Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Ma chi l’ha detto che ogni occasione sia buona per brindare?


Sono giornate molto tristi dalle mie parti: la multinazionale Michelin ha infatti annunciato la chiusura dello stabilimento qui attivo da decenni. Quattrocento operai a casa. A me, a cui manca qualche giovedì, la prima immagine che m’è venuta in mente è stata quella dell’omino bianco simbolo dell’impresa industriale d’Oltralpe: Bibendum. Ironia della sorte fu chiamato così in riferimento alla frase latina di Orazio nunc est bibendum, cioè “ora c’è da bere”. Ovvio quanto suoni grottesca: di sicuro adesso non si beve per festeggiare… al massimo per dimenticare. Ma, appunto, me la sono ricordata quando l’omino troneggiava davanti al castello della mia città, per gli eventi sportivi sponsorizzati dalla società francese: stava ritto, enorme e ondeggiante, grazie all’aria a pressione che lo alimentava. Insomma, un grosso pallone gonfiato. Eppure quel marchio ha dato lavoro a una moltitudine di operaie e operai. Va da sé che se qui avessero stampato le guide Michelin non ci sarebbe stata crisi: il settore della ristorazione di lusso non risente di un calo; i danarosi non s’estinguono – al momento – e amano aggiornarsi su dove consumare prelibatezze. Già, perché come sostiene un vecchio adagio: “non basta avere soldi, bisogna saperli spendere”. Le stelle la Michelin ce le farà vedere in un altro senso. Ma non voglio addentrami oltre sull’argomento: in giro latrati di sciacalli e ragli d’asino risuonano quanto basta e avanza, dopo l’annuncio della chiusura, ed è partita la consueta gara di certi polituncoli nel rinfacciare negligenze; dei tuttologi a sciorinare ricette; dei sapientoni a svelarci che l’arcano fosse notorio dai tempi d’Adamo ed Eva. C’era nel Genesi.

Lo stillicidio è partito nonostante il primo cittadino avesse chiesto unità d’intenti e superamento di partigianerie. Niente da fare, ormai in Italia è stata sdoganata l’arte dello sparar sentenze, anzi, meno si sa più ci si erge a conoscitori di problemi e di soluzioni.

Come se bastasse leggere il bugiardino delle medicine per ritenersi dottori.

Volgo lo sguardo altrove, perché è bene tentare di vedere ciò che di positivo accade intorno a noi, nel Bel Paese. Dunque non c’è che da rallegrarci se almeno qualcuno sia riuscito a svoltare, ad avere successo ed a investire i tanti, smisurati, consistenti guadagni. Perché l’invidia è una brutta bestia, mentre l’apprezzamento per coloro che non risentono delle ristrettezze economiche dovrebbe metterci tutti di buon umore. Bisogna essere contenti per loro. Alludo alle Reverendissime Eminenze di Santa Romana Chiesa: a cardinali del calibro di Bertone o di Pell, mica dei curati di campagna, bensì il fiore all’occhiello della Santa Sede. Spero che i tanti altri prelati, monsignori, curiali ed ecclesiastici dal pedigree blasonato non me ne vogliano se non li cito: nella vita conta chi sa farsi notare per virtù ed esemplarità. 

“Chapeau!”. Dei grandi, davvero. Non mi dilungo, ma mi sia consentito lasciarvi almeno due link per leggervi, all’interno, delle loro notevoli imprese. Ne vale la pena: essi danno ragione ai Soloni che si riempiono la bocca su quanto conti il merito e la professionalità… perché alla lunga premiano. Sono modelli da imitare, nonché maestri dai quali c’è soltanto da imparare:

su Bertone & Company

su Pell

Personalmente conosco poco o nulla della Storia ma, per le briciole che ricordo, direi che certe situazioni assomigliano a quel periodo di qualche secolo fa… beh, insomma… quando una ristretta cerchia di nobili deteneva la gran parte del potere, con un parlamento esautorato di qualsivoglia autorità. Al loro fianco c’era l’élite del clero alto, altrettanto sfacciatamente ricco. Il resto, la stragrande moltitudine del popolo, schiacciata da tasse, sfruttamento e assenza di rappresentanza e di diritti. All’epoca il monumentale sistema piramidale si credeva incrollabile e inossidabile. Niente e nessuno l’avrebbero mai scalfito. Poi, come spesso accade, ecco che spunta il solito ambizioso che vuole strafare, con le sue trovate. Sono troppo ignorante per entrare nei dettagli: sto tagliando con l’accetta, mi si scusi. Com’è già che si chiamava? Ah sì, sì: Joseph-Ignace Guillotin. Che tipo, il dottore… oltre al medico gli piaceva far l’inventore. Chi l’avrebbe mai detto: un successone, la sua ghigliottina.

Birbante d’un massone!

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