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Ironia: vaccino senza controindicazioni

OpeNight: l’ira funesta si fa protagonista


OpeNight è un evento promosso nella mia città, che di abitanti ne fa quasi 25.000, per mostrare agli scettici che pure qui esistono dei giovani.

Parecchi infatti scommettono ben più di un aperitivo nel sostenere che il luogo sia abitato soltanto da adulti, aprendo ulteriori sfide sulle percentuali di anziani rispetto a chi non è ancora in età da pensione. Diversi si sono rovinati giurando di averne visti almeno tre o quattro in giro, ma gli avversari hanno avuto buon gioco nell’affermare che fossero seminaristi in libera uscita: pueri senes… non fan testo.

Perfino il più importante settimanale locale, di recente, ha intitolato un articolo: «Per una notte Fossano è dei giovani». Per una notte, giusto per non creare false illusioni.

Non sia mai che a qualcuno venga in mente di azzardare un bis dell’ OpeNight.

Nel testo l’autore, non a caso, ha specificato: «… la manifestazione… che permette ai giovani di “occupare” la città…»: occupare è virgolettato, e nemmeno scritta con due “k”.

Una delicatezza che ha risparmiato una sincope a molti.

Il fatto è che qui, fino a qualche decennio addietro, davvero non esistevano giovani.

Appena svezzati – il tempo di barattare i pannolini con le braghe corte o con le gonnelline rosa – e subito un’educazione mirata distillava in ciascuno uno spiccato senso del dovere; un rispetto incondizionato per chiunque avesse un sentore d’autorità; il sogno di trovarsi una “morosa” o il “fidanzatino” tra i banchi di scuola, da frequentare con tanta assiduità e costanza per potersi sposare rigorosamente in chiesa poco più che ventenni; l’ambizione di anelare appena possibile a un lavoro, in una scala di valori che dalla locale banca scendeva alla scrivania di un qualsivoglia ufficio in municipio.

I divertimenti concessi erano i campi estivi della parrocchia; i sabati trascorsi all’oratorio; le giostre durante la festa patronale; i tuffi nel vicino fiume Stura; le scampagnate all’ombra del santuario; due passi dopo cena lungo la passeggiata panoramica con un cono gelato in mano – quindi rigorosamente d’estate – a scuole terminate.

Ovvio che per “gioventù” s’intendesse il lasso di tempo tra la Prima Comunione e la Cresima, e poco oltre.

Oggi la situazione è cambiata – sta cambiando… meglio trattenere l’ottimismo -, ma di norma una buona parte dei giovani di sera emigra in locali fuori città. Pare infatti che altrove l’accoglienza non sia come quella riservata ai fagiani quando si apre la stagione di caccia.

Comunque sabato scorso giovani di buona volontà e con l’impulso alle grandi sfide si sono esibiti lungo le vie del centro storico e dinnanzi a quei bar che, con altrettanto temerario coraggio, tentano di mandare avanti i locali in una città nella quale un imprenditore serio investirebbe in case di riposo, per garantirsi un successo economico tangibile.

Il riscontro è stato sorprendente, e come le lumache escono appena avvertono la frescura dopo un acquazzone, altrettanto hanno fatto i loro coetanei. Una folla ha gremito le strade, i portici e ogni spazio funzionale a ballare, a bersi qualcosa o ad osservare spettacoli ed esibizioni artistiche.

Esiste, nella mia città, un grande palazzo, edificato a metà del secolo scorso.

Proprio perché è il più recente in affaccio sulla via principale, ebbe la buona sorte di ritrovarsi con i portici più alti e più larghi di tutto il centro storico.

E per un’ulteriore felice congiuntura del destino proprio lì sotto c’è un locale gestito, da quanto mi risulta, da giovani.

Non è questione di poco conto: si presume che i proprietari lo conducano con piglio moderno, e che di conseguenza, di sera, una buona parte della clientela vanti un’età da marito o parecchi esami all’università ancora da sostenere.

Durante l’ OpeNight il posto ha catalizzato “la meglio gioventù” sia per la musica che i ragazzi del gruppo chiamato ad animare la serata avevano scelto, sia per l’intramontabile consuetudine all’aggregazione allorché gli ormoni si commuovono con imprevedibile sensibilità per lo sbocciare della primavera.

 

OpeNight 2017

Vignetta tratta dalla pagina fb Fossano is for men

L’ OpeNight terminava all’una di notte, come evidenziato anche dal meme di una pagina goliardica cittadina su facebook: l’ipotesi è che sia una concessione possibile soltanto perché ancora non è legge la facoltà di sopprimere figli d’Adamo per legittima difesa non appena calano le tenebre.

Il fatto che la manutenzione del lastricato sotto i portici della città e la loro tinteggiatura siano a carico dei proprietari della case potrà generare la convinzione che a chiunque vi abiti di sopra sarà lecito – e apprezzabile, a giudizio dei più – usare armi di ogni genere, natura e qualità per difendere la propria porzione di proprietà.

L’evento non previsto all’ OpeNight

Ben prima di mezzanotte la porta del condominio del palazzo dove per l’appunto s’affaccia il locale si apre.

La calca inverosimile di giovani stipati ovunque non ha consentito un ingresso trionfale, ma l’effetto sorpresa è stato di somma portata: una donna dai bianchi capelli arruffati è uscita sulla pubblica via, e si è fatta strada tra la folla, dirigendosi verso la fonte della musica con lo stesso ardore con cui un bersagliere avrebbe assediato Porta Pia. Anziché piume e baionetta, pare che l’eroina indossasse una vestaglia da notte e calzasse ciabatte da interno, ma una vistosa e preziosa collana di pietre al collo attestava la signorilità e la cura del dettaglio.

Novella Giovanna d’Arco, per nulla timorosa degli astanti, ha fronteggiato i giovani con l’ardore di chi ritiene di combattere una giusta causa.

Il fatto è che non basta armarsi e scendere in campo per conferire legittimità alla propria guerra; come pure, per quanto infervorata e impavida, non vince una battaglia chi la intraprende senza tener conto della sproporzione di forze.

La disfatta è stata quasi immediata: i giovani hanno risposto all’ira funesta con un’intensità di ritmi proporzionati alla stizza della signora, adirata per le ore sottrattele al sonno prefestivo.

Un po’ come se allo schioppo di un moschetto gli avversari avessero ricambiato il fuoco con l’artiglieria pesante.

Non ho idea di chi fosse, ma dallo slancio e dall’impavidità dimostrata direi che possiede un’energia e una determinazione che molti giovani d’oggi non hanno mai sperimentato.

Fossi in loro la convincerei a passare al nemico: con tanta veemenza in corpo diverrebbe un’alleata formidabile.

Dopotutto… si tratta dell’ OpeNight: è una notte sola all’anno!