Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Non si canta più sotto la doccia


Doccia

 

 

L’iniziativa della doccia ghiacciata imperversa un po’ ovunque in questo agosto, congiunta alla donazione di un euro a favore della lotta alla SLA.

Quand’anche non fosse legata alla causa benefica, avrebbe lo stesso il gran merito di lanciare la moda della doccia in estate: una prassi sconosciuta a parecchi, almeno a giudicare da chi s’incontra quando si passeggia in giro per la città, soprattutto il giorno di mercato. L’essere ghiacciata inoltre tonifica il corpo e lo rinforza: un ottimo rimedio per rinvigorire le membra rilassate dai troppi yogurt, succhi di frutta, spremute che hanno sostituito il pane e salame d’un tempo come pausa di metà giornata.

Mi ricordo quando i malati di SLA stazionavano davanti al parlamento, anni addietro. Una straziante rassegna di uomini e donne costretti a indire una protesta feroce, comprensiva per alcuni anche dello sciopero della fame e dell’astensione dalle cure, pur di smuovere un barlume di attenzione da parte dei politici. Colpiva l’attesa dignitosa, tipica di chi si porta addosso il peso del dolore, che cancella ogni altra espressione futile o estemporanea.

In quel periodo vi fu un passaparola intenso anche sui social network, grazie a link mirati che riuscivano a farsi spazio tra la foto di un gattino e quella di un’adolescente nella propria toilette.

La SLA, nella sua aggressività lenta ma devastante, non può lasciarci indifferenti: persone che conosci, colleghi di lavoro o amici cari, trasformati da uomini e donne vitali e energici in individui dipendenti da macchine e da un’assistenza pressoché continua… è un’esperienza che ti tocca nel profondo, e che peraltro non è detto che risparmi proprio te, un giorno a venire.

Ora però, assistendo a questa iniziativa, confesso di restare piuttosto basito. Riconosco che permetterà di raccogliere parecchi fondi e che darà una visibilità non da poco al problema: “il fine giustifica i mezzi”, tanto per citare la frase per antonomasia che cade a pennello per motivare qualsivoglia azione pur di raggiungere uno scopo.  Però questa pubblicizzazione della doccia ghiacciata legata alla SLA mi fa sentire arcaico, superato, antediluviano. Perché alla malattia, quella seria – non una dissenteria o l’avarizia – lego da sempre una dimensione di sacralità. È di certo un limite mio personale ma davanti a chi è costretto a restare su un letto o su una carrozzella… di fronte all’impotenza di sollevare la persona cara dai suoi dolori e, più ancora, dinnanzi al cambiamento che quel viso, quel corpo, quell’animo hanno subito rispetto a come li ricordavo in passato, mi accosto con una deferenza che spesso rasenta l’imbarazzo.  Ebbene, adesso, vedendo personaggi famosi dello spettacolo e della politica (i due termini sono ormai sempre più spesso sinonimi) che si fanno fotografare, filmare e pubblicizzare proprio in relazione a una malattia così grave, inondati di acqua ghiacciata, in località vacanziere, mi turba. Il fatto stesso che all’evento segua la designazione di successivi altri personaggi, sulla falsariga di una prassi diffusa già da parecchio su fb –  “… nomino X…”  –  che contemplava il postare foto imbarazzanti o vicende patetiche, se non addirittura bevute pantagrueliche… mi lascia perplesso. Non in relazione alla SLA ma a ciò che ci sta dietro. All’involuzione della società, incapace ormai di partecipare a un evento culturale se non implica un aperitivo o una degustazione; refrattaria ai discorsi impegnativi, ai comportamenti sobri, a ciò che implica un minimo di sforzo, di autocontrollo, di rigore. Tutto, ma proprio tutto, va buttato in farsa: l’importante è essere coprotagonisti della gigionata, dell’avanspettacolo da baraccone, del selfie o della videoripresa da gettare in pasto al pubblico affamato e assetato di stupore, di voglia di riderci sopra, di smitizzare perfino la morte, se possibile.

Non riesco ancora a rendermi conto se dentro di me sia sbocciato il conservatore moralista che proprio non immaginavo di essere o se, invece, stia semplicemente assistendo, come il buon Celso*, alla caduta dei valori occidentali.

 

 

*CELSO, Il discorso vero [Άληϑής λόγοϛ], Adelphi Ed., Milano 1987.

 

 

L'immagine è un particolare tratto da Mary Cassatt, Donna al bagno, 1891.
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