Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Motoraduno Fossano 2017

Motoraduno e Mirabilia: il bicchiere mezzo pieno


Si è da poco concluso il motoraduno internazionale nella mia città, con un’affluenza di 15-20.000 persone. Numeri che fanno impallidire l’annuale festa patronale e la consueta fiera del vitello grasso. Non cito quella del Corpus Domini perché ormai è una circostanza elitaria. Poco ci manca che sia ad invito.

L’unico evento capace di competere è il festival internazionale degli artisti di strada – Mirabilia – a inizio estate.

Ciascuno, dinnanzi a queste manifestazioni, può avere svariati motivi per essere soddisfatto: l’Amministrazione e gli organizzatori per il consenso che ne segue; i commercianti per gli introiti straordinari; i benzinai per il surplus di carburante venduto; gli abitanti per la scossa d’energia ai ritmi abitudinari.

C’è un aspetto che, dal canto mio, trovo particolarmente positivo, e immagino accada a tutti coloro che vivono in cittadine di medie dimensioni allorché un concerto, un festival o l’arrivo delle reliquie di un santo si portano appresso una fiumana di gente mai vista prima, scombussolando la quiete dei fine settimana monotoni e tutti uguali.

Occasioni come queste fanno sentire meno arretrata la propria città. Ovvero, consentono a chi le vive di sperimentare cosa significhi aprirsi all’esterno. In una parola: emancipazione.

Ogni qualvolta una comunità si chiude in se stessa, autocelebrandosi in rituali ormai stantii e anacronistici, è destinata a perpetuare situazioni più o meno sterili, che alimentano – nella migliore delle ipotesi – un campanilismo settario, per pochi. È vero che cementificano un’identità collettiva ma, proprio come la natura stessa del calcestruzzo, restano rigidi e inamovibili. Spesso non sono neppure belli a vedersi.

Non sono che la ripetizione stanca e trascinata di modalità vecchie di decenni e decenni, lontane anni luce dalla sensibilità e dalle esigenze contemporanee. Non è un caso che a difenderle restino nostalgici, conservatori, tradizionalisti.

Al contrario, allorché ci si apre agli altri

l’energia, l’imprevedibile, il diverso che arriva da fuori, fa di un centro urbano una città moderna. Condividi il Tweet

Motoraduno Fossano 2017

Centauri al motoraduno o funamboli a Mirabilia: il valore aggiunto

A me vien da pensare che… siano i protagonisti del motoraduno o di Mirabilia,  e con loro il seguito di curiosi, di forestieri, di attività meno scontate…  si tratti del rombo dei motori oppure dei giochi di luce di uno spettacolo in strada… delle barbe e dell’abbigliamento in cuoio degli harleysti anziché dei corpi longilinei ed elastici delle equilibriste o del trucco dei mimi… la novità gratifica, incuriosisce, abbatte i muri della diffidenza e dell’ordinario. Insegna che altri vivono passioni, interessi, dinamiche magari alternative alle nostre e con ciò sono comunque felici.

Si possono avere tatuaggi e piercing, capelli lunghi e toppe multicolorate sulle giacche in pelle… senza essere dei tossici all’ultimo stadio, dei delinquenti nati o dei poco di buono.

Un biker non è un membro di una gang dedito al teppismo nei quartieri degradati.

Ammirare una moto per le sue prestazioni o per l’estetica luccicante non fa di noi dei potenziali deviati.

Lo stesso osservando gli artisti di strada, accampati nelle loro roulette o nelle carovane da viaggio: solo una fantasia problematica riesce a pensare che le loro esibizioni sulle piazze siano una copertura per darsi ai furti con il favore delle tenebre.

Le abbiamo superate quasi tutti – quasi – queste fisime mentali, ed è perfino imbarazzante annotarlo, ma ci è voluto tempo. Non è stato un passo immediato, naturale, spontaneo come ci si aspetterebbe da chi sia un minimo al passo con i tempi.

Eppure l’opportunità per allenarci ce l’abbiamo tutti i giorni senza attendere il motoraduno: basterebbe iniziare a dare un po’ più di fiducia ai visi meno noti; a smettere di diffidare troppo da coloro che per scelte di vita o modalità di pensiero non sono l’esatta copia dei nostri; a renderci conto che possiamo scegliere tra l’essere cittadini del mondo o restare dei provinciali fuori epoca.

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