Ignorante con Stile
Ironia: vaccino senza controindicazioni

Una curiosa vicenda di sesso orale


Il sesso orale – la fellatio per essere dotti -, è pratica tanto immorale quanto esiziale, e gli dei mi dannino se intendessi mai promuoverla.

Mi è però accaduto di leggere una notizia “curiosa” su questa deprecabile attività: si tratta di un episodio accaduto dalle mie parti, ben descritto qui.

Or dunque, nel suggere avidamente la cronaca mi son sorte delle fisime mentali.

Le paleso chiedendomi se accadrà lo stesso ad altri, dopo la lettura.

La ragazza dedita al sesso orale

È il cuore dell’articolo. Ha ventisei anni e pratica sesso orale a dieci euro a un cinquantenne, abbindolato in un crocchio di uomini maturi, al quale dedicherà la sua attitudine artistica in macchina.

26 anni. 10 euro. 50enne.

Dopo ne pretende altri 10 – che ottiene-; poi ne reclama ulteriori 30, con inclusa minaccia di svergognarlo tramite video, dicendosi minorenne. A questo punto lui rifiuterà di assecondarla.

C’è un particolare interessante del cronista che scrive:

«I due si sono appartati, poi dopo qualche minuto la vettura è tornata indietro».

Dopo qualche minuto! Dunque un lavoro sbrigativo: o lei ci sapeva fare assai o il tizio era particolarmente infoiato.

Insomma, una manciata di minuti può ben valere una ricompensa supplementare di dieci euro! Segno che la ragazza si è dimostrata altamente professionale? Probabile, perché qui l’avarizia è sovrana, e in caso contrario i primi dieci euro sarebbero bastati e avanzati. Invece il beneficiario non fa rimostranze per il surplus.

Lei, nella classica delle situazioni, dev’essersi detta: «fessa che sono! Gliene avessi domandati subito di più!». Ma “il troppo stroppia”, peggio se con il ricatto.

Singolare che tenti di spacciarsi per minorenne: immagino che potesse permettersi un azzardo simile soltanto se credibile. Dunque doveva essere pure piuttosto presentabile.

“Di bella presenza”, avrebbero annotato un tempo.

Il gentiluomo non ha ceduto alle lusinghe mosso da compassione per una bisognosa d’attenzioni e d’affetto, disposta a tutto pur di sfogare la propria inclinazione al sesso orale.

Niente filantropia con obolo finale.

sesso orale (allegoria)

Il riepilogo della vicenda

Ti trovi al mercato con amici, in una fredda giornata autunnale. Hai cinquant’anni e, almeno di esserti preso un giorno di ferie, è arguibile che tu sia lì per sondare il prezzo della paglia da stipare in fienile per il prossimo inverno.

Ecco che ti giunge davanti una ragazza piacente che propone sesso orale. La stessa cifra che avresti pagato se quella mattina fosse capitato a te il turno per cappuccino e brioches ai presenti.

Saluti gli altri, magari strizzi l’occhio alla combriccola, risoluto a raccontare poi com’è andata la vicenda, che si è consumata, se nel ricattarlo lo scrupoloso giornalista annota che lei dichiara

«di aver fatto un video che lo avrebbe messo nei guai».

Ovvio che nessuno si sentirebbe minacciato per una mera contrattazione: il corpus delicti è il presunto filmato, vero o inesistente che sia. Cosa potrebbe illustrare è arguibile per chiunque abbia un minimo di vita vissuta.

Finale: la polizia arresta la rea per estorsione.

Lui invece viene interrogato dal poliziotto sul posto. Chissà se è sceso dalla macchina o si è limitato ad abbassare il finestrino!

Chi ci ha rimesso per il sesso orale?

Ovvio, la ragazza. E qui subentrano le mie paturnie celebrali.

Il “dante” ci ha perso venti euro. Si fa per dire, perché intanto si è sollazzato con del sesso orale.

Con una che poteva avere l’età di un’ipotetica figlia.

Così veloce da non fargli perdere minuti preziosi, ché – si sa – il tempo è denaro!

Infine ha avuto pure l’impagabile soddisfazione di veder arrestata la ricattatrice.

Lei? Sciagurata aver osato tanto; indubbio, son cose che non si fanno.

Però, mi chiedo: l’ha fatto di propria sponte?

Sicuro! Sarà stata galvanizzata, elettrizzata, smaniosa all’idea di rimorchiare al mercato un uomo datato “mezzo secolo”, senza che costui avesse avuto l’opportunità di farsi un bidet, e di dover poi gingillarsi con l’arnese messole a disposizione. Il tutto per dieci o venti euro: bella la vita!

Un finale alternativo a lieto fine poteva esserci

Ossia: gli altri! Quelli “monitorati e seguiti” che l’hanno portata lì, visto che non ci è arrivata sulla zucca di Cenerentola.

Ahimè, il giornalista non ci dà ulteriore notizia di loro.

Lascia in sospeso o per mantenere la suspense o per aggiornarci in una prossima puntata. Peccato, perché – secondo il mio opinabile parere – la conclusione della storiella sarebbe stata perfetta se in gattabuia ci fossero finiti i solerti datori di lavoro.

Ma capisco che fosse un articolo e non una parabola evangelica.

La conclusione è incentrata sul comunicare che c’era una disgraziata traviatrice di bravi uomini, la quale se ne andava in giro a mettere a repentaglio l’integerrima, linda e cristallina reputazione dei nostrani, onesti cittadini, estorcendo denaro sonante ai malcapitati.

La polizia l’ha consegnata nelle mani della giustizia.

Tutti adesso possiamo tirare un sospiro di sollievo: il venturo soffocone a pagamento da sconosciute lo si avrà senza ulteriori tensioni che non siano quelle del proprio membro.

Cosa potremmo aspettarci da tutto ciò?

L’articolista ben ha fatto a specificare che fosse romena. Una straniera. Non sia mai che dall’episodio scaturisse una caccia alle streghe tra le morigerate oriunde locali, vocate al sesso orale anziché all’uncinetto pur di trovar marito.

Ma vista la necessità di informarci a dovere, non avrebbe guastato qualche dettaglio sull’eroe che ha avuto il coraggio di denunciare l’atto criminale.

Meriterebbe un encomio pubblico per l’alto gesto morale.

Una benemerenza per questo modello di civismo.

Una medaglia, che non si nega più a nessuno oggidì.

Abbiamo un bisogno disperato di esempi simili!

incoronazione

 

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