Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Non prendete cibo dai cassonetti: gli avanzi rendono obesi i ratti


Interessante il provvedimento sul cibo adottato dalla giunta municipale di Genova. Viene riportato dal Corriere: multare coloro che si appropriano in modo indebito di quello gettato nei cassonetti.

Dimostra quanto l’amministrazione ci tenga a sfatare la diceria che i genovesi siano avari e abbiano i braccini corti. Nulla di più falso: anche loro buttano via gli avanzi.

Altro che non lasciar cadere neppure le briciole dalla mensa di Epulone: sprecano come tutti i mortali rispettabili.

L’ordinanza prevede l’esborso di una multa piuttosto sostanziosa, presumo perché c’è l’aggravante del furto: i clochard sottraggono un bene non loro, destinato invece alla discarica, legittima proprietaria. Un po’ come chi oltrepassa l’Ade e diventa appannaggio di Satanasso.

Deve aver fatto scuola l’esempio di Torino, allorché una donna aveva preso dai rifiuti un monopattino usato: lei, in aggiunta, è pure stata licenziata perché lavorava come operatrice ecologica.

Mi par giusto: era concorrenza sleale con gli emarginati.

Un prezzo equo rispetto al danno

ciboDuecento euro sono una bella sommetta però sarà applicata dai vigili cum grano salis. Immagino che gli illuminati politici liguri, con questa paterna indicazione, vogliano suggerire l’aggiunta del sale sul cibo ormai scotto per conferirgli un po’ di gusto.

Visto che gli ingordi dovranno pagare, e comunque la leccornia la tengono in mano, tanto vale fargliela assaporare.

Diamine, siam signori dopotutto! Intanto il sale ammassato per le nevicate invernali s’indurisce, ed è già stato pagato.

Non si tratta di un’operazione disumana, anche perché si rifà al provvedimento di Minniti, il mai abbastanza lodato ministro che ha fatto del decoro urbano l’ottava opera di misericordia.

Le amministrazioni pubbliche che la applicano ottengono l’indulgenza plenaria. Se esistesse il premio “buon samaritano” a lui spetterebbe vita natural durante. Per adesso deve farsi bastare lo strabiliante consenso ottenuto nelle recenti elezioni… ed è tutto detto.

 

 

Il re Salomone era un ingenuo al confronto

La biblica saggezza di Salomone era niente se paragonata alla sagacia della giunta del capoluogo: il provvedimento infatti giova soprattutto nella lotta contro le pantegane.

Infatti i barboni, notoriamente di palato sopraffine, tendono a gettar via le focacce genovesi prese nei bidoni se s’accorgono che non sono quelle vendute in centro, nelle panetterie che nulla hanno da invidiare alle boutique, neanche per i prezzi.

Essi vivono in simbiosi con i ratti, come l’attinia con il paguro o il leghista con la Treccani, e queste delicate bestiole sanno quanto siano schifiltosi i senza dimora, e di conseguenza ingrassano a dismisura.  Per smaltire la pinguedine copulano: un’attività ginnica che da sempre ha svariati pregi. Tra l’altro le chiaviche, più di bocca buona, non s’offendono se i compagni bipedi sotto i ponti passano loro avanzi di pesto genovese perché industriale, e non artigianale come – sebbene di rado – può capitare di vederselo rifilato in giro.

Punire la boria altrui è legittimo, anche se è a farlo è “La Superba”

C’è un aspetto non secondario nel provvedimento da sottolineare, che per ammirevole eccesso di modestia gli amministratori non hanno palesato o, molto probabilmente, neppure l’hanno immaginato.

Multare costoro rende giustizia alla miriade di persone di buona volontà che si prodigano nel servire pasti e alimenti a chi non ha l’estro e la passione per i fornelli.

Gli ingrati, e sono parecchi stando a questo rapporto (vd. qui), rovistando nei cassonetti attestano di non esser mai abbastanza sazi, o per lo meno, di gradire il cibo buttato via al pari delle vivande somministrate nelle mense sparse ovunque. Se mangiassero il dovuto altrove non dovrebbero sentire la necessità di farsi degli spuntini come se fossero gli invitati ai vernissage.

Inoltre la penale, annichilendo questa disdicevole prassi, debellerà una piaga altrettanto funesta: i buonisti. Sono coloro che non consumano il tramezzino o il cornetto al bar apposta per consentire ai barboni di terminare l’opera.

Un tempo i rei erano soprattutto i bambini, insensibili alle minacce genitoriali qualora non avessero finito di mangiare quanto c’era nel piatto. Oggi che sono spariti quasi tutti i pargoli, e verso i pochi superstiti non pare bello blandire punizioni se non ingurgitano tutto, i buonisti hanno la meglio, alimentando il circolo vizioso.

Bene, ma non benissimo

A questo punto, fossi un genovese rispettabile e dalla coscienza linda e cristallina, mi aspetterei che l’Amministrazione, dopo aver applicato il decreto Minniti; mandato i vigili per i dovuti controlli nelle vie del centro storico; provveduto a far valere la legge… adesso organizzasse una bella settimana filantropica.

Tema: la fame nel mondo.

Del genere oggi di moda: contro il degrado ambientale o a favore della pace universale, oppure in sostegno agli orsi polari. Insomma, di argomenti ce ne sono in abbondanza, tanto che la scelta è imbarazzante quasi quanto l’ipocrisia che spesso li ammorba.

Suvvia: un manifesto con una grafica allettante; una mostra con i bambini africani – essenziale che rimandino a un qualcuno il più distante possibile dalla nostra realtà: se sono marziani o venusiani ancora meglio -, dai pancioni gonfi e gli occhioni strappalacrime; qualche incontro con le scuole – ottima la proiezione di un film, annoia meno delle solite solfe oratorie –; una serata promossa da un circolo di sedicenti pensanti, ché quelli troppo pragmatici potrebbero mettere in imbarazzo –; infine un aperitivo nella pubblica piazza, con degustazione di cibo, se possibile a chilometro zero.

Tutti avranno l’animo in pace e si sentiranno cittadini per bene.

L’importante è non dar loro troppo da mangiare, altrimenti qualcuno potrebbe gettarlo nel cestino.

… e saremmo di nuovo da capo!

cibo

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