Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Un premio speciale


Non è difficile immaginarsi che reazione potrebbe avere un amico non vedente se lo invitassi al vernissage di una mostra; o un altro, non udente, se gli proponessi di venire ad ascoltare un concerto. Oppure se chiedessi a un paraplegico di allenarsi con me per una maratona. Lo stesso se presentassi una ragazza a un gay, sapendo che è in cerca di compagnia. Insomma, tutte situazioni per le quali non è materialmente possibile cambiare lo stato delle cose. Perché, per quanto arduo, un astemio potrà iniziare a bere, o un negato come me per la matematica a cimentarsi in equazioni e algoritmi, ma se la natura t’inibisce un qualcosa, solo Lourdes pare sia in grado di sovvertire le regole di questo mondo. Così si narra, per lo meno.

Ebbene, oggi un giovane mi ha “taggato” su facebook – ossia mi ha inserito come potenziale interessato – per un’ipotetica partecipazione a un bando. Dovrei essergliene riconoscente, ma verificando i requisiti per aderirvi ho letto che l’età massima è di 26 anni. È notorio che non abbia neppure la velleità di apparire più giovane rispetto alla mia veneranda età, ma per quanto – comunque – mi sforzassi nel vano tentativo di levarmi dal groppone i segni dell’invecchiamento, presumo che potrei arrivare, con immane fatica e soltanto con l’aiuto di un restauratore di mummie, a far credere di avere una decina d’anni in meno. I ventisei potrei spacciarli falsificando la carta d’identità o trovandomi un prestanome, ma siccome il bando è indetto nella mia città finirei per coprirmi di ridicolo.

Come se non bastasse un altro requisito è l’aver frequentato le scuole in provincia. Che fortuna! Un motivo aggiuntivo per rimpiangere quanto di bello mi sia perso in età adolescenziale. Cosicché per questa opportunità sarei di nuovo da capo: falsificare altri documenti. Un lavoraccio.

Dunque, visto che non considero questo giovane un mentecatto, devo arguire che la sua scelta avrà seguito altre logiche.

Il bando è per un piano editoriale per i social network finalizzato a coinvolgere il pubblico, e comunicare e diffondere un festival di artisti di strada, da adottare nella prossima edizione 2017.

Interessante. Tra l’altro si starà a contatto con gli artisti e se ne racconteranno le gesta. Per uno che ha un blog, per quanto modesto e insignificante, sarebbe una bella sfida (sulle considerazioni viscerali vd. premessa sopra).

Per la verità, scandagliando quanto richiesto, è tutto tranne una passeggiata, anzi, a far le cose per bene risulta alquanto impegnativo. Ma questo perché sono un vecchio: ai giovani piacciono le sfide – il termine non a caso è inserito come premessa –, e non s’intimoriscono di certo davanti a un piano editoriale per un festival internazionale. Inoltre il mondo dei social è pane quotidiano, per loro: ‘na passeggiata. In aggiunta è messa in conto una fama ragguardevole, da quanto enunciato sul comunicato… e scusate se è poco!

Continuo però a chiedermi il perché del mio coinvolgimento. L’anno passato un altro amico mi propose di scrivere sul festival, in vista di una mostra per l’autunno, ma poi non se ne fece nulla per una serie di motivi non dipendenti dalla sua volontà, ed io all’evento partecipai soltanto di passaggio.

Essendo l’ultima ruota del carro, peccherei di presunzione se ardissi pensare che l’abbia fatto biecamente per pubblicizzare il bando. Ciò non di meno, per quel che posso, ben volentieri mi cimento, visto che oltretutto è un’iniziativa nella quale mi butterei a capofitto… beh, se possedessi i requisiti e avessi anche del tempo libero.

Mi auguro però che l’amico corregga una minuzia, una svista che è umanamente comprensibile, perché può accadere a chiunque di dimenticare qualcosa nella fretta di inviare un testo: presuppongo che debba aggiungere uno zero in coda al premio previsto.

Ecco invece il link… e partecipate numerosi:

clicca qui per saperne di più sul “Premio speciale

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