Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Prostitute giovani e graziose: dove trovarle


Sulle prostitute non mi risulta che, almeno dalle nostre parti, esista una sorta di guida Michelin. Chessò? Anziché una o più stelle oppure dei gamberi rossi… delle lucciole, per indicare potenzialità di prestazione, rapporto qualità-prezzo, avvenenza e via discorrendo.

Non ci sono perché finora a chiunque sia dotato di buon senso sta a cuore la delicatezza dell’argomento e la tragicità di molte storie umane nascoste dietro al mestiere più vecchio del mondo, pur al di là delle normative di legge post Merlin, ché queste si possono sempre aggirare come è buon costume in Italia.

prostitute

casa chiusa

Ebbene la mia provincia, che a torto veste i panni di baluardo dell’oscurantismo e del bigottismo, si dimostra all’avanguardia, tanto che a promuovere un nuovo, inatteso e utile approccio al servizio su strada ci ha pensato involontariamente il giovane sindaco di un piccolo, minuto, sconosciuto paesello situato tra prati e campi, boschetti e ripe: Magliano Alpi.

Il luogo ha l’incontrovertibile fortuna di essere tagliato da una statale che collega la pianura ai monti, ma pure al mare.

Sul ciglio della strada da tempo immemorabile delle donne – prostitute, appunto – offrono sollievo, ristoro e distrazione ai molti viaggiatori di passaggio, tanto con il favore delle tenebre quanto sotto la luce del sole.

Prostitute, come lucciole in estate

Dato che non sono crocerossine o volontarie caritatevoli svolgono l’attività a pagamento. Dopotutto, come diceva la mia nonna in dialetto: «niün a fa ‘niante per ‘niante».

“Nessuno fa niente per niente”.

Tra l’altro potrei sbagliarmi ma mi pare che la zona fosse interessata da una proposta dell’UNESCO per tutelare le esercenti, perché alcune di loro erano in età talmente avanzata da ritenerle patrimonio dell’umanità.

Si narra che più d’una avesse prodigato le sue grazie a Napoleone, e via via a seguire a vari personaggi ragguardevoli della storia patria. Monumenti viventi di epoche lontane, insomma. La meritata pensione per loro è prevista all’Egizio di Torino, in buona compagnia.

Il primo cittadino dev’essersi reso conto che gli appassionati d’antiquariato sono una cerchia sempre più elitaria, e quindi ha ben pensato di far sapere all’universo mondo che da adesso il paese vanta “prostitute più giovani e graziose”, come riportato da La Stampa.

Il tono è allarmistico: da buon amministratore raccoglie l’urlo di dolore dei suoi concittadini, preoccupati per l’aumento a dismisura di queste peripatetiche in età da noviziato.

Ciò fa trapelare, ad ogni buon conto, che chi vorrà usufruire dei servigi non dovrà nemmeno fare la coda. Inoltre, come da prassi dove l’offerta è abbondante, i prezzi scendono per questioni concorrenziali: tante, a tariffe accessibili, pure carine e fresche come rose. Amo sperare che i clienti si degnino di poi passare ad accendere un cero di ringraziamento al non troppo lontano santuario di Vicoforte: è il minimo, ovvio!

L’aspetto più singolare di questa denuncia sta nella spiegazione a tanto ben di Dio giunto a soppiantare le cariatidi: «… da quando fra i clienti ci sono i profughi».

Ho strabuzzato gli occhi! Non credevo a quanto scritto. Ora… immagino avrà i suoi buoni motivi per dichiarazioni simili.

Provo a congetturarne alcuni.

Le prostitute: risorsa e stimolo sul territorio

a) Ogni imprenditore che si rispetti – e i protettori di prostitute a loro modo possono rivendicarne il titolo – sa che premiare chi lavora giova sia nel rendimento sia nella spinta motivazionale: mandando le giovani su strada dove ci sono profughi consentirà loro di trovare un po’ di soddisfazione aggiuntiva rispetto alla qualità locale avvizzita, in mal arnese, spilorcia e sudaticcia, per lo meno rispetto a richiedenti asilo che stanno in alberghi a cinque stelle. Insomma, le figliole si sveglieranno con la voglia d’andar a lavorare, a queste prospettive.

b) Per chi scappa da guerre, disastri e calamità d’ogni sorta è rinfrancante sapere di trovare connanzionali disposte a concedere un po’ d’affetto, di parlare la stessa lingua, d’intendersi, e se gli andrà bene incontreranno pure delle compagne di paese o delle amiche d’infanzia. Nulla lenisce di più la nostalgia di casa: lo sperimentiamo tutti allorché, incrociando un compatriota in terra straniera, facciamo gli amiconi pur se non oriundo della nostra provincia.

c) La presenza dei profughi come garanzia di qualità nell’offerta di lavoro su strada contribuisce ad accrescere la riconoscenza pure degli altri clienti: non appena la voce si diffonderà saranno sempre meno coloro che si lamenteranno del loro arrivo, anzi, è arguibile l’intensificarsi di sottoscrizioni e di appelli per averli anche in località finora non interessate dalle prostitute.

d) Le prefetture assumeranno nuovo personale per smistare le innumerevoli pratiche di richieste d’accoglienza.

e) “Bocca di rosa” tornerà in auge e sarà il tormentone della prossima stagione estiva, e a De André verranno intitolate piazze e vie pure nei centri agricoli, sottraendole al monopolio dei curati di campagna deceduti il secolo antecedente.

 

C’è di che farsene un vanto!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: