con quale delicata movenza… ha timidamente allungato la punta del suo piedino e con pochi, misurati, leggeri colpi ha spruzzato di neve la vergogna palesata dalle viscere della creaturina a quattro zampe. Tocchi di una maestria leggiadra: il giusto, come lo zucchero in polvere sulla torta, né troppo né poco; quanto basta per ricoprire.

Ero tentato di ritornare indietro; di complimentarmi vivamente; di invitarla a tenere una conferenza sul galateo, di cui sempre più la nostra società abbisogna, soprattutto da quando è invasa da stranieri che non conoscono le nostre buone maniere, come spesso sento dire da persone dabbene alquanto piccate. Temevo però di metterla in soggezione e, ancora una volta, mi son rammentato del bon-ton su cui insisteva la mamma: mai mettere in imbarazzo una signora!

Photo of Michelle Fennel torn for Dark Beauty Magazine: crf.  http://www.michellefennel.de/
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