Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

“…mi rivolto…”. Io dall’altra parte, qualcuno nella tomba… e monsignore? Chissà.


Da che mondo è mondo trono e altare sono andati a braccetto, e sconfinate foreste servirono a riempire cospicui scaffali delle biblioteche sui rapporti non sempre edificanti tra Stato e Chiesa, in passato. Tempi lontanissimi, ovviamente.

Ecco che adesso un vescovo piemontese, con insperata nostalgia per le belle tradizioni che furono, ha preso carta e penna per esortare i senatori regionali a non votare la proposta di Legge Cirinnà, ossia il Ddl sulle unioni civili. Lo ha fatto il 1 settembre: non saprei se ispirato dal santo del giorno, l’abate Egidio, che anziché assaporare i fasti della corte, e rischiare le tentazioni del bel mondo, preferì l’erezione di un monastero, in solitudine, dove moltissimi giovani consacrarono corpo e anima alla santa causa.

Il buon pastore della ridente e salubre diocesi d’Acqui, che avrà già il suo gran da fare nell’accudire il proprio gregge, nell’espletare le infinite opere di carità che questi tempi miserrimi richiedono… è comunque riuscito a elargire un paterno pensiero per gli onorevoli subalpini. Non è da tutti un simile occhio di riguardo, men che meno oggidì, con l’antipolitica dilagante. Si maligna, a torto, che i politici stiano nella Città Eterna a scaldar poltrone, invece il presule ha riposto cotanta fiducia in loro da ambire di essere ascoltato. E giusto per suffragarne la convinzione ha avuto il tatto – ed è una delicatezza non scontata – di ricordare loro:

«In quanto Vescovo di una Diocesi il cui territorio insiste su parte della Regione Piemonte e parte della Regione Liguria mi rivolto a lei scelto dagli elettori, per sottolineare l’opportunità di tenere in debita considerazione la citata dichiarazione* a cui mi associo pienamente…».

Ben ha fatto a rammentare che è stato scelto dagli elettori… e da chi sennò?

La lettera è ben scritta, come si conviene a un ecclesiastico di tanta levatura. Stupisce che, parlando di se stesso e della sua diocesi, adoperi il maiuscolo di rispetto – e ci mancherebbe! – ma rivolgendosi all’onorevole dia del “lei” usando il minuscolo. Sono quisquilie, sicuro. Inezie che negli ambienti curiali non hanno alcun peso e probabilmente non devono neppure essere colte. Certo, certo: minuzie da cancelleria pontificia… anacronismi da cattività aviglionese e non da vescovado di provincia.

Ma l’aspetto più curioso è il lapsus calami – né potrebbe essere d’altra natura, ci mancherebbe – che porta il presule a scrivere “mi rivolto” anziché “mi rivolgo”. Non ho neppure lontanamente intenzione di scandagliare sottintesi che – ripeto – non possono che essere imputati a un mero sbaglio di natura veniale, perché sarebbe impossibile pensare a piena avvertenza della mente; e poi… errare humanum est. Il seguito non lo ricordo, ma di sicuro Sua Eccellenza saprebbe concludere la frase.

Questa lettera** è stata condivisa, tra gli altri, dal movimento Diritti e Libertà, da cui ho avuto l’impagabile soddisfazione di leggerla e d’apprezzarla, come è giusto che sia. Il presidente nazionale, con il quale mi son sentito prima di scrivere queste righe per avere ragguagli sulle fonti, mi ha inviato un comunicato, che inserisco nell’articolo. Il tenore ricorda gli appelli della gioventù carbonara e laica ottocentesca contro le ingerenze clericali, allora come oggi trasportati dallo stesso vento di libertà lungo i portici della capitale sabauda, nelle eleganti piazze torinesi, fin alle sponde del Po’, mentre il suono delle campane e l’odore d’incenso permeavano l’aria.

«Il #CancroDemocristiano va estirpato alla radice per il bene di tutte le persone di buona volontà e per donare il sacrosanto diritto alla felicità a tutte le persone lgbt, figlie di un’Italia bastarda ed indegna di essere in un’Europa che canta l’inno alla gioia e non una marcia funebre quando si parla di Diritti civili ed umani e di rispetto per la Libertà.
Non c’è più tempo, è ora di insorgere e disobbedire a questo paese stupratore di libertà, zero diritti zero tasse. #ScioperoFiscaleSubito»
Cons. Davide Betti
Presidente Nazionale Diritti e Libertà
www.facebook.com/consiglieredavidebetti #UnioniCivili

 


 

 

*Allude al cardinal Angelo Bagnasco. Il testo originale è leggibile dal link della nota qui sotto
**https://www.facebook.com/dirittielibertaitalia/photos/a.353362574853211.1073741827.353357661520369/398178160371652/?type=1&theater

 

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