Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Scherzi fanne tanti, ma non toccare i santi!


Ho esitato un po’ prima di postare questa foto che ritrae un sant’uomo, devoto e pio, con la sua creatura ormai in balia dei rituali di Halloween. Stamattina però ho letto, a margine di un evento musicale che giovani amici animeranno questa sera, un commento che m’ha dato il “La”. Non conosco l’autrice – e in questo caso è un bene perché così non vi è nulla di personale – ma il suo intervento mi ha gratificato come una tromba da stadio suonata alle spalle quando meno te l’aspetti. Trattandosi di un’esibizione musicale infatti t’immagini commenti d’incoraggiamento, adesioni, richieste varie… invece la signora si è premunita di ricordare ai partecipanti che il primo novembre, per lei personalmente, è la festa di tutti i santi. Embè? Forse non è stampato sui calendari? C’è bisogno di rammentarlo? Almeno che di professione non sia una fioraia a corto di clienti smaniosa di farsi pubblicità, vien da pensare che l’uscita sia provocatoria. Ad onor del vero va detto che l’ha fatto con garbo, in punta di piedi. Con molta meno enfasi di coloro che sentenziano dal pulpito farneticazioni sull’influenza demoniaca di Halloween, sulla compartecipazione alle feste di decine e decine di diavoli risaliti apposta dall’inferno per fare adepti, sullo sterminio delle tradizioni nostrane a favore delle pratiche d’Oltreoceano.

Scusate l’uscita alquanto grossolana: «… ma fatevi una vita!».

Sul serio. Che poi sia una vita di fede, meglio ancora, ma di quella vera, grazie alla quale la propria religiosità s’incarna in opere di carità concrete. Il resto è straziante! Queste attestazioni di devozione suonano patetiche, come se al Padreterno venisse una sincope nel vedere bambini festosi che chiedono «dolcetto o scherzetto» bussando alle case. O ripensasse ad inviare un nuovo diluvio universale perché i giovani, anziché appoggiare le ginocchia sulla sedia inclinata per iniziare un’interminabile recita serale del rosario, in casa con i parenti, il caminetto acceso, la gatta accucciata, le castagne da abbrustolire, vanno a divertirsi insieme mascherati: ascoltano musica, ridono, socializzano.

Invece i moralisti di turno deprecano la mancanza di rispetto per i defunti. Già i defunti, ovvero le loro madri e i loro padri che magari un bel po’ prima di morire i solerti figli avevano pensato bene di relegare in pensionato. Esiliati e abbandonati lì, dove andavano a trovarli perfino più di rado di quanto facciano adesso per Ognissanti. Ora almeno gli portano i fiori. Prima neppure le “eucaliptos” da succhiarsi in santa pace (ve le ricordate? Le caramelle nella carta nera a pois, con una fascia gialla?). Però esigono, pretendono, reclamano il rispetto per i defunti, oltraggiati dalle streghe, dagli zombie, dagli spettri e dai vampiri. Coloro che, svestiti di questi panni e struccati dal sangue, dalle occhiaie e dalle cicatrici, nella vita di tutti i giorni hanno occhi per vedere e testa per giudicare cosa significhi il rispetto per i propri cari. Vivi o morti che siano. E sanno benissimo che è un’altra cosa dallo sciorinare litanie o accendere un lume sulla tomba nel cimitero , per quanto sacrosanto sia pure questo rituale.

Si depreca il gusto per l’orrido, l’inclinazione per il terrifico: ebbene, un mio caro amico ha vestito i suoi due adorabili pargoli l’uno da “triste mietitore”, l’altra da “streghetta”. Lo ritengo un genitore modello, ineccepibile. Dovendoli accompagnare in giro s’è reso conto che, nonostante i costumi fossero più che calzanti, mancava ancora qualcosa per rendere il quadretto davvero spaventoso. Così si è travestito pure lui e – tanto per cambiare – s’è fatto prendere la mano: si è conciato nientemeno che da “comunista”!

Una settimana fa s’è introdotta l’ora solare: vien da credere che certuni, per eccesso di zelo, abbiano tirato indietro il tempo non di sessanta minuti… ma di un secolo.

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4 Commenti

  • Stasera mi trovo in una città animata e fighetta e di ragazzini mascherati ce n’è in giro a frotte ma la festa d’importazione non mi sembra lontanamente in grado di scalfire la primazia di quella carnevalata mercantile che è il natale. Che soprattutto è l’oppio dei popoli!

  • Caro Luca, condivido – come spesso accade – ogni tua parola, e non finirò mai di battermi affinché gli uomini grigi di Momo non abbiano il sopravvento sull’eterno piccolo principe che dovrebbe albergare in ognuno di noi. Per restare nel clima di paura che pervade – almeno a parole – questa serata di fine ottobre (a proposito, ma sanno i bacchettoni qual è l’etimologia della parola “halloween”?) ti riporto la frase che originariamente il protagonista di Shining scrive ossessivamente sulla macchina da scrivere all’inizio della sua crisi paranoica. In italiano è stata messa la stupida frase “le ore del mattino hanno l’oro in bocca” (che non c’entra niente); ma nel film originale la frase è “All work and no play make Jack a dull boy”. Stupenda! Buon fine settimana! (volevo in verità scrivere week end, ma poi temo che verrei tacciato di perfida albiofilia, oltraggiosa per le nostre ruspanti origini cristiane).

  • Luca Bedino

    Dici bene, Sonia, e ciò che più m’indigna è la presunzione a monte d’imporre una sorta di morale, di comportamento etico, anche a chi nulla fa di male e nulla pretende dagli altri. Quasi che chiamare in campo i defunti – e quindi il sacrale rispetto dei morti – serva come pretesto “etico” per bacchettare scelte ispirate al divertimento senza secondi fini, facendole apparire come immorali!

  • Standing ovation!
    Poi però sono i primi a non disdegnare albero di Natale e luci stroboscopiche sui balconi prossimi venturi. Non sono anch’essi retaggi pagani?? E vogliamo parlare dell’ipocrisia per cui i cimiteri sono discariche di fiori morti per 362gg all’anno e in questi giorni rifioriscono “per non fare brutta figura?” con tanto di signore ‘cognate’ di fresco?

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