Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

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Fin da piccolo son stato abituato a dire grazie, e ai tempi non mancava occasione in cui i miei m’intimassero di farlo, accompagnando l’invito con uno sguardo fulminante, al quale non era dato sottrarsi. Sul genere che potrei aspettarmi dal Padreterno nel giorno del Giudizio, mentre con l’indice alluderà all’uscita:

«Prendi le scale e scendi sempre giù giù giù: segui la fonte di calore».

Anzi, era proprio la paura di ricevere quelle occhiate perentorie a spingermi subito a ringraziare, pur d’evitare la condanna paterna.

Crescendo se ne comprende l’importanza, anche perché constato in prima persona quanto faccia piacere riceverlo. O dispiacere, allorché “manco un grazie” ti è dato.

Ebbene, in queste settimane il blog ha superato le centocinquantamila visualizzazioni.

Per una piazzetta virtuale così decentrata è come se altrettanti visitatori si fossero fermati in uno sperduto rifugio di montagna lontano dalle vie di comunicazione più battute: è una soddisfazione, e mi viene spontaneo ringraziarvi tutti.

Chi tra i lettori ha avuto l’occasione o la sventura di frequentarmi per ragioni lavorative sa quanto sia improntato, in ambito professionale, a una certa gravitas, d’obbligo nell’interazione con laureandi, ricercatori e studiosi.

Nel trascorrere degli anni è come se – un po’ volente un po’ nolente – mi fossi cucito addosso un abito che al di fuori del castello in cui passo, recluso, le mie giornate, risulta poi difficoltoso dismettere. Ne sorriderete, ma questo blog mi ha consentito di dissipare la cappa seriosa che avrei finito con portarmi appresso, magari pure sul tiletto da morto affisso negli spazi per gli annunci funebri.

E il merito va anche ai tanti di voi che mi hanno accompagnato in questa muta: consigli, critiche, distinguo, stimoli, richieste, appoggi morali… non sono mai mancati.

Dopotutto, riuscire ad esprimere parte di se stessi ha un effetto liberatorio, molto gratificante. Nessuna pretesa di insegnare alcunché. Piuttosto la velleità d’indurre qualche riflessione, seppur modesta, partendo da quel piano comune a molti di noi che è la vita di tutti i giorni.

Una vita fatta di piccole cose: incontri tra persone; letture di articoli, blog, libri; reazioni istintive; osservazioni sull’umanità dolente; tanta curiosità verso il mondo, sia quello che ci è vicino sia il virtuale sui social o sul web in generale. Ciascuno esperimenta sensazioni, impressioni, emozioni: alcune restano in superficie, altre diventano spunti per conoscere. Qui ho iniziato a lasciarle per iscritto. Coloro che passano – leggendole – talvolta le apprezzano, addirittura le condividono permettendo ad altri di farle proprie; talaltra le criticano o le biasimano, perché vivaddio nessuno la pensa allo stesso modo.

Ma mi ha sempre fatto piacere il garbo intercorso tra i commentatori, sul blog o sui social.

Ho cercato di evitare negli articoli volgarità o l’uso di parolacce: catturerebbero molti più lettori, per quell’inclinazione – insita in un po’ tutti quando ci si cela dietro a uno schermo – al pruriginoso, al triviale, al boccaccesco. Ma “con stile” è l’attributo che autoironicamente ho aggiunto alla mia ignoranza, e mi sforzo di restarne coerente, per quanto possibile.

Perché credo fortemente al valore educativo della bellezza del linguaggio: l’italiano è così variegato, ricco, colorito, da consentirci l’uso di alternative più nobilitanti per esprimere concetti o termini altrimenti grossolani o scurrili, e allora perché non approfittarne?

Sono convinto che abituarci a riutilizzare anche parole all’apparenza desuete o meno comuni ci arricchisca interiormente, come accade viaggiando verso molteplici mete rispetto a soggiornare per un’intera esistenza nella stessa località balneare o montana.

Delle centocinquantamila visualizzazioni diverse si son trasformate in legami d’amicizia, alcuni molto forti e arricchenti; in collaborazioni pure in altri ambiti; in crescita professionale, per quanto sempre modesta e tutta in divenire.

Soprattutto la comunità virtuale che fa capo a #adotta1blogger ha consentito un miglioramento notevole sia nell’impostazione del blog sia nella creazione di una rete sociale stimolante. Proprio la pubblicazione di articoli su La Stampa e la selezione nella rassegna settimanale di questo gruppo hanno dato consapevolezza e autorevolezza alle mie farneticazioni.

Ma è all’attaccamento di chi mi segue e di coloro che condividono articoli e spirito del blog che va la riconoscenza più spassionata: siete l’inchiostro simbolico con il quale scrivo queste righe. Senza di voi gli articoli resterebbero nei pensieri di un ignorante come tanti: grazie!

Un grazie va anche all’illustratore – Matteo Cozzo – che conoscendomi ha saputo interpretare la riconoscenza verso i lettori con quanto di meglio si possa pensare: un bel brindisi!

9 Commenti

  • Caro Luca, non è soltanto l’accuratezza del linguaggio e le tue riflessioni che condivi con questo impasticciato mondo virtuale, ma anche il garbo con cui ti poni. Sei “vero”. Chi ti legge ha sempre la piacevole sensazione di sentirsi con un amico, di averti al suo fianco. Insomma nel tuo blog ci si sente a “casa”.
    Un abbraccio.
    Mimma

  • Sonia Bertinat 1 dicembre 2016 at 12:00

    Leggerti è sempre un piacere immenso. L’uso che fai delle parole è tanto accurato quanto poco supponente (cosa che ho percepito invece in altri blog di cultori della lingua). E l’uso di parole desuete, oltre a farmi amare le possibilità espressive della nostra lingua che raramente pratichiamo, mi permette un viaggio nel tempo.
    Lieta di aver incrociato il tuo cammino 🙂

  • E’ un piacere leggere il tuo blog, caro Luca, e scoprire di te attraverso ciò che scrivi e attraverso i tuoi commenti. Adotta1blogger ci ha consentito di conoscerci ed è stata una bella scoperta e ogni giorno ci consente di condividere e imparare in una piazza virtuale ricca ed edificante. Credo che lo scrivere, oltre ad essere un’innegabile modalità espressiva molto liberatoria e terapeutica, sia davvero uno strumento per avvicinarsi a nuovi mondi e per confrontarsi su questioni di interesse comune. Ciò che più apprezzo del tuo blog è la tua capacità di trattare con leggerezza e nel contempo con profondità qualsiasi argomento, dai più intimi e personali, a quelli di “dominio pubblico”. Bravo, complimenti e grazie 🙂 con affetto Margherita (MrsBean)

  • La vedo come te sulla lingua italiana, che poi magari è la cosa che fa da collante in questo rifugio di montagna.
    Complimenti per il risultato raggiunto 🙂

    Moz-

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