Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Punti di vista… oui c’est ça.


Clerc

L’illustrazione di Lucille Clerc mi pare che rappresenti al meglio ciò che dovrebbe generare – il condizionale è d’obbligo – l’esito efferato di ieri.

È un contributo costruttivo, uno tra molti. Rammarica constatare che si debbano attendere occasioni così traumatiche per assistere a tanta profusione d’inventiva e di fantasia: spopolano disegni, fumetti, immagini una più originale dell’altra, come se la passione artistica fosse stata fecondata dalla morte. Eros e Thanatos.

A proposito della satira, confesso che su di me lascia un po’ il tempo che trova: quella ben fatta riesce a strapparmi un sorriso, ma la maggior parte delle volte la volgarità e l’uso di rimandi volutamente legati alla sfera sessuale m’indispone. Non perché sia un bacchettone – figuriamoci – o un pudico che arrossisce come una probanda, e men che meno un ligio devoto dello status quo. Anzi, avvallo di buon grado chi osa mettere in discussione, provocatoriamente, ciò che rappresenta l’ordine costituito, nei limiti della civile convivenza e delle leggi… ci mancherebbe. Ma perché, pur appoggiando il diritto di far satira, m’aggrada più l’uso dell’ironia. Entrambe nascono da un’elaborazione mentale, però la seconda vi resta legata: essa svolge la critica al potere o alle pecche del nostro stile di vita nella sfera dell’intelletto. La satira invece accarezza di buon grado i bassi istinti, strizza l’occhio alla pancia dell’uomo.  Quella fa leva sull’uso della ragione, questa delle pulsioni viscerali. Nel caso francese le vignette che ridicolizzavano Maometto, oggi parecchio in circolazione, ne ritraevano il turbante con una chiara allusione ai genitali, mentre il lungo e penzolante naso del profeta completava il lavoro per connotarlo con un inequivocabile rimando fallico, secondo la prassi comune del volgo per descrivere la classica “testa di ***”, il cui concetto onorevole è opinabile. Ora, Maometto è stato un riferimento spirituale e politico; il suo insegnamento ha condizionato interi popoli; generato stati e imperi; creato una cultura significativa, alla stregua di altrettante note figure carismatiche delle grandi confessioni monoteiste da Gesù Cristo a Benigni. Personalmente vedere vignette che recitano «Le Corane c’est de la merde» non mi diverte, e lo stesso accadrebbe se si trattasse della Bibbia. Eppure è nota la mia distanza, assai critica, dalle religioni rivelate e dalle loro spesso nefande conseguenze, nel passato come nella vita di tutti i giorni. È superfluo ribadire che i fumettisti e i giornalisti francesi non meritassero la morte: in merito ha già fatto abbastanza la Chiesa bruciando al rogo fin troppi dissidenti, talvolta per molto meno, oltretutto, o certe compagini protestanti annientando cruentemente gli anabattisti: – gli estremismi della religione, in Europa, hanno “già dato” –, mi vien da chiosare.

Non mi permetto di sindacare sulle motivazioni dell’esplosione di solidarietà che ha spinto moltissimi a dichiararsi “je suis Charlie”. Presumo che ciascuno abbia la sua buona ragione e che questa moltitudine conoscesse il lavoro artistico della redazione, che non risparmiava neppure il mondo cattolico e quello ebraico, senza mezzi termini. Satira spietata e sovente blasfema. Ferventi devoti oggi s’identificano con gli irriverenti autori d’Oltralpe brutalmente uccisi, i medesimi sui quali – in altri momenti – avrebbero scagliato anatemi furiosi, se solamente ne avessero mai letto le pubblicazioni.

Certo la mostruosità dell’evento colpisce emotivamente.

Certo il fatto che provenga da fanatici islamici – che niente hanno a che spartire con i musulmani professanti o i non praticanti – ha galvanizzato ancor più l’adesione, aldilà di chi fossero le vittime, le ideologie culturali di riferimento, le loro posizioni politiche.

Mi piace però pensare che i più siano convinti fautori della libertà d’espressione. Tout-court. L’idea esalta la mia proverbiale ingenuità. Voglio davvero vederla così, perché solo in quest’ottica l’illustrazione della Clerc avrà un senso: nasceranno nuove matite, dalla punta ancora più affilata. E ad accoglierle ci sarà l’enorme folla dei sostenitori, i milioni di Charlie di oggi. Non saranno morti invano.

Infine, fa una certa impressione constatare che i fanatici islamici usino coltelli affilati per uccidere mostruosamente le loro vittime. Sparare con dei kalashnikov! Un affronto osceno alla patria della lama per eccellenza: la ghigliottina.

Tout le monde le sait!

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