Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Piccoli delinquenti crescono


gatti

Sabato scorso era una piacevole serata d’inizio autunno, una di quelle che t’invitano a uscire e ad approfittare di quanto propone la tua ridente cittadina. Nella fattispecie un concerto di arpa e flauto traverso intervallato dalla recita di brani dall’opera di Tolkien; o viceversa, se si preferisce. Lo spettacolo è stato alquanto interessante, a cominciare dalla lunga attesa fuori della chiesa dove si sarebbe dovuto tenere, perché nessuno aveva le chiavi per aprirla. È proseguito allorché, una volta dischiuso il portone, mancava il necessario per attivare l’impianto elettrico. Infine una lenta processione, con tanto di arpa e artisti in coda, ha improvvisato una marcia verso un’altra destinazione: un’ulteriore chiesa – la mia città ha l’incommensurabile fortuna di averne parecchie – probabilmente perché gli organizzatori si sentivano obbligati a optare per questa in rispetto al Signore… degli anelli. Finalmente si è potuto assistere alla serata, con un formidabile attore capace di recitare senza microfono e senza, oltretutto, nutrire un ben giustificato risentimento per la messa in scena fai-da-te. Terminato lo spettacolo ci attendevano degli amici, per una rimpatriata.

Uno di loro era stranamente alterato. Una condizione piuttosto rara per lui, solitamente gioviale e di buon umore. Non comprendendone a pelle la ragione, dato che non era neppure venuto al concerto, gli ho chiesto il motivo. Dopotutto gli atteggiamenti insoliti muovono a curiosità, come quando t’accade di veder sorridere un politico sebbene si sia lontani dalla campagna elettorale. Ci ha raccontato una scena davvero vergognosa, a cui ha assistito.

Quotidianamente lui, come molte altre encomiabili persone, si cura dei gatti che scelgono di vivere all’aria aperta, rinunciando agli agi del focolare domestico, agli affetti di un padrone, all’ingrasso forzato. Non è che prendano i voti come i religiosi; piuttosto hanno vaghe tendenze anarchiche, e come tutti gli esseri viventi inclini alla libertà mettono in conto una serie d’inconvenienti derivanti da uno stile di vita più disinvolto e indipendente. Per fortuna c’è chi provvede a non far mancare loro il minimo per evitare una vita di stenti e di miserie. Il mio caro amico è tra costoro: un benefattore dei mici che non avrà mai un ritratto esposto in un luogo pio né tantomeno il riconoscimento della società. Ma a gente come lui poco o nulla importa, perché ciò che conta è sapere che i gatti abbiano di che nutrirsi, senza scendere a infelici compromessi, come troppo spesso accade ai mortali pur di campare. Ebbene, sabato sera aveva portato del companatico per le bestiole. Rincasando si è imbattuto in alcuni ragazzini. Adolescenti. Avevano visto i felini e si stavano avvicinando con fare felpato alle bestiole. Proprio quell’atteggiamento misurato, circospetto, guardingo dava l’impressione che volessero fare conoscenza con i mici senza spaventarli troppo. Così pensò lui, compiaciuto per tanta inattesa sensibilità. Non è un ingenuo, sia chiaro: accade a chiunque quando si ha l’animo in pace, nell’illusione che pure gli altri siano altrettanto ben disposti. Di solito è la premessa alle fregature più cocenti. Fece alcuni passi oltre, poi si fermò e si voltò, per sincerarsi delle proprie riflessioni. Sgranò gli occhi, incredulo: gli sciagurati, armati di sassi, stavano facendo delle povere creature un tiro al bersaglio! A lui non restò che inveire contro, salvo riceversi in risposta una sequela di considerazioni che di certo non rientravano nel novero dei complimenti, delle frasi edificanti e degli apprezzamenti che di solito aprono il cuore di chi li riceve. Insulti, imprecazioni e, per chiudere in bellezza, una minaccia perentoria: «Ora ti conosciamo e sappiamo chi sei… fai attenzione!». Non che si attendesse delle scuse, delle improbabili giustificazioni per la fregola di lanciar pietre scambiando i gatti per santo Stefano da lapidare. No di certo. Ma almeno una fuga a gambe levate: non si sarebbe lavata l’onta del gesto miserabile ma ci sarebbe stata coerenza nella vigliaccheria. Vigliacchi nel prendersela con animali indifesi, per giunta mentre cenavano – e si sa quanto sia disdicevole disturbare chicchessia durante i pasti – e vigliacchi nel fuggire.

Invece i toni da intimidazione mafiosa hanno l’aggravante della consapevolezza di aver compiuto un gesto osceno e di rivendicarlo con l’orgoglio del malavitoso, che non teme di farsi giustizia da sé all’occorrenza.

La spavalderia dei delinquenti in erba e l’arroganza del gruppo: fa tristezza pensare che degli adolescenti siano così precoci a nuocere.

Spiace, perché già ci bastano e avanzano i troppi adulti di oggi…

La foto è estrapolata da http://mondosassi.blogspot.it/


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