Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

mmmmm… che notizia!


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Ma non è possibile… ma chi l’avrebbe mai detto: i casi di ebola a Lampedusa sono una bufala e l’autore è stato denunciato grazie a un’operazione lampo della polizia postale. Lo scrive Repubblica*, lasciandomi di stucco. Eppure la notizia corredata con foto “eloquente” era stata postata, condivisa e commentata su fb: se non è degno di fede il più noto social network, mi crollano sotto i piedi tutte le certezze. In più dalle mie parti, a far circolare il drammatico scoop tra le amicizie comuni e i gruppi locali, sono persone note, con tanto di faccia e nome di battesimo come sigillo di garanzia di serietà e affidabilità.

Pare che il signore torinese che vanta la paternità dell’iniziativa sia pure xenofobo e razzista: ma dai… da non credere! Per fortuna che i miei concittadini propagandisti della colossale palla non lo sono… xenofobi e razzisti. Proprio no: lo premettono sempre prima di dare notizie simili. Immagino che sia zelo, esclusiva carità cristiana, giusto per invitare i devoti a raccomandare in tempo l’anima al buon Dio, e per dar lavoro ai notai, ai quali ci si rivolge in massa per stilare testamenti, in previsione dell’imminente e fatale contagio. Inoltre gli oriundi divulgatori, promovendo questa campagna di umana sensibilizzazione, hanno consentito di stanare i mai abbastanza vituperati “buonisti” che, tanto per cambiare, si dimostrano gli unici fessi – loro – contrapposti a queste grandi “cime d’intelligenza”. Gente che aveva scritto nero su bianco che le verità di fede sono un’altra cosa e che, forse, sarebbe stato meglio verificare con più criticità le fonti.

Verrebbe da dire: «l’avevamo detto», se non fosse la tipica frase da primo della classe. I primi della classe sono detestabili per diritto naturale, nella loro proverbiale saccenza. Fanno la gioia dei talent scout ma danno ai nervi agli ignoranti della mia risma. Quindi non è questa frase che rimarco, e se mi permetto di scrivere sulla vicenda non è per salire sul podio del vincitore: sarebbe una ben magra consolazione. Addirittura in un primo momento neppure volevo scrivere queste righe. Poi, a tavola, mentre cenavo, pensavo. Capita pure a me, saltuariamente. E pensando mi montava una rabbia sempre più persistente, che perfino adesso non è ancora sbollita. Ma che diamine!!! Ma perché dovrei tacere? Dovrei lasciare che il coro dei troppi sempre pronti a fomentare odio, fobie, spregi, faccia la voce grossa mentre ben pochi riescono a farsi sentire, un po’ perché si preferisce non scendere alle bassezze di certi argomenti, un po’ perché uno sparuto gruppo di voci difficilmente è udibile rispetto ai latrati e ai ragli del branco.

Qui degli infami giocano sulla pelle altrui e sulle disgrazie di terzi: di solito lo fanno impunemente. Per una volta la giustizia riesce a sbugiardarli, e dunque ritengo sacrosanto palesarlo e condividerne la notizia. Il più possibile e con tutti gli strumenti a disposizione. Perché coloro che hanno contribuito a far circolare la bufala l’han fatto per vigliaccheria, oltre ai vari subdoli fini consueti di certa becera propaganda politica: si sa benissimo che quei poveri disgraziati non querelano, non fanno causa, non hanno strumenti per rivendicare la propria innocenza. Su di loro si può sparare con i mezzi pesanti, tanto non controbatteranno mai.

Non sono il loro paladino.

Neppure il loro avvocato.

Sono soltanto uno di quelli che non riesce a trattenersi quando si spaccia per verità ciò che vero non è con l’aggravante di farlo credendosi addirittura migliori e superiori agli altri.

 

http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/08/06/news/ebola_tre_casi_a_lampedusa_denunciato_l_autore_della_bufala_su_facebook-93285461/?ref=fbpr

 

 

L’immagine è di James H. Cafferty, The Weary Newsboy, 1861.

 

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