Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Spettri e fantasmi. Orrore e terrore


Di solito non ceniamo tardi e terminato di mangiare esco a fare due passi con il cane. Mercoledì scorso invece ci si era attardati un po’ e così, mentre lavavo i piatti, ho avuto l’impareggiabile soddisfazione di orecchiare dalla televisione un programma denominato “Mistero”. Guardo di rado la Tv, quasi mai d’estate, e non m’era mai toccata la fortuna di godere di una trasmissione tanto istruttiva quanto avvincente. A tavola eravamo solo in tre e il pasto fu piuttosto frugale, quindi le stoviglie passarono in fretta al risciacquo e non ebbi l’opportunità di fermarmi abbastanza per scoprire i segreti di Atlantide. Ricordo d’averne letto dalla buonanima di Umberto Eco, ma le sue pagine* non sono paragonabili alle immagini e, ancor più, alla persuasività dei protagonisti della ricerca in loco. Cercai di farmene una ragione: l’esigenza di uscire mi costringeva a rinunciare, ma d’altronde non era la prima volta che perdevo qualcosa d’avvincente!

Ieri sera ho ricevuto un messaggio da un amico lontano. Mi chiedeva ragguagli sulla visita di “un team di paranormali” – li definiva lui – prevista oggi, proprio nel castello dove vivo recluso durante le ore lavorative per non far danni alla società. Gli risposi di non saperne nulla.

Stamattina, invece, scopro che in giornata sarebbero davvero arrivati dei cercatori di spettri e che – guarda caso – codesti intrepidi eseguono indagini per il programma di approfondimento culturale che ebbi la ventura d’incrociare sull’irta via della conoscenza e dell’erudizione due giorni addietro.

Siccome nel pomeriggio odierno sarei stato a casa, ho verificato con maggior scrupolo: la possibilità che nel XXI secolo non soltanto ci sia ancora chi crede nei fantasmi ma addirittura li cerca… per giunta nel castello dove lavoro, mi riempie di compiacimento. Perché se esistono gli spettri come si credeva un tempo, nulla vieta che presto o tardi comparirà pure un drago, e che magari un giorno mi capiterà di trovare il Sacro Graal spostando qualche incunabolo o delle pergamene arrotolate.

L’ufficio turistico locale intanto ha emanato un dispaccio virtuale:

«Dicerie inquietanti, leggende su leggende, storie di fantasmi e di presenze ai confini della realtà al Castello… Se anche tu hai qualcosa del genere da raccontare sul maniero degli Acaia, contatta gli indagatori del paranormale… ».

Ma dai! Le uniche dicerie che in oltre ben vent’anni lì dentro m’era capitato di sentire durante le pause caffè vertevano su raccomandati, su concorsi pilotati, su pettegolezzi propri dell’umana natura. E invece scopro dell’esistenza di “leggende su leggende” – materiale per scrivere una nuova bibbia -, evidentemente in concorrenza con quella del furto delle reliquie del santo patrono da Narni. Sulle presenza ai confini della realtà evito di pronunciarmi perché sarebbe di cattivo gusto tracciare un’autobiografia, ma ciò che maggiormente mi ha costernato è il commento a un post pubblico di una monaca buddista zen: « …dopo il grande mandala di sabbia realizzato anni fa per giorni dai lama tibetani dentro il Castello (nella sala sotto), l’energia sottile di tutto l’edificio è stata molto purificata. Comunque, teneteci aggiornati per favore».

Toh, c’era energia sottile lì dentro! Altro che amianto!!! E ci voleva un grande mandala per debellarla. Non del tutto. Di molto. Decisamente meglio di niente, dunque. Anno di grazia 2016, notare!

Il buon Agostino, non proprio l’altro ieri, scriveva:

«E così per il fatto che dei martiri si son fatti presenti per guarire o per aiutare qualcuno non si deve pensare che qualsiasi defunto si possa interessare delle cose dei vivi. Semmai è più giusto pensare che per potenza divina i martiri intervengono nelle cose degli uomini proprio perché i defunti, nella loro condizione naturale, non possono intervenire nelle cose dei vivi»*.

Quindi, se avesse ragione lui, nel castello vagherebbe il fior fiore della scuderia celeste, per guarire o aiutare. Ora, non è che pretenda chissà che intervento, ma qualora gli investigatori del paranormale ne trovassero uno potrei sperare di guarire dall’ignoranza, o in un aiutino per la ricrescita della chioma o per imparare una volta per tutte l’aramaico. Sempre che il mandala non abbia ridotto le presenze a un cherubino svolazzante con arco e frecce, del cui intervento non saprei che farmene.

C’è però un altro problema, non da poco.

«I fantasmi appartengono all’élite dei morti, i santi, che in genere appaiono a chierici o monaci oppure a re, che sono alla loro volta dei vivi eccezionali»***.

Ora capisco perché a me non è mai apparso nessuno né accadrà in futuro. Eccezion fatta per qualche piccione sul davanzale della finestra, di tanto in tanto. Tutto secondo le debite proporzioni, insomma.

Mi ha preso un tantino lo sconforto. Siccome però non mi fa difetto la fantasia – e lo scrivo con malcelato orgoglio – potrei azzardare che l’arrivo di questa squadra d’eroi non serva soltanto per deliziarci di una prossima puntata di Mistero. La verità potrebbe essere un’altra: il primo sabato di agosto arriverà il Ministro Boschi e sarà ospitata proprio nel castello per illustrare le iperboliche meraviglie della riforma costituzionale.

È necessaria una bonifica degli ambienti: meglio evitare lo spiacevole inconveniente di sentire qualche voce dall’oltretomba in dovere di fare qualche smentita alle sue dichiarazioni.

È pur sempre una terra di caduti partigiani, la nostra.


* UMBERTO ECO, Storia delle terre e dei luoghi meravigliosi, Bompiani, Milano 2013, pp. 180-221.
** AGOSTINO D’IPPONA, De cura pro mortuis gerenda, liber unus, XVI.19:
«Non igitur ideo putandum est vivorum rebus quoslibet interesse posse defunctos, quoniam quibusdam sanandis vel adiuvandis martyres adsunt: sed ideo potius intellegendum est quod per divinam potentiam martyres vivorum rebus intersunt, quoniam defuncti per naturam propriam vivorum rebus interesse non possunt».
*** JEAN-CLAUDE SCHMITT, Medioevo «superstizioso», Laterza, Bari 204, p. 63.
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