Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Questione di simboli


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Stamattina, in questa fredda domenica di dicembre, sono stato in un centro di elettrodomestici. Ieri infatti s’era rotta la lavatrice. Beh, per la verità forse non s’era proprio rotta nel senso stretto del termine: avevo ricevuto una telefona sul lavoro nel primo pomeriggio con la quale mia moglie diagnosticava il probabile trapasso della quasi ventennale, mai abbastanza lodata e sempre servizievole lavatrice. Mi suggeriva di smontarla, per verificare se si sarebbe potuta riparare o meno. Per una rocambolesca serie di fraintendimenti, una volta rincasato dopo il lavoro avevo provato a metterci mano. Ovviamente capisco di lavatrici alla stregua di quanto sia edotto sulla fisica quantistica, ma le disposizioni erano state perentorie e l’ultima cosa che avrei voluto sarebbe stata di affrontare un weekend colpevolizzato per inedia o per lassismo. A farla breve, mentre svitavo alcuni bulloni ho sentito un rumore interno… mia moglie era fuori per commissioni e io desideravo far presto, per accoglierla con il bucato in lavaggio. Nella concitazione devo aver rotto qualche oscuro, arcano e sconosciuto ingranaggio. Al suo rientro mi son sentito dire – a proposito della lavatrice – che non ci sarebbero stati problemi: era soltanto la cinghia di trasmissione ad essere saltata. Esiste una cinghia di trasmissione? Ho dovuto palesare il danno, tra mille “forse…”, “se…”, “può essere che…”, e un “malauguratamente…” che non guasta mai.  E rimediare appunto con la promessa di una nuova lavatrice. Non immaginavo ne esistessero di tali e tanti modelli, come non pensavo di trovare una folla così nutrita a metà mattinata, di domenica: perfino più dei fedeli alla messa per la comunione o mendicati in coda alla Caritas – ché, di questi tempi, se ne prevede un aumento vertiginoso! Solo l’urgenza di riavere una lavatrice mi aveva spinto a fare acquisti durante un giorno festivo e mai avrei creduto che vi fossero tante persone nella nostra stessa condizione.

Giravo tra la rassegna di elettrodomestici esposti in bella vista con sguardo estatico: a tutto quel luccichio, quella brillantezza di smalti laccati, di superfici levigate, corrispondeva nella sostanza la concretizzazione del progresso tecnologico. Soltanto a decifrare i simboli e le sigle per scoprire quanta energia si può risparmiare, il carico di panni sporchi lavabili, la quantità d’acqua impiegata ci avrei messo lo stesso tempo del leggermi uno di quei testi di letterati impegnati come Baricco, Moccia o Volo. Con altrettanto compiacimento.

Penso di non essere mai abbastanza grato al sapere tecnologico che fa della nostra società l’avanguardia della civiltà. Stasera, poi, acceso il pc per il puro piacere di navigare quanto basta per farmi i fatti altrui, ecco che scopro, a proposito di società evoluta, che a Marsiglia l’amministrazione comunale aveva dotato i senzatetto di un badge con tutte le informazioni sanitarie per identificarli, alla bisogna*.  Encomiabile: ecco i risultati tangibili dello sforzo celebrale di ingegneri, tecnici, politici e assistenti sociali. E mettiamoci pure i grafici, in questo caso. Già, perché l’unico neo che ha fatto fare marcia indietro agli amministratori della ridente città della Coté è stato proprio un simbolo grafico: avevano dato disposizioni affinché il cartellino appeso al collo dei clochards avesse un vistoso triangolo giallo. Neppure troppo originale, va detto. Perché parrebbe che già ci fosse stato qualche precedente nel secolo scorso. Poca roba ma i soliti nostalgici non hanno gradito. Tanto lavoro per niente.

Alla fin fine osservo la lavatrice nuova con compiacimento, con la convinzione che i progressi della scienza e della tecnica continuano a giovare a tutti noi, alla pari dei nuovi antinfiammatori che placano la mia influenza latente. Nello stesso tempo però constato quanto, in quei campi che erano terreno fertile di un umanesimo pregno di conoscenza e di sensibilità, il regresso sia sempre più incalzante. Viviamo in un mondo gravido di tecnocrati e orfano di hommes de Lettre, di sapienti, di cultori dell’umana natura, del bello, del sensibile. Un mondo funzionale ma arido.

Nelle festività natalizie poi, l’aridità di cuore ha un sentore perfino più amaro.

*http://www.linkiesta.it/homeless-triangolo-giallo-marsiglia.

L’immagine è di Anne-Christine Poujoulat.
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