Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Parlar a nuora perché suocera intenda


Il papa, di recente, quando pensa ai bambini è assalito da grandi preoccupazioni. Difficile non capirlo: di questi tempi la Chiesa ha avuto parecchi problemi nel rapporto con i pargoli.

Uno dei più significativi l’ho letto su Il Messaggero:

croce

Già, non sanno più fare il segno della croce: un dramma di portata incalcolabile!

L’identità cristiana del Vecchio Mondo

A tutti coloro a cui sta a cuore salvaguardare i valori di quell’Europa che si è fermata appena la ghigliottina ha staccato la prima testa di un regale collo… il monito papale non dovrebbe lasciare indifferenti.

Il pontefice cita i bimbi ma vuol farsi intendere da babbo e mamma.

Ovviamente allude ai genitori come dio comanda: DocG, un uomo e una donna, sposati dinnanzi all’altare, con tanto di fotografo e di lancio di riso e pure del bouquet, per non interrompere il giro spensierato di successivi matrimoni, lune di miele, prole a venire.

Sui matrimoni laici e le unioni civili non vale neppure soffermarsi.

Risulta sempre di cattivo gusto guardare alle imitazioni.

Saper fare il segno della croce in modo corretto fin dall’età della ragione è di vitale importanza.

Spesso i piccoli non sanno ancora esprimersi in maniera corretta, ma putacaso che – in questi calamitosi tempi – delle ronde li fermassero, magari in spiaggia, già abbronzati e frignanti, ebbene… proprio il signum crucis potrebbe evitar loro momenti imbarazzanti perché scambiati per errore per miscredenti, saracini, infedeli.

Si tratta inoltre di un potente strumento taumaturgico, come avranno modo d’imparare più avanti dai calciatori.

Costoro, com’è noto, non lesinano di palesarlo scendendo in campo, segno che giova nei frangenti più disparati: il bullo dell’asilo arretrerà d’istinto; l’amichetta del cuore resterà di stucco; la nonna sborserà una generosa paghetta.

Il segno di croce allontana i diavoli

Comprendo quanto sia inopportuno spaventare i piccoli svelando loro l’esistenza di Satanasso e della sua schiera nefanda, ma procrastinare potrebbe indurli a non temerli più, una volta cresciuti.

Un genitore savio e prudente può narrare dei vampiri, rassicurandoli su quanto le creature notturne temano il segno della croce, al pari dell’aglio e dell’acqua benedetta.

Sviluppando il senno capiranno da se stessi che Dracula e la sua progenie sono creature leggendarie, al pari di Babbo Natale.

Di buon grado sostituiranno alle figure fantasiose quelle reali ma impalpabili: Gesù Bambino, che ogni anno nasce il 25 dicembre, da amare di viva fede, e Belzebù con i demoni, da rifuggire in ogni occasione di peccato.

Il segno di croce richiamerà quello e allontanerà questi.

Del modo corretto di fare il segno di croce

Purtroppo la felice ed edificante consuetudine di “segnarsi” passando dinnanzi a una chiesa o a una bara è pratica desueta, retaggio di una cerchia elitaria.

Spesso, anzi, si assiste a rituali più prosaici, come il portare la mano là dove “non batte il sole”, anziché misurare con ampie bracciate la propria prestanza fendendo l’aria mentre ci si tocca il capo, il ventre, la spalla sinistra e infine la destra.

In questa maniera va compiuto, a mano tesa – non il braccio –, e se proprio si vuol strafare è ben accetto un cenno d’inchino.

Evitare le tre dita unite, ché è roba da ortodossi, e le simpatie di un bambino per Putin sarebbero poco credibili.

Ma in special modo è di buon gusto rifuggire la pratica becera e mielosa d’indurre i piccini a inviare un bacio a Gesù crocifisso.

Infatti con il trascorrere del tempo il segno di croce così appreso tende a ridursi sempre di più, limitandosi a un movimento simile allo scacciar una mosca fastidiosa dal naso, che si conclude con un frettoloso contatto del dito indice con le proprie labbra, come quando si è morsi da una zanzara e si umetta la puntura nella remota speranza che lenisca il prurito.

Nei piccini fa tenerezza, ma da adulti muove chi assiste a una puntuale commiserazione per la ridicolaggine: un retaggio infantile di cui si tramanda la pratica al pari di coloro che trovano conforto sincerandosi, di tanto in tanto, d’avere ancora la propria virilità attaccata sotto il ventre.

Rovistano, tirano, accarezzano.

Vien da tranquillizzarli, invitandoli piuttosto a grattarsi la testa… intanto non si nota la differenza.

«Di questi tempi la Chiesa deve fronteggiare un doppio pericolo più temibile delle eresie del passato: la tolleranza dei miscredenti, il consenso inerte dei cristiani».

Julien Green, Pamphlet contre les catholiques de France.
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