Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Quando sarò grande vorrò fare l’uomo


Me lo sono ripromesso: una volta che crescerò farò l’uomo. Alludo al modello virile di ogni “maschio alfa” che si rispetti. Per ora m’accontento di essere ciò che sento più naturale: una persona con i suoi pro e contro, come quasi tutti i mortali.

Al momento valuto gli altri con i medesimi parametri, e il loro essere donna o uomo è un connotato fisico di certo caratterizzante ma non primario rispetto al rapportarmi con la persona in se stessa.

Dunque non m’importa granché se svolgano un lavoro o se abbiano interessi considerati da certuni appannaggio dell’altro sesso.

A me basta che possano scegliere di propria volontà e non per un’imposizione di terzi.

In casa “a portare i pantaloni” è stata spesso mia moglie, ed ha sempre assolto il compito in modo più che egregio. Negli anni ha inquadrato mia figlia ed io come solo un ammaestratore di leoni sarebbe stato capace.

Invece le camicie – tanto per dire – le stiro da me, e rammendo i calzini o le tasche delle braghe bucate, ma nel sovvertire (parolona) taluni cliché mi sento quasi ridicolo al pensiero che esistano davvero.

uomo

Eppure non è così scontato. Anzi.

Stereotipi come se non ci fosse un domani

L’altro giorno ho postato sui social la foto di un nido scovato tra un cespuglio in giardino. L’ho accompagnata da un rimando alla sindrome del nido vuoto, in riferimento “alle prove” del futuro abbandono delle mura domestiche da parte di mia figlia, dato che prima o poi accadrà, com’è nell’ordine delle cose.

Una commentatrice mi ha fatto presente che «di solito colpisce le donne…».

Ho riso tra me e me appena l’ho letto e ho risposto di non aver mai fatto distinzioni di genere. Di rimando lei ha sottolineato che «nei manuali di psicologia il maschio non è mai contemplato se non per l’invidia del pene».

Sorvolo sull’argomento – la manualistica del settore, intendo – perché per disquisire è opportuno conoscere la disciplina a fondo, ma mi pare che non occorra invocare la trattatistica per disvelare l’ovvio, ossia che pur l’uomo (il termine maschio lo lascio agli etologi) soffre allorché la propria figlia va via da casa, a meno di essere stato vessato per decenni da capricci, da rivendicazioni esose, da soverchie pretese.

Se a me accadrà – stando all’opinabile versione psicologica – sarà per mancanza di virilità, visto che “si tratterebbe” di un’esclusiva delle donne!

Non che abbia perso il sonno, ma lo sgomento m’ha indotto a ponderare con più dovizia d’intenti la vitale importanza di diventare un uomo, prima o poi.

Ciò mi eviterà svariate scocciature, come appunto rattristarmi il giorno che la cameretta dell’Infanta resterà vuota.

Gioverà nel fugare i sospetti su una dubbia masculinità adesso maldestramente celata dalla barba. Sigh.

Lenirà l’inclinazione al pianto, di cui invece son soggetto in certi frangenti pregni di pathos o di emotività oppure di dolore, e non solo quando verifico il saldo del conto corrente.

 

Per adesso rimando i buoni propositi, ma intanto ne scrivo

Quest’estate ho partecipato a un concorso letterario nazionale.

Che c’azzecca con il discorso sopra? C’entra perché la tematica del bando riguardava proprio la tematica “di genere”: un invito a sfatare i troppi, diffusi, onnipresenti luoghi comuni.

«E se, insieme alle donne, anche gli uomini si ribellassero a queste narrazioni distorte e soffocanti della realtà?»,

recita una frase della Ananke lab, casa editrice impegnata, innovativa e dinamica.

Una sorta di provocazione davanti alla quale non ci si trattiene se fin sotto la pelle si sente l’impellenza di sfatare gli stereotipi.

Quindi mi cimentai con la voglia di metterci del mio – ben poco, ma pur sempre un’azione, un contributo, un gesto – per non essere da meno.

Nei giorni scorsi ho appreso di essere tra i vincitori: grande soddisfazione, com’è scontato.

Brindisi con amici, sorvolando sui Te Deum: il duomo era occupato per ben più nobili eventi.

La presentazione del libro sarà il 25 novembre a Torino: chi volesse restare aggiornato ha la possibilità di seguire la pagina social di Ananke lab.

Basterà un clik sul “mi piace” 😉

uomo