Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Ma basta… sul serio!


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Di bontemponi è pieno il mondo. Per fortuna, a mio modesto parere, perché ci ricordano che la vita non andrebbe presa sempre e solo sul serio: un po’ di comicità non guasta. È con questo spirito che commenterò le righe che seguono, in riferimento all’immagine inserita in capo all’articolo. Si tratta di un particolare estrapolato da un volantino elettorale: me ne aveva parlato un amico, giorni addietro. Essendo un burlone della mia risma non credetti a quanto mi stava raccontando e fu così che, trattandomi da novello san Tommaso, mi mostrò lo stampato originale, alternativa cartacea al costato ferito. Di punti ve ne sono elencati parecchi ma mi soffermo soltanto su questo, per la sua natura “contingente”, per i benefici e gli immediati risvolti che arrecherà alla comunità se dovesse vincere questa lista.

«BASTA CON LE MULTE [in tonalità verde padano] A RAFFICA AI FOSSANESI [tonalità blu comunitario]. (BASTA! [parola e perentorio punto esclamativo ancora verde leghista], impressa in aggiunta su una banda trasversale, evidenziata di giallo, ad angolo di una foto che ritrae una perniciosa mano prodiga nell’infilare un verbale nel tergicristallo o, se la si vuol vedere da un’altra angolatura, che riprende la sfortunata mano di un malcapitato uomo bianco intenta a estrarre dal proprio parabrezza l’ingiusto balzello)». In perfetta simmetria, dall’altro lato, le prime due righe in verde e le restanti quattro in nero funereo, in caratteri minuti e con l’inserimento di una più sommessa scrittura minuscola:

«Privilegiare il ruolo di vigilanza e controllo della Polizia Municipale [encomiabile uso della maiuscola di rispetto] a scapito del “multificio” incontrollato, che grava solo sugli automobilisti fossanesi lasciando impuniti gli extracomunitari».

Dunque quest’affermazione nascerebbe da un’evidente prassi: fino ad oggi, in una città di quasi venticinquemila abitanti, chi di dovere si è preso la briga di fare contravvenzioni verificando preventivamente la proprietà dell’auto. Incredibile! Una volta appurata l’appartenenza a un oriundo, si è proceduto con incommensurabile sadismo alla verbalizzazione. Il testo infatti recita “solo” agli automobilisti fossanesi, in riferimento appunto alle multe. Impuniti gli extracomunitari. Quindi, in merito ai concittadini, immagino che nessuno sia scampato all’iniquo trattamento, rispetto ai ben più fortunati stranieri, ai quali – cribbio –  va loro sempre bene. Le tariffe più salate se le sarà aggiudicate chi vanta un albero genealogico di tutto rispetto, ai cittadini cosiddetti DOCG. Noblesse oblige. Poi, a scalare, ammende meno esose per coloro che risiedono qui, ma da breve tempo, magari con cognomi che tradiscono paternità poco subalpine. Presumo che in mancanza di risposte immediate sugli accertamenti richiesti agli uffici di Stato Civile e anagrafici – la lentezza dell’italica burocrazia è proverbiale – facciano testo gli orpelli nelle auto. Una corona del rosario appesa allo specchietto retrovisore; una calamita con la Madonna di Cussanio, apparsa apposta dalle nostre parti per non essere da meno a località più blasonate, che recita “Vai piano”; un cappello di paglia con la scritta “Mangimi Raggio di sole” dimenticato sul sedile posteriore… potrebbero essere alcuni degli eloquenti segnali per attrarre multe. Fino ad oggi, appunto.

O forse si è andati per esclusione: tutte le vetture contrassegnate da elementi esotici sono state risparmiate, facendo la fortuna dei rarissimi eccentrici con i sedili leopardati, scambiati per rampolli di dinastie africane in asilo politico qui da noi.

Odio, insofferenza, antipatia, gelosia… chissà quale disumano sentimento ha albergato nell’animo degli amministratori locali per dare la stura a una simile campagna di multe “solo” ai propri concittadini! Va a sapere… magari nei requisiti per la selezione degli addetti alle contravvenzioni vi è una postilla specifica che attribuisce un punteggio maggiore a chi smania per penalizzare i residenti: nei curricula coloro che allegano fotografie con la bava alla bocca e lo sguardo rabbioso verso la popolazione urbana hanno vie preferenziali all’assunzione.

Tra poco, a Dio piacendo, potremo tirare ampi, liberatori e ossigenanti sospiri di sollievo: l’onere sgradito e odioso del “multificio” sarà a carico degli extracomunitari. Ma certo che siiiiiiii! Potremo tranquillamente parcheggiare in sosta vietata, non allacciare le cinture di sicurezza e dimenticare il casco a casa perché, come sentenziavano i nostri vecchi: «carta canta». Auguriamoci che ne arrivino tanti, tantissimi, una moltitudine, abbastanza da essere in grado d’incrementare le esigue entrate comunali almeno alla pari di quanto è accaduto finora. E, non ultimo, che siano altrettanto propensi a violare le norme del codice della strada in città come gli ingiustamente bistrattati cittadini, i residenti e i nativi di questa amena località.

Ah… conserviamo con cura questo provvidenziale volantino elettorale. Non certo perché non ci si fida delle promesse fatte, ci mancherebbe altro! Piuttosto, avvicinandosi l’estate, c’è chi, come me, si abbronza con molta facilità. Non vorrei mai essere scambiato per un extracomunitario, all’apparenza, di sfuggita, per errore umano, per disattenzione – oltre al danno… la beffa, si capisce! -.

Vero è che mi basterà aprir bocca, per essere tradito dall’inconfondibile accento dialettale, quell’inflessione tipica che ricorda l’inveterato detto: «Piemontese, falso e cortese». Già. Più quello che questo, molto spesso.

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