Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

ignorante

Una nuova piaga sociale: l’ignorante fiero di esserlo


Ci casco ancora, ogni tanto. Eppure me lo ripeto ogni volta che accedo sui social, alla stregua di un monito:

«non commentare… non commentare… non commentare».

Volontà di marzapane.

Mi riferisco alle risposte da dare a chi dona perle di saggezza all’umanità tutta: la quintessenza della conoscenza, del buon senso, dell’acume, al pari dell’inebriante profumo di violetta che aleggia nell’aria quando si fertilizzano i campi con il letame.

Perché lo faccio?

Accade soprattutto quando ancora non conosco l’interlocutore.

Vengo chiamato in causa, e dunque mi sforzo di fornire una spiegazione garbata.

La replica successiva già cambia tenore.

Lì, in quell’istante, dovrei cessare di relazionarmi. Invece proseguo. Un po’ come l’ebbro che s’ostina a bere, sconfinando così nell’ubriacatura.

A questo punto l’altro si disvela per quel che è.

Di norma a lui s’uniscono i consimili, e ciascuno accresce con il proprio contributo la varietà d’interventi, accomunati da un’originalità di pensiero da far impallidire i filosofi del passato.

Ognuno ha una sua peculiarità: c’è il linguista, che delizia chi legge con la sua verve scrittoria; il pacato, che distende gli altrui nervi con rilassanti considerazioni; il cultore delle citazioni, che pesca nella summa delle frasi argute, dei motti di spirito, dei rimandi filosofici, di cui è ricca la tradizione padana e la fascista, oltre il filone razzista… immancabile.

Li unisce una disinvolta e leggiadra ignoranza. Non quella elitaria di socratica memoria: questa è per natura e per vocazione anarchica. E attestabile.

Non obbedisce ad alcuna legge; disdegna con caparbia ostinazione qualsivoglia barlume di dignità; si fregia di se stessa come il pavone della propria coda, allorché fa la ruota.

Sono una legione.

L’antidoto: l’arguzia dei giovani

 

Mi accorgo quanto sia raro trovare coetanei che sappiano non prendersi troppo sul serio.

La conseguenza, negli scambi di vedute con gli ignoranti fieri d’esserlo, è l’acuirsi delle tensioni.

Si finisce per marcare una linea separatrice che ha molto in comune con il manicheismo.

Constato invece come l’apporto dei giovani nei commenti sia un toccasana.

Partono avvantaggiati: la loro generazione è cresciuta a pane e videogiochi, pertanto hanno nel DNA il gusto della sfida, l’attitudine a scontrarsi con un avversario, la passione per i contesti ludici.

Inoltre sono preparati, brillanti, sagaci. In una parola: ironici.

L’ironia è spiazzante: presuppone l’uso della propria testa, e obbliga l’antagonista a fare altrettanto.

A questo punto “il re è nudo”, e non potrebbe essere diversamente.

Sta a vedere che la soluzione migliore alle discussioni infarcite di scempiaggini e di cattiveria gratuita sia davvero di buttarla sul ridere.

Intraprendenti goliardici di tutto il mondo… unitevi!