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Mirabilia: una soluzione alternativa


Mirabilia è un festival di artisti di strada nato nella mia città. Nel tempo è diventato europeo, poi internazionale. Da quest’anno galattico, perché è finito in località belle e amene, ma individuabili più che tutto dai satelliti della NASA  o dai re magi seguendo il radioso logo del festival.

Nella sua evoluzione globale, e nell’involuzione locale, ha toccato l’apice questo weekend: altrove un successone, qui ha avuto lo stesso effetto di quando la sposa dice “no” all’altare.

Spettacolare per l’imprevedibile uscita di scena.

Or bene per qual cagione?

Pare che le cause siano ancora da disvelare nella loro complessità. Mirabilia in questi decenni era riuscita perfino a superare le astiosità di certi oriundi diffidenti, ai quali gli artisti vaganti per le strade, vestiti in modo alternativo, con i rasta in testa, spesso con tatuaggi o piercing, suscitavano pensieri poco accoglienti.

Non che ci voglia molto, per la verità, a impressionarci.

Costoro giungevano qui e manco ci regalavano specchietti, collanine, bigiotteria varia.

Per fortuna che con l’arrivo dei questuanti di colore l’attenzione s’era spostata su personaggi ben più temibili: questi chiedevano soldi ma – secondo i consueti sopraffini – facendo girare le palle senza l’estro dei giocolieri.

Mirabilia

La vil pecunia

Già, i soldi. Gli spettacoli di Mirabilia, man mano che trascorrevano gli anni, si facevano sempre più a pagamento.

Condizione ben diversa del versare un obolo in un cappello: alla fin fine da noi, a gettare due monetine, ci si allena fin da piccini con il cesto delle elemosine in chiesa.

La differenza è che a Mirabilia, rispetto a sentire un’omelia, ci si divertiva.

Quando l’organizzazione ha messo in scena compagnie dai nomi stranieri ed esotici occorreva dunque metter mano al portafoglio. Per carità, lo si faceva pure, visto che fino al IV Novembre non ci sarebbero stati eventi tanto accattivanti; dopotutto il gioco valeva la pena.

Mirabilia

Ci eravamo abituati bene

Siccome nessuno fa niente per niente e tutto ha un costo, pure le casse di Mirabilia hanno cominciato ad andare in rosso.

Dalle mie parti si vive tranquilli, la gente è pacifica, ma se si è creditori non per forza si dev’essere pure dei benefattori. Adesso che manco ti dipingono il ritratto con parrucco, chi te lo farebbe fare?

Dunque risulta più salutare cambiar aria, perché con l’arrivo dell’estate il sole potrebbe dar alla testa a chiunque, perfino all’oste più mite o al giovane che pur si è fatto i calli sui “pagherò” di chicchessia, salvo non vedere mai un quattrino.

Pare inoltre che vi sia un’altra causa, attribuibile… al tempo: passa troppo veloce oggidì.

Nel piazzare i tendoni il corso del sole ha accelerato più degli umani sforzi, cosicché le ore a disposizione non sono bastate per finire il lavoro e inaugurare Mirabilia.

Qui. Altrove i ritmi del tempo risentono delle vicine vallate di montagna e tutto è andato secondo natura: al suono del Vespro s’incominciava.

La sera dopo si è tentato di chiudere la città, ma già un vecchio adagio rammenta quanto poco serva serrare la stalla allorché i buoi son scappati. Figuriamoci un centro storico, chiedendo addirittura dei soldi: è come pagare un aperitivo a chi ti ha appena reso cornuto! Spiacevole, assai.

L’ultimo giorno l’addetto stampa ha avuto il buon gusto di rasserenare gli animi, convincendo la cittadinanza che stavolta sarebbe tornata “l’amata Mirabilia” di un tempo. Il che equivale a conferire il titolo di imbecilli a un’intera popolazione: non proprio ciò che serve in frangenti simili.

Mirabilia

La proposta per l’anno venturo

Perdere Mirabilia sarebbe un peccato, e siccome è fin troppo facile fare critica senza proporre nulla, mi permetto di azzardare una nuova versione – da ignorante qual sono -, capace di cooptare risorse del Bel Paese non meno talentuose degli artisti internazionali.

Acrobati

Ne esistono a iosa, con varie specialità.

Ci sono quelli abituati a fare i salti mortali per arrivare a fine mese. Pare siano parecchi e potrebbero mostrare a tutti come si fa.

Non mancano coloro che hanno affinato l’arte della tripla piroetta pur di mantenersi una poltrona o un incarico: che gioia vederli in piazza cimentarsi in qualche numero speciale.

Altri sono in grado di spiccare salti da una posizione altissima all’altra, senza mai cadere o farsi un graffio, e quando la raggiungono aprono le braccia e fanno un ossequioso inchino al pubblico.

D’altronde la bravura è sempre premiata.

Equilibristi

Ogni città ne ha a disposizione, ma spesso non ci si fa caso.

Chi riesce a stare sulla corda senza mai cadere, anche quando le avversità la rendono traballante, potrebbe farsi avanti.

Dalla sua ha esperienza e allenamento: riscuoterà il plauso della folla perché gli equilibristi hanno un fascino accattivante.

Prestigiatori

Non siate timidi, fatevi avanti.

Non saranno coniglietti bianchi da tirar fuori dal cappello, ma per un rinato festival potreste mostrarci qualche saggio di come riusciate a far spuntare consensi, o polemiche, a seconda dell’arte che avete maturato nel tempo. È talento sprecato esercitarsi soltanto sui social network.

Burattinai

Sarebbe bello scoprire anche sulle piazze come taluni siano così capaci di muovere i fili della politica, dell’economia e della società come si fa con le marionette, imponendo loro i gesti e azioni secondo scalette e copioni sconosciuti ai più. In pubblico, per una volta, fareste contenti pure i bambini. Suvvia, non risparmiatevi: sarà un divertimento certo.

Mimi

Non posso credere che non ve ne siano di più che collaudati.

Una lunga tradizione di apparente mutismo, di ben eloquente silenzio, ma che con uno sguardo, una movenza, o anche soltanto… una firma, muovono imprese, appalti, consessi di eletti, redazioni di giornali oppure chiudono fabbriche e luoghi d’intrattenimento. Quadretti che è un peccato immaginarseli nei salotti che contano quando sarebbero esilaranti se si esibissero dinnanzi a una folla.

Nulla avrebbero da invidiare a quelli in strada.

L’elenco potrebbe continuare, e son sicuro che si realizzerebbe una Mirabilia coinvolgente, perché frutto di una vita reale, tutta italica però con il sapore dell’universalità che soltanto l’arte è in grado di dare.

Grazie al talento, ovviamente.

*  *  *

Le immagini mi sono state gentilmente concesse in uso da Francesco Pala e si riferiscono a passate edizioni di Mirabilia.

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