Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

M’avvisano che sono in un video porno. Con garbo.


Le mail sui video porno che l’interessato guarderebbe sul proprio pc e grazie alle quali viene scoperto credevo fossero un retaggio del passato.

Anticaglia virtuale. Virus vintage. Fenomeni d’antan. E invece no!

L’altra settimana ne ho ricevuta una.

Ne era passato di tempo dal contatto con l’intraprendente figliola che smaniava d’intrattenersi in reciproche effusioni tramite webcam, di cui scrissi qui.

L’approccio gradevole che ben dispone chi legge

La mail mi è arrivata sul lavoro. Intendo dire nella casella di posta istituzionale, ché già solo scrivere l’indirizzo …@biblioteche.reteunitaria.piemonte.it è impresa meritoria.

La qual cosa mi ha stupito, più che tutto perché di consueto i mittenti che si rivolgono a un archivio storico avanzano richieste di ben altra natura, come è arguibile.

Devo ammettere che il tenore era tutto sommato accettabile, sebbene il «ciao!» d’apertura fosse piuttosto insolito.

porno

«Potresti non conoscermi e probabilmente ti stai chiedendo perché stai ricevendo questa mail, corretto?».

In effetti proprio non ho idea di chi tu sia. L’unica cosa certa di te è la disinvoltura nell’uso di «stai».

Non dovrei socializzare con gli sconosciuti, ma confido in una presentazione ammodo nelle righe successive. Dunque proseguo nella lettura.

Sono uno che s’accontenta di poco. Basta che degli sconosciuti non mi richiedano ricerche genealogiche perché è venuto loro il vezzo delle ascendenze nobiliari, in virtù dell’omonimia con qualche casato estintosi da secoli, e io rispondo di buon grado a chicchessia.

«In questo momento ho violato il tuo account… ho pieno accesso al tuo dispositivo… ho inserito un malware nel sito web di video per adulti…».

Parbleu come s’è dato da fare! Però dimostra di non avere la minima idea di quanto appaia irritante tanta intraprendenza palesata a un pubblico dipendente! Ma sorvolo, so essere comprensivo.

Di video porno… prosegue lui: «sai cosa (?): hai visitato questo sito per divertirti (capisci cosa intendo). Mentre guardavi video clip».

porno - reazione ipotetica

Mi ha scambiato per un homme de lettres!

Immagino sia andata così, perché in mail simili, come quella riportata su questo sito qui, il linguaggio è decisamente più esplicito, con un rimando al deprecabile vizio solitario praticato durante la visione del porno.

Con me, invece, credendomi una persona bennata e di presunta cultura, si è addirittura complimentato: «… hai un gusto buono e a volte un po’ strano».

Mi son commosso. Avrei voluto mandargli almeno una scatola di cioccolatini per la finezza.

“… un po’ strano” vuol dire tutto e niente ma suona bene.

La richiesta d’oblio

Me la avanza poco dopo. Sempre il sito sopraindicato ha la bontà d’animo di aggiornare l’evoluzione di queste richieste, ma mi pare d’aver inteso che s’aggirino sui 300 dollari. Da me ne ha pretesi 150 – in aggiunta – per cancellare il video porno.

Il tenore aggraziato dello scritto contempla un tariffario più esoso. Per forza.

Mi par giusto, tra signori ci s’intende.

Ha la compiacenza di lasciarmi pure due giorni di tempo: una carineria, perché la fretta è cattiva consigliera.

Avrei preferito tre, almeno sarei disceso negli inferi della vergogna con la consapevolezza di risorgere a vita nuova, cristallina e redenta, il terzo! Però questi rimandi esegetici oggi son passati di moda.

Più che di minacce, mi rammenta che il mancato obolo per la santa causa contemplerà l’invio del video porno «a tutti i tuoi contatti inclusi familiari, colleghi, ecc.».

Urbi et orbi.

Un attimo di pausa

Ho immaginato quale reazione potrebbero avere gli insigni destinatari aprendo un ipotetico video porno con il sottoscritto intento a dilettarsi su modello ed a guisa di Onan, ripreso con uno sfondo di volumi antichi, e un busto riportante in basso:

Vanitas vanitatum, omnia vanitas.

 

M’ha assalito lo sconforto.

Volevo scriverglielo, al misterioso mittente:

«Egregio, mi spiace di cuore, guardi… quasi quasi pagherei soltanto per l’effimera illusione d’essere stato un minimo intraprendente. Provi a ritentare più avanti, magari sarà più fortunato».

L’enigmatico invece ha chiosato con un monito che – a questo punto – suonava come una beffa:

«La prossima volta fai attenzione! Addio».

A che?

 

 

 

 

2 Commenti

  • Letto di gusto, trama avvincente seguita con metaforici pop-corn in mano! Mi ha strappato dei sorrisi di cuore ma ho ricevuto anche una certa inquietudine addosso: i mostri del nuovo millennio si nascondono nelle maglie del web e del virtuale, altro che il sonno della ragione… Grazie per l’opera di denuncia sociale e di sensibilizzazione, sempre estremamente importante 🙂

    • Ignorante con stile

      D’altronde, amico mio, per dormir sonni tranquilli basta condurre un’esistenza irreprensibile e distaccata da qualsivoglia voluttà ma, ne converrai, che non si potrebbe definire nemmeno più vita 😉
      Hai ragione da vendere nel constatare le mille insidie che oggi si celano dietro uno schermo: nel mio piccolo rendo compartecipi gli altri di ciò che sperimento, sperando almeno di strappare un sorriso. Poi… se il messaggio passa anche come stimolo per pensarci sopra, ben venga.
      Un caro saluto

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