Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Svegliati Italia… prima che il gallo canti!


Ieri son stato a Torino alla manifestazione “È ora di essere civili. #SvegliatiItalia” . Era in piazza Carignano. Mi son fermato lì due orette buone. Una noia mortale. Non c’era quasi nessuno, esclusa qualche faccia triste e mugugnata. Nulla più che delle comparse da messinscena, grigie e insipide, che hanno ormai fatto il loro tempo. Qui sotto la galleria fotografica attesta la veridicità delle mie affermazioni. Non mi dilungo oltre, le immagini sono eloquenti:

 

 

 

Poi mi son trasferito in piazza Lagrange, alle 17:30. Un’altra manifestazione teneva banco, nello spazio circoscritto da transenne e con uno schieramento di forze dell’ordine da far invidia al tour nazionale della salma di don Bosco dello scorso anno. Lì c’erano le Sentinelle in piedi. Un bel gesto, non una decisione provocatoria, perché da cristiani come solo loro sanno essere, han pensato bene di offrire un’alternativa ai torinesi.

Soltanto per modestia non hanno scelto piazza San Carlo, preferendo la più sommessa piazzetta attigua a Via Lagrange. E per non occultare la vista della piazza Carlo Felice han pensato bene di non venire in troppi, così si poteva ammirare il panorama retrostante. Pure questa è una scelta altruista: se fossero state le consuete migliaia e migliaia avrebbero potuto scaldarsi vicendevolmente, l’uno attaccato all’altra, invece in questo modo l’aria passava intorno. Peraltro è anche vero che troppo a ridosso sarebbero forse nati turpi pensieri… e prevenire è meglio che curare.

Ogni sentinella aveva un lumino acceso ai piedi. Ricordavano quelli sulle tombe. Immagino fosse un rimando ai sepolcri di evangelica memoria. In effetti erano davvero belli a vedersi, così… dall’esterno.

Nulla lasciato al caso: perfino il cartellone pubblicitario dev’essere stato scelto in modo mirato, a giudicare dalla frase che troneggiava in alto.

Poi è arrivata gente dall’altra manifestazione. Giovani, soprattutto. Spuntati come funghi. Smaniavano dalla voglia di suonare sveglie, chissà perché poi. Quindi si sono attaccati ai campanelli delle biciclette pubbliche allineate dinnanzi alle transenne. Presumo volessero accompagnare con un po’ di musica il momento celestiale: sanno quanto a costoro piaccia, e in mancanza di un organo hanno rimediato come meglio potevano.

I ragazzi si fanno prendere dall’entusiasmo, si sa: hanno subito colto la passione per la lettura – fiore all’occhiello delle sentinelle – e così c’era chi porgeva loro l’Orlando della Woolf; chi un cartello con frasi eloquenti; chi ancora un grosso striscione: ciascuno voleva fornire il proprio contributo. Infine i presenti hanno intonato dei cori: una carineria per far leva sulla sensibilità per il polifonico delle sentinelle.

Quest’altra galleria fotografica fornisce lumi:

 

 

 

Credevo di concludere così il mio weekend. Invece le vie del Signore sono infinite. Oggi, domenica, scopro che le Sentinelle in piedi avrebbero omaggiato la mia città con la loro presenza. Un evento imperdibile.

Ero membro di una giuria per un concorso artistico per la Giornata della Memoria e sono riuscito a liberarmi appena in tempo, prima che le tenebre avvolgessero lo spazio sacrale che accoglieva il fior fiore di un certo cattolicesimo. Perché – per inciso – l’errore che troppo spesso accade è di fare “di tutta l’erba un fascio”.

A differenza della manifestazione del giorno antecedente in piazza Carignano, qui dovevi sgomitare per passare tra la folla. Molte sentinelle non erano più presenti perché l’afflato mistico le aveva così impregnate da levitare verso l’alto, come le lanterne cinesi quando si scaldano. Non è facile mantenere i piedi per terra, quando l’ascetismo ti scorre nelle vene come la carità cristiana nel cuore.

Leggevano. Non tutte per la verità. Silenti, salvo qualcuna vicino al vessillo, che parlicchiva. Offrivano però una testimonianza d’amore per il prossimo inusuale nella mia città: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Era come se l’avessero scritto in fronte, con il sangue dell’Agnello.

 

 

Ora, ciascuno è libero di manifestare le proprie convinzioni nei modi che ritiene legittimi, e starsene in piedi a leggere, zitti, è sicuramente meglio di altre opzioni. Almeno ci risparmiano la predica.

Non condivido neppure lontanamente il loro messaggio, ovvero che la famiglia tradizionale, di un uomo e una donna, sia l’unica forma possibile e legale di vita insieme. Ma c’è una frase che mi ha colpito – l’ho letta in queste ore sui social – ed è di una giovane – Federica – la quale si riferisce a questa modalità tutta peculiare d’intendere la carità secondo le sentinelle in piedi:

 «… se pur “pacifica”, sa ferire tanti cuori».

Sa ferire tanti cuori!

Non si potrebbe aggiungere altro.

 

 


 

Immagine di apertura di Claudia Peters

 

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2 Commenti

  • Che tristezza infinita. Una volta si manifestava per averli i diritti, adesso per negarli.

    • Luca

      Paghiamo pegno al tramonto di quei valori di solidarietà e di fratellanza universale che hanno caratterizzato le rivendicazioni del passato. L’individualismo, il “coltivar ciascuno il proprio orticello”, il bisogno di trovare un capro espiatorio è ciò che troppo spesso dilaga. Resto però fiducioso, perché credo che nonostante tutto il desiderio di riscatto e il bisogno di più umanità finirà con il prevalere, presto o tardi.

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