Ignorante con Stile
La realtà non supera la fantasia. Quasi mai, perlomeno.

Una montagna non di lavoro, di debiti, di guai, di…


La montagna è un elemento scontato per chi, come me, ha la fortuna di alzarsi al mattino e trovarsela davanti, illuminata dall’alba, e di rivederla al crepuscolo, con il sole che tramonta dietro le cime, fino a quando avrò fiato nei polmoni, beninteso.

Talmente presente che si rischia di non farci quasi più caso, come accade per ciò che connatura la nostra esistenza da sempre, al punto di darlo per scontato: la salute, le amicizie genuine, i bei libri, la libertà di esprimerci.

La montagna e i significati sottintesi

Sulla montagna i grandi pensatori ci hanno lasciato pagine pregne di rimandi allegorici: tra tutti la fatica dell’arrampicata e l’arrivo alla cima quale ricompensa degli sforzi, come dovrebbe capitare anche nel nostro quotidiano.

È una similitudine azzeccata ma da adeguare ai tempi attuali.

Perché oggidì c’è chi in alto ci arriva con i fuoristrada, al pari di coloro che alla meta giungono agevolati da possibilità che non contemplano grandi sacrifici: dai figli di papà che si ritrovano la carriera spianata grazie alle raccomandazioni… agli arrampicatori sociali, che al merito sostituiscono la più immediata e redditizia adulazione.

Il fascino della montagna

Appena arriva la bella stagione ne approfitto per delle escursioni. Non essendo un pensatore, mi limito a vedere nella montagna una metafora della vita, molto terra terra. Questo approccio pur banale non sminuisce l’attrazione che essa ha su di me.

Ieri ho fatto la prima camminata dell’anno. Salivo sul pendio e, nel silenzio dell’ambiente circostante, osservavo il panorama e ciò che la natura offriva alla vista.

Ebbene, il primo tratto erboso che accompagnava l’ascesa era destinato ad alpeggio. Nell’ordine degli eventi, le vacche che lì pascolano avevano lasciato, a beneficio della concimazione del prato, il di più che avanzava loro nello stomaco.

La montagna è metafora della vita anche per questo, a parer mio: osservavo il donativo dei bovini, udibili da lontano per le grandi campane appese al collo, e pensavo che, dopotutto, anche sul nostro quotidiano accade di ritrovarsi dinnanzi simili realtà.

Questa era già essiccata dal sole. Per lo meno lo strato superficiale perché, se la si fosse calpestata, la crosta esterna avrebbe introdotto lo scarpone in una massa più morbida che sprigiona il peculiare odore della materia ormai digerita dalla mucca.

Un po’ come quella che ci capita sotto, di tanto in tanto: quando ci riesce di scansarla essa resta parte del contesto; allorché la si pesta, allora ammorba l’ambiente; spesso pure la vita.

Poco giova pensare che porti fortuna.

La montagna è anche altro

A quota più alta la vegetazione si dirada e tra i ciuffi d’erba, i cespugli ancora spogli dei mirtilli, gli arbusti di rododendro, potrebbero esserci delle vipere, uscite dal letargo invernale.

Pari pari come nella vita, la montagna annida tra rocce e pietre delle insidie. Nella suggestione di quanto ci sta intorno, nel silenzio rotto soltanto dal ronzio degli insetti e dal cinguettio di qualche fringuello, un potenziale pericolo può d’improvviso deturpare l’escursione.

Certo che se si desse priorità a quanto può nuocerci, meglio sarebbe starsene a casa. Si sale invece in montagna perché le soddisfazioni che ci regala son ben maggiori delle avversità che potremmo riscontrare.

genziana in montagna

Le genziane appena sbocciate, di un blu accecante, sparse tra il timo che, calpestato, sprigiona un aroma intenso, sono appaganti come le gioie che l’esistenza sa offrici. Ovvio che se ci si aspettasse una fioritura di orchidee tropicali ad alta quota, resteremmo delusi; così come nel nostro quotidiano saper apprezzare la semplicità di una buona conversazione, la stima di chi ci circonda, il sorriso disincantato di un anziano, gratifica pur senza quelle emozioni forti che solo di tanto in tanto capita di provare.

La montagna nella sua essenza

La si coglie raggiunta la sommità: il panorama mozzafiato, statuario e monumentale, che si profila dinnanzi, è come la vita quando ci accade di guardarci intorno con l’animo elevato, non con lo sguardo di chi non sa vedere oltre il proprio naso.

Ecco che in questi frangenti la bellezza di quanto hai vissuto, le esperienze accadute nel corso degli anni, le vicende che ti hanno forgiato, il calore di chi hai amato e di coloro che ti vogliono bene… sono pari alle cime che l’occhio sorvola, alle vallate che degradano verso il piano, alle rupi dei dorsali.

Ti rendi conto, allora, che c’è ancora molto da esplorare; tanti percorsi su cui incamminarsi; altre vie capaci di regalarti punti d’osservazione differenti ma altrettanto se non più esaltanti.

La montagna è come la vita: non s’improvvisa e richiede allenamento, ma non delude, semplicemente perché la montagna non dà illusioni.

montagna catena della Alpi
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