Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

SLAp! I deserved really.


Emergency

La notizia è del genere che vale la pena palesare: a Torino è stata scoperta la diagnosi precoce della SLA*. Nota al merito alla Sanità piemontese. Incrociamo le dita e speriamo che si diffonda pur senza mezzi alternativi, perchè a volte… il passaparola fa miracoli!

Nel mio piccolo invece mi son reso conto, dopo aver fatto passare alcuni giorni di decantazione, che le “docce ghiacciate” hanno sortito un encomiabile effetto. Tra parentesi: gli innumerevoli anglofoni nostrani non me ne vogliano se non cito il termine in inglese ma lo comprendo pressappoco come il dogma della Transustanziazione, e pertanto è inutile che faccia “il saputo” senza avere la dimestichezza necessaria per citare più di una frase fatta.

Dicevo…  riesumare la catena di sant’Antonio, in barba a chi la credeva estinta, ha funzionato, dando notorietà alla tematica. Lo stesso è servito per mettere mano alla moneta sonante.

Ammetto di aver creduto che la SLA fosse molto conosciuta, dato il risalto offerto da Tv e dai giornali per le legittime rivendicazioni dei malati davanti al parlamento, a suo tempo. Così non era ed a trarmi in errore è stato pure il fatto che nella mia città viva un malato che fa ben parlare di sé oltre i confini locali. È un medico, una figura eroica, il quale, pur affetto dalla sclerosi laterale amiotrofica, è riuscito a scrivere un romanzo autobiografico sulla propria esperienza**. Dunque qui nessuno può dire di non conoscerla, grazie alla campagna di sensibilizzazione avviata; alle presentazioni del volume; ai giornali che hanno pubblicizzato la sua esperienza e quella dei molti accomunati nelle traversie burocratiche e sanitarie nazionali. Ho peccato di generalizzazione e quindi ho ritenuto impropria la doccia ghiacciata, che avrei visto meglio, a mio modestissimo parere, per denunciare situazioni alternative, in analogia al termine “è stata una doccia fredda” in riferimento a licenziamenti e a perdite di lavoro.

E’ vero che nel contempo m’è accaduto di leggere esternazioni “paradossali” da parte di malati e dei loro congiunti, come quella di Stefano Marangone e della moglie, non certo degli anonimi in ambito nazionale nella lotta alla SLA, sulla “doccia ghiacciata”: «Si tratta di un altro modo per distogliere l’attenzione dai problemi veri – afferma Paola -, un insulto ai malati che scioperano di fame e di sete pur essendo in punto di morte ogni istante. Stefano e io siamo molto offesi da questa trovata. Indignati»**, o di Mariangela Lamanna, vicepresidente del «Comitato 16 novembre» che raggruppa i malati di SLA in Italia, la quale sul Corriere della Sera on line di ferragosto dichiara: «Le secchiate? Solo ipocrisia». Nello stesso articolo però il presidente dell’AISLA Massimo Mauro si ritiene entusiasta per l’impennata di donazioni.

Immagino che se a ridire siano dei diretti interessati, essi avessero un loro rispettabile punto di vista, perché non si usa “ipocrisia” con la stessa leggerezza con cui i pressappochisti di provincia affibbiano del “perbenista” a chicchessia; né si resta indignati senza giusto motivo. Comunque a me tocca il mea culpa, un sonoro ceffone simbolico, per aver osato criticare quanto si è invece dimostrato un nobile gesto.

Mmmmmm… mi resta soltanto un piccolo, sparuto, scarno cruccio: la doccia ghiacciata rivela quanto sia vana e inconcludente l’informazione dello schermo televisivo, del web e della carta stampata. O meglio: le notizie restano nella mente umana se corroborate da imprese – come dire? – originali, in grado di colpire la vista e l’immaginario. Avrei dovuto saperlo: perfino la Vergine è costretta ad apparire dall’aldilà di quando in quando, per rispolverare la memoria perché soltanto le prediche non bastano più, no?

Siamo a una sorta di versione contemporanea – alquanto riadattata – della Biblia pauperum.

Si è creato un precedente efficace come strategia comunicativa per sensibilizzare le masse, ritenuto moralmente degno… e non è politicamente corretto sostenere l’inverso.

Da adesso in avanti per far conoscere problematiche umanitarie e per arrivare ai cuori – e al portafoglio – ci si dovrà cimentare in gesti ancora più eclatanti perché, si sa, la gente è sempre satolla di novità e notoriamente ha in odio il déjà vu. Occorrerà superarsi per raggiungere lo scopo.

Una bella sfida: non vorrei, ad esempio, essere al posto di Gino Strada. Cito quest’uomo straordinario perché Emergency (Emergency??? è contagiosa?) quest’anno compie vent’anni, e così ne approfitto per comunicare – almeno per chi legge in zona – che venerdì 29 agosto li si festeggerà con un Apericena Solidale, allietato dalla musica del gruppo “Voci fuori dal coro” diretto da Roberto Beccaria, nella vineria della Piazzetta delle Uova, a partire dalle 19:30. L’offerta è di 15 euro, di cui 9 euro per i progetti di Emergency; è cortesemente richiesta una prenotazione 3922975971 – 0172633716.

Ah, per chi ancora non lo sapesse, Emergency non è soltanto l’avviso su un pulsante d’allarme.

Scusatemi se sono tanto banale da limitarmi a scriverlo. Mi fa difetto la fantasia.

 

 

 

 
http://www.torinotoday.it/cronaca/diagnosi-anticipiata-sla-torino.html
** Alberto Damilano, Questa notte è la mia, Longanesi Editore 2013.
*** http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/08/25/news/meno-docce-fredde-piu-azioni-concrete-la-rabbia-dei-malati-1.9814128
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