Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

M’ignori? Allora ti scrivo!


Fa sempre piacere ricevere una lettera, beninteso quando non sia una raccomandata di Equitalia o un invito matrimoniale, entrambe situazioni che richiedono ingenti esborsi.

Mercoledì 13 gennaio, dalle 12:00 alle 15:00 una parte d’italiani – che ci si augura consistente – è invitata a scrivere al ministro dei Beni culturali. La lettera è un atto lusinghiero nei suoi confronti, giusto per rimarcare che non gli si serba rancore per aver snobbato richieste legittime.

Si tratta di un gesto volontario. Che si sappia fin da subito: nessun obbligo ma neppure niente paga! È il bello del volontariato, come proprio Franceschini insegna. Ciascuno di noi potrà esserlo per cinque minuti (volontario, non ministro).  In più avrà l’opportunità, un giorno, di raccontare ai propri nipoti di aver corrisposto con sì onorevole Autorità: eh già… son soddisfazioni!

  • A chi?

Basta inviare una mail ai seguenti indirizzi:

ministro.segreteria@beniculturali.it

sottosegretarioborletti@beniculturali.it

Ce ne sono due perché – si sa – può accadere che non sempre al ministero tutti leggano la posta. E poi è di cattivo gusto fare preferenze.

  • Quando?

L’ora scelta è quella di pranzo, così non li si distrae dagli ingenti carichi di lavoro dell’orario ordinario. Tra un panino furtivo e un caffè frettoloso i funzionari potranno svariarsi un po’, anziché parlare solo e soltanto di cultura, cultura, cultura. Perché finisce che alla lunga ci si convinca che essa sia buona per le pause, fuori dalla timbratura d’ufficio, quindi non retribuibile. Non vorrei mai che dopo…

  • Cosa?

L’oggetto della mail lo si lascia alla fantasia dei mittenti, fermo restando l’invito alla buona creanza. Si può spaziare dall’intramontabile “Comunicazioni”, alla burocratica “Richiesta di delucidazioni”, al sempre appetibile “Chiarimenti”… fino alle banali “Osservazioni e considerazioni”. Per i più sofisticati si può optare per la barocca: “Quesiti propedeutici alla riformulazione delle progettualità d’impiego in ambito culturale, storico-artistico e archeologico”. Se inserite Giubileo è garantito che non andrà nello spam perché – se non erro – esiste una clausola concordataria che assicura ai ministeriali cinque minuti d’indulgenza per l’apertura di qualunque mail con il termine in oggetto. Hanno adeguato i filtri.

Il testo? Poche righe: d’obbligo un incipit di rispetto:

“Egregio Ministro…” e “Egregio Sottosegretario”. Le forme sono importanti. Si sta scrivendo alla Capitale.

Circa il contenuto, può esservi anche una sola frase, del tipo:

“… Le sarei infinitamente grato se prendesse in considerazione l’opportunità di pagare chi opera a servizio della collettività in ambito culturale, anziché stilare bandi per servizi volontari gratuiti che perpetueranno la fame, l’indigenza, le malattie, finanche l’accattonaggio, se non – Dio ce ne scampi – deprecabili rivolte sociali…”,

da concludersi con il formulario classico tanto amato nelle amministrazioni pubbliche: “Certo di un Suo favorevole accoglimento della presente… distinti saluti, nome e cognome, e per chi ce l’ha, magari pure la professione o il tipo di volontariato che svolge (servizio civile, in associazioni, dipendente comunale, nonno con prole e nipoti a carico, giornalista freelance…)”.

Mi sia permesso di sconsigliare rimandi alla politica, nella fattispecie che il destinatario faccia parte di un governo di Centro Sinistra: tanto non ne ricorda il significato… e poi fa già tristezza pensarlo, figuriamoci metterlo nero su bianco. Oltretutto meno testimonianze si lasciano in merito, meglio sarà per la nostra società in futuro.

Un ulteriore modello, più sensato e articolato rispetto alle fanfaluche del mio esempio, lo si trova qui ma niente copia e incolla, altrimenti il filtro censorio applica la raccolta differenziata virtuale e gli sforzi finiranno nello spam. Ciò che conta è, appunto, porre i quesiti come da link sopra.

Evitare termini impropri. Sono ammessi spontanei errori ortografici, grammaticali, di sintassi e di punteggiatura, lapsus, refusi: si sta scrivendo al Ministro mica all’Accademia dei Lincei.

Unico avvertimento: meglio non confidare troppo su una risposta individuale perché non mi risulta sia già stato promulgato il bando per volontari addetti allo smistamento della posta elettronica al ministero. Per ora, almeno.

Una risposta urbi et orbi, visto il periodo giubilare, però non guasterebbe: dopotutto si costuma a Roma da che mondo è mondo

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