Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Un furto… e non è più la solita musica


Sabato prossimo sarà una serata piuttosto particolare, almeno per me.

Perché è la vigilia delle elezioni? In parte, certo, però si è abituati alle grandi vigilie, dopotutto Natale è stato soltanto due mesetti fa… e poi già si sa che arriverà un nuovo salvatore del mondo. C’è la fila per accaparrarsi il ruolo.

No, sabato sarà particolare perché andrò a sentire dei ragazzi suonare, e l’evento ha un sapore piuttosto amaro, sebbene la serata si riconfermerà un bel momento: garantisce il FreakOut.

Si tratta di una Freak benefit: parte del ricavato andrà in beneficenza.

Nessuna pretesa di salvare il mondo, sfamare continenti, devolvere il proprio stipendio o altre azioni meritorie, lodevoli o commoventi. Molto più terra a terra: si cerca di dare una mano a due dei quattro gruppi che suoneranno lì.

Non occorre portare vestiti, coperte, cibarie: campano comunque. Serve invece del sostegno morale, che è una gran bella cosa, soprattutto se oltre a una pacca sulle spalle e un sorriso mesto – ingredienti tipici per la circostanza – si aggiunge pure un gesto tangibile.

Non è che lo chiedano loro, sia chiaro: l’evento si sarebbe fatto lo stesso.

È un modo per dimostrare loro solidarietà.

Non passeranno neppure con il bastone lungo due metri e la sacca penzolante all’estremità per le limosine come in chiesa, e nessuno si metterà seduto per terra con una fila di santini accanto, il cappello in mano e la scritta sul cartone “fate la carità”.

Ma che è successo?

È capitato che ancora una volta la realtà offra uno spaccato di se stessa meno edulcorato e zuccheroso della fantasia. Ribadisco di non alludere alla politica soltanto perché riguarda una ruberia.

Nelle sale prove non c’è soltanto gente che va a suonare, a cantare, a registrare, a litigare, a sudare e a farsi selfie. Ce n’è che aspetta il momento propizio, s’intrufola lì dentro, e si porta via gli strumenti. Quelli degli altri, s’intende.

Già, furto.

E ben poco potrà consolare l’idea che si tratti di fan sfegatati i quali, pur di avere a casa un pezzo dell’artista preferito, sarebbero disposti a tutto. Come non allevia lo smacco ipotizzare un mercato di nicchia di collezionisti con tendenze feticiste.

Il danno è ingente, e i gruppi alla fin fine devono fare i conti con l’economia quotidiana, pur essendo affermati. Per fortuna non esageratamente famosi… altrimenti al posto degli strumenti adesso si raccoglierebbero soldi per il riscatto di un bassista o di un batterista, di una cantante o di un chitarrista.

Oggi do una mano a te, domani tu la darai a me

Beh, speriamo di no! Nel senso che a nessuno piace l’idea che possa diventare tendenza accaparrarsi gli strumenti musicali degli altri.

Nel contempo però è bello constatare il sostegno di chi è nel settore, e di coloro che seguono i gruppi musicali. Voglio dire: è appagante dal palco sapere che mentre si suona si conquistano cuori, si mandano in deliquio folle estasiate e si fanno sognare le fan, ma lo è altrettanto constatare che l’ammirazione non si fermi al concerto.

Attesta che la competizione la si può lasciare agli arrivisti, mentre l’appoggio reciproco è diverso: si è sulla stessa barca, insomma, e come si condividono i successi altrettanto accade per le sventure.

Poteva capitare a chiunque.

Certo, resta l’amaro in bocca. Meno aromatico del digestivo con ghiaccio.

Anche perché gli strumenti non sono soltanto oggetti, peraltro costosi.

Spesso hanno un valore affettivo notevole: la chitarra del primo concerto; quella comprata con i risparmi di una vita o regalata da una persona cara; il basso autografato da una celebrità o che ti accompagna da sempre, inseparabile e portafortuna.

Per chi li ha sottratti sono soltanto oggetti da riciclare, rivendere o da usare camuffandoli.

Come accade per le fedi matrimoniali rubate in casa o strappate dalle mani: oro da fondere, per costoro; una miniera di ricordi, di emozioni e di legami, a chi invece vengono sottratte.

Sarà una serata particolare, dunque: un’opportunità per attestare che il male si contrasta, nel concreto.

Poi… anche una pacca sulle spalle e un applauso ci stanno, ché fanno sempre piacere!

musica

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